2. Re: ChatGpt e la scuola (Maria Chiara Pievatolo)
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On 21/01/23 01:34, Giacomo Tesio wrote:
E' questo il futuro che Google auspica con Classroom nelle scuole.
Il futuro per cui lavora a tutti i livelli da anni.
Mi pare infatti che meriti ripetere che usare ChatGPT a scuola significa
esporre docenti e studenti a una scatola nera occhiuta a proprietaria
che certo trae vantaggio dall'uso dei loro dati, ma che con la libertà
di un ambiente di apprendimento dovrebbe avere dalla manipolazione e
dalla sorveglianza non ha proprio nulla a che vedere. E sì, sono cose
che sa anche il gatto, ma dalla zelo con cui moltissimi fanno da cavie
e da propagandisti all'esperimento aziendale in corso, su un prodotto
finanziato da Microsoft, Peter Thiel, Elon Musk, sembra che le sappia
*soltanto* il gatto.
L'ultimo numero di Guerre di Rete (https://guerredirete.substack.com/)
parla proprio dell'hype dell'AI e segnala fra l'altro (non so se sia già
passato qui):
https://irisvanrooijcogsci.com/2023/01/14/stop-feeding-the-hype-and-start-resisting/
Aggiungo, in italiano, un piccolo commento precedente di .mau.
https://xmau.com/wp/notiziole/2023/01/04/sfruttati-da-chatgpt/
Felinamente,
MCP
Grazie per la ripetizione. Mi pare che sia un aspetto estremamente
sottovalutato.
Aggiungo, al di là della sorveglianza e manipolazione, un elemento
sistemico. Avvalersi di strumenti proprietari e gestiti da
organizzazioni militaro-industriali globali (i datacenter dei GAFAM ecc.
sono protetti da ritrovati e procedure di livello militare, giova
ripetere) non è la stessa cosa rispetto ad avvalersi di sistemi F/LOSS
gestiti da organizzazioni differentemente organizzate, con obiettivi
politico-sociali diversi, scale diverse, ecc.
La metafora del cibo mi sembra adeguata. La filiera alimentare è sotto
pressione, non solo nella ricca Europa, per fornire alimenti
bio-equo-sostenibili-vegan a km 0 ecc. - è auspicabile che accada
qualcosa di analogo nel digitale. La varietà dei sistemi biotecnici è
l'unica garanzia ragionevole di evoluzione biotecnica non autoritaria e
non oppressiva, come accade in qualsiasi altro ambito (agricoltura,
tecniche costruttive adatte a diversi ecosistemi, lingue, ecc.).
Alleanze, collaborazioni e meticciati con gli esseri tecnici dovrebbero
essere guidate da una visione politica esplicita, che può essere di
qualsiasi orientamento, ma almeno che sia esplicita. Invece viene
presentata come una novità neutra, l'avvento di ChatGpt per esempio,
monopolizza la discussione in ambiti diversi (monopolio radicale,
avrebbe detto Illich), e tende a polarizzare posizioni "reazionarie" di
chi non vuole "innovazioni" tecniche e posizioni "progressiste" di chi
abbraccia queste "innovazioni" come occasioni irrinunciabili. Posizioni
diversamente deleterie.
però non c'è bisogno di sperimentare su di sé l'eroina per conoscerne
gli effetti. Un nuovo oppiaceo sintetico difficilmente si allontanerà
molto dai propri antenati. Quindi, non mi pare sia il caso di aiutare
qualche miliardario convinto di essere il salvatore del mondo nutrendo
le "sue" creazioni tecniche e giocando al suo gioco.
Il fatto è che non si può cambiare facilmente l'imprinting di un sistema
tecnico. Da chi e come è stato concepito, costruito (da dove vengono le
materie prime per farlo funzionare? Come è fatto il software? Quali
convinzioni stanno dietro le sue norme funzionali? ecc.) sono elementi
dell'imprinting tecnico che tende a determinarne l'evoluzione. Questa
dovrebbe essere una consapevolezza di base.
Se gli algoritmi di riconoscimento facciale generano output
classificabili come "razzisti" o "sessisti", non sarà facendo de-biasing
e nutrendoli con dati "migliori" (migliori per chi??? per una qualche
elite auto-nominata come consapevole e migliore del resto degli umani?)
che si risolverà la questione. il razzismo o il sessismo non sono bias:
sono ideologie più o meno esplicite che, al limite, sfruttano bias
cognitivi. Ma dal bias di gruppo al razzismo ce ne passano parecchie di
iterazioni perverse. Inoltre i bias cognitivi sono stati evoluti come
euristiche fondamentali e volerli eliminare sfiora il suprematismo.
vabbè mi sono perso, scusate,
grazie ancora per la ripetizione: le scatole nere create per
sorveglianza+manipolazione+profitto NON sono un buon viatico per
strutturare ambienti di apprendimento (se si vogliono liberi e
consapevoli).
Sono ottime per l'addestramento e l'omologazione, questo sì. A breve mi
aspetto versioni un po' gamificate, della dopamina in aggiunta renderà
la routine ancora più irrinunciabile.
buona giornata
k.
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