Ciao Antonio,

Il giorno Fri, 31 May 2024 09:44:16 +0200 Antonio ha scritto:

> L'open source è "fiducia"

Ma non era un modello di sviluppo che prescinde dalla fiducia? :-D

```
Why do people prefer using open source software?

[...]

Control. Many people prefer open source software because they have more
control over that kind of software. They can examine the code to make
sure it's not doing anything they don't want it to do, and they can
change parts of it they don't like. [...]

Security. Some people prefer open source software because they consider
it more secure and stable than proprietary software. Because anyone can
view and modify open source software, someone might spot and correct
errors or omissions that a program's original authors might have
missed. And because so many programmers can work on a piece of open
source software without asking for permission from original authors,
they can fix, update, and upgrade open source software more quickly
than they can proprietary software.
```
https://opensource.com/resources/what-open-source

> io mi fido degli altri sviluppatori perché do per scontato che
> agiscano come me, ovvero, da volontario, per il bene degli altri

In realtà, nessuna comunità funziona così.

Le comunità si caratterizzano per le regole che proteggono un bene in
comune (che può essere materiale o immateriale): ovvero l'esatto
contrario di assumere che tutti i membri si comportino come si
comporterebbe il più idealista e corretto dei membri.

Se ti potessi fidare che nessuno ridurrà l'utilità del bene comune per
gli altri, non avresti proprio bisogno di una comunità.

Al contrario, proprio perché non puoi fidarti, hai bisogno di regole
che limitino e vincolino l'accesso al bene in comune, in modo che
nessuno ne possa ridurre l'utilità che questo ha per gli altri a
proprio vantaggio.


> Quando si rompe la fiducia, e in questo caso si è rotta, per
> ripristanarla occorre qualche passetto in più.

Direi questo caso evidenzia come si possa solo ripartire dal via.

XZ è solo uno delle migliaia di software opensource compromessi, di
cui ci siamo accorti solo per una serie incredibile di coincidenze.

Che poi i software proprietari siano ancor più vulnerabili, è
un'altra questione (piuttosto ovvia).


Giacomo

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