L'attacco al GDPR, che ora riprende slancio grazie al rapporto Draghi, fa
il pari con la tendenza recente del legislatore UE (particolarmente marcata
in questa commissione) a sostituire la tecnica normativa classica, basata
su disposizioni generali soggette all'interpretazione del giudice, con
sistemi di regolazione "by design" gestiti direttamente dai soggetti
coinvolti, sotto la supervisione di autorità di controllo. Dopodiché è
sufficiente sotto-finanziare queste autorità o trasferire i poteri di
controllo alla commissione stessa, e lo svuotamento dei diritti è compiuto.

Un saluto a tutti i membri della lista,

Maurizio

Il giorno ven 20 set 2024 alle ore 00:02 Daniela Tafani <
[email protected]> ha scritto:

> Buonasera,
>
> a me pare che ci sia un attacco violento che le grandi aziende stanno
> sferrando contro il GDPR.
> Già lo hanno già scritto, di loro pugno, nel rapporto Draghi:
>
> "while the ambitions of the EU’s GDPR and AI Act are commendable, their
> complexity and risk of
> overlaps and inconsistencies can undermine developments in the field of AI
> by EU industry actors. The differ-
> ences among Member States in the implementation and enforcement of the
> GDPR (as detailed in the Governance
> Chapter), as well as overlaps and areas of potential inconsistency with
> the provisions of the AI Act create the risk
> of European companies being excluded from early AI innovations because of
> uncertainty of regulatory frameworks
> as well as higher burdens for EU researchers and innovators to develop
> homegrown AI"
>
> e ora lo ribadiscono.
>
> Considerato che la cosiddetta "IA" si fonda sulla sorveglianza e che
> questa ha luogo in violazione di diritti giuridicamente tutelati  - la
> bolla giuridica di cui ha scritto Marco Giraudo -
> non mi pare sorprendente che le aziende preferiscano cancellare parti del
> GPDR (in nome dell'"armonizzazione") e tenere l'AI Act.
> L'AI Act non solo non protegge i diritti fondamentali, ma ha il merito,
> per le grandi aziende, di stravolgere il significato stesso di ciò che la
> protezione di un diritto significa,
> prevedendo che siano vietate non le violazioni dei diritti fondamentali,
> ma solo quelle violazioni che generano danni
> (e che dunque, "per il nostro bene", qualsiasi violazione dei diritti sia
> lecita).
>
> Che l'attacco sia condotto in nome dell'innovazione, da parte di aziende
> che promuovono solo innovazioni tossiche, che non nuocciano al loro modello
> di business,
> non è una novità.
>
> Un saluto,
> Daniela
>
> ________________________________________
> Da: nexa <[email protected]> per conto di Claudio Agosti
> <[email protected]>
> Inviato: giovedì 19 settembre 2024 19:29
> A: [email protected]
> Oggetto: Re: [nexa]     La regolamentazione UE su IA è frammentata,
> incerta ed incoerente
>
> Quello che mi chiedo da stamattina è: ma quale regola incoerente vedono?
> Quotando le due parti che forse nascondono il punto:
>
> Ma, negli ultimi tempi, le decisioni normative sono diventate frammentate
> e imprevedibili, mentre gli interventi delle autorità europee per la
> protezione dei dati hanno creato una grande incertezza sul tipo di dati che
> possono essere utilizzati per addestrare i modelli IA.
>
> Qui sembrerebbe che la critica viene mossa ad alcune autorità protezione
> dati.
>
> Può scegliere di riaffermare il principio di armonizzazione sancito nei
> quadri normativi come il GDPR, e offrire un'interpretazione moderna delle
> sue disposizioni che ne rispetti comunque i valori fondamentali,
> permettendo così che l'innovazione nell'IA si sviluppi qui con la stessa
> portata e velocità che in altre regioni del mondo. Oppure, può continuare a
> respingere il progresso,  [...]
>
> Per piacere, qualcuno mi sa dire quali incongruenze ci sono state tra le
> varie decisioni dei DPA ?
>
> grazie!
> Claudio
>
> On Thu, Sep 19, 2024 at 7:13 PM Antonio <[email protected]<mailto:
> [email protected]>> wrote:
> "Senza regole coerenti, l'UE rischia di perdersi i due momenti
> fondamentali nel processo di innovazione dell'IA. Il primo riguarda lo
> sviluppo dei modelli "aperti", che sono resi disponibili gratuitamente per
> essere utilizzati da chiunque, modificati e sviluppati, moltiplicandone
> così i benefici e offrendo opportunità sociali ed economiche.
> ...
> Il secondo riguarda i più recenti modelli "multimodali", che operano
> fluidamente tra testo, immagini e audio, e che consentiranno il prossimo
> salto in avanti nell'IA. La differenza tra modelli di solo testo e modelli
> multimodali è paragonabile alla differenza tra avere un solo senso e averli
> tutti e cinque."
>
> La lettera aperta è qui: https://euneedsai.com/it
>
> Confesso che non ho capito a cosa si riferiscano esattamente.
>
> A.
>
>
> --
> Claudio Agosti - Hermes Center, AI Forensics, Reversing Works.
> Platform Auditor & Tech Researcher
> [ linktr.ee/claudio.agosti<http://linktr.ee/claudio.agosti> ]
>


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*Maurizio Borghi*
Università di Torino
https://www.dg.unito.it/persone/maurizio.borghi
Co-Director Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it/>

My Webex room: https://unito.webex.com/meet/maurizio.borghi

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