Ciao 380°,

Formazione, è forse il termine migliore, hai ragione!
Si lega bene alla cosiddetta formazione continua/lifelong learning.

Ma alla fine in sistemi d'istruzione/paesi diversi trovi termini simili ma
mai uguali... battaglia persa!

Riguardo a computational thinking, non è legato tanto ad imparare un
linguaggio di programmazione, ma “Computational thinking is the thought
processes involved in formulating a problem and expressing its solution(s)
in such a way that a
computer – human or machine – can effectively carry out.” E ancora
"Computational thinking, shorthand for “thinking as a «computer scientist»
refers to the ability to understand the underlying notions and mechanisms
of digital technologies to formulate and solve problems"  - (facile a
dirsi, difficile da insegnare, figurati valutare) - JRC Publications
Repository - Reviewing Computational Thinking in Compulsory Education
(europa.eu)
<https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/handle/JRC128347>

Alessandro

P.S: Per Eurostat ci sono i quesiti... non ho ancora avuto tempo di
dedicargli il tempo necessairo...


On Mon, 25 Sept 2023 at 07:49, 380° <[email protected]> wrote:

> Buongiorno Alessandro,
>
> Alessandro Brolpito <[email protected]> writes:
>
> [...]
>
> Io, qualcuno l'avrà notato, sono disgrafico e sicuramente logorroico...
>
> > Dunque: devo essere "ulteriormente alfabetizzato"? ....parliamone.
>
> [...]
>
> > Questo ci deve far considerare l'alfabetizzazione un processo continuo,
> che
> > avviene spesso in contesti non-formali ed informali, come ad esempio in
> > questa lista.
>
> Io preferirei venisse usato il termine "formazione" invece di
> "alfabetizzazione", ma siccome in merito ci sono addirittura degli
> standard ufficiali delle istituzioni mondiali, mi adeguo senza problemi.
>
> Direi che sì, nonostante tutti i /disperati/ tentativi (alcuni lodevoli
> e filosoficamente condivisibili, altri deprecabili) di "recintarla e
> dirigerla" l'alfebetizzazione è un processo... anarco-ricorsivo :-D ,
> per limitarci diciamo almeno che senza l'attiva e piena _partecipazione_
> dell'individuo se va bene non funziona, se va male...
>
> [...]
>
> > 2 - ho passato ai "raggi X" lo studio citato da Alessandro, secondo il
> > quale "In 2021, 54% of people in the EU aged 16 to 74 had at least basic
> > overall digital skills", che significa che il 46% restante, quegli skill
> > "di base" NON ce li ha....
> >
> > Non sono riuscito a recuperare l'elenco esatto delle "domande" che
> > componevano il questionario, né sono riuscito a recuperare i dati
> "grezzi"
> > (che vorrei analizzare con i miei strumenti...).
>
> Ho il fondato sospetto che se non le hai trovate tu allora proprio non
> ci sono.
>
> Qualsiasi studio dove /chiunque/ non abbia a disposizione quello che non
> sei riuscito a recuperare tu è da **ignorare**.
>
> Cari ricercatori, è ora di finirla: le chiacchiere stanno a zero.
>
> ...ma questo è OT qui, ne parliamo in lista AISA?
> https://aisa.sp.unipi.it/seguici/
>
> > Pero' ho trovato questo:...
> > <<
> >
> >
> > Una breve premessa: digital literacy, basic digital skills, core digital
> > skills e digital competence sono usati come sinonimi (sebbene siano cose
> > diverse).
> >
> > E alla fine si converge nel termine "competenze digitali", questo per non
> > diventare matti con la terminologia.
>
> L'hanno davvero scritto nero su bianco in uno studio sociologico? :-D
>
> ...non vogliono "diventare matti", divertente.
>
> [...]
>
> > Essendo la competenza digitale definita come " the confident, critical
> and
> > responsible use of, and engagement with, digital technologies for
> learning,
> > at work, and for participation in society. It is defined as a combination
> > of knowledge, skills and attitudes...” (EUR-Lex - 32018H0604(01) - IT -
> > EUR-Lex (europa.eu)
> > <
> https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?toc=OJ%3AC%3A2018%3A189%3ATOC&uri=uriserv%3AOJ.C_.2018.189.01.0001.01.ENG
> >),
> > il quadro di riferimento è ad ampio spettro e certamente discutibile. Ha
> > dietro un bel lavoro di ricerca e di sintesi (mai abbastanza) ma rimane
> > generico ed ingombrante.
>
> ...e qui stiamo parlando **solo** di alfabetizzazione/competenza
> digitale, se cerchiamo studi, analisi, articoli, conferenze, ecc. su
> "cittadinanza digitale", termine ampiamente /abusato/ e variamente vago,
> ci troviamo di fronte a un quadro ancora più ampio, discutibile,
> lacunoso, generico ed ingombrante rispetto a quello delle "sole"
> competenze.
>
> [...]
>
> > Insegnare rudimenti di programmazione, sia in termini di un linguaggio
> tipo
> > "Python" che in termine di "computational thinking" penso che sia
> > importante
>
> sarà, ma io (che un pochino so scrivere codice in un linguaggio di
> programmazione) non ho la più pallida idea di cosa sia il pensiero
> computazionale: come lo definiscono le istituzuioni?
>
> [...]
>
> > Giacomo diceva in un recente scambio che si è arrivati a questo punto
> > (quello da te descritto così chiaramente), proprio perchè ci si fida dei
> > programmatori...
> > Beh fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.-).
>
> Sì ma innanzitutto la cosa non è binaria (mi fido/non mi fido), poi la
> cosa decisamente più importante è sapere _perché_.
>
> [...]
>
> Cordiali saluti, 380°
>
> --
> 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
>
> «Noi, incompetenti come siamo,
>  non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
>
> Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
> but very few check the facts.  Ask me about <https://stallmansupport.org>.
>
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