Ciao Roberto,

mia moglie è un medico.

Parliamo spesso dei problemi di compliance terapeutica e dei problemi
di comunicazione con i pazienti (alcuni dei quali non parlano ne
italiano né inglese, ma magari solo arabo, solo cinese, solo sardo, 
o solo piemontese etc...), nonché di come la tecnologia potrebbe
migliorare il suo lavoro (e di come invece spesso lo rende più
difficile).

On Sun, 16 Apr 2023 14:25:20 +0000 Roberto Dolci wrote:

>   1.  Aiutare noi, non-medici, a descrivere in modo corretto i nostri
> dolori, sintomi e tutto il quadro che aiuta il medico nel processo di
> diagnosi, facendo le domande giuste ed usando i termini corretti.  Un
> bel passo avanti nella telemedicina.
> 
>   2.  All’opposto, usato dal medico nella prescrizione delle cure,
> diete e specialmente nelle raccomandazioni comportamentali per
> facilitare il processo di guarigione. Quello che chiamiamo “patient
> compliance” e’ per molte patologie il fattore che piu’ pregiudica
> tempi e modi di guarigione.  

Il suo commento ai casi d'uso che proponi è stato "questo deve essere
un sostenitore di Immuni". Non è un complimento... ;-)

Nella migliore delle ipotesi, gli usi che proponi farebbero perdere un
sacco di tempo ai medici. Ma molto più probabilmente produrrebbero
errori diagnostici o terapeutici e occasionalmente morti.

Chi ne risponderebbe?


> ChatGPT e’ un capo della retorica, e sa scrivere molto meglio della
> media dei medici.

:-)

Non sai di cosa parli.


E d'altro canto, il soluzionismo tecnologico si fonda sempre sulla
scarsa comprensione della complessità dei "problemi" che si intende
"risolvere".


> Se invece vogliamo dar disinformazione e convincere la gente che i
> maiali volano, facilissimo farlo, ma sarebbe l’uso sbagliato.

Giusto o sbagliato che sia, l'importante è che qualcuno ne risponda.


Giacomo
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