Ah, scusa, mi era sfuggito il riferimento precedente a quella fonte.

jc


On 08/12/24 09:39, Guido Vetere wrote:
Ciao Juan Carlos,
si, avevo letto anche io il post di Giglioli.

Mi sembra che la questione dirimente qui sia l'ingerenza di una potenza straniera e ostile. Nota che si tratta di una situazione di guerra asimmetrica: nessuno potrebbe influenzare con i social le elezioni in Russia, in Cina o in Corea del Nord, per il semplice fatto che praticamente non ci sono. Putin & co. ovviamente cercano di trarre il massimo vantaggio da questa asimmetria.

C'è di sicuro un dilemma filosofico: una coscienza manipolata è ancora una coscienza con diritto di voto? I miei 'due cents' di filosofia li punterei sul sì. Però questo rende molto stringente la necessità di vigilare sulla propaganda, perché altrimenti, davvero, vale tutto.

Buona domenica.
G.

PS: Le Giubbe Rosse c'entrano perché 380° aveva postato il loro articolo in questo thread. Ora: sono dispostissimo ad essere manipolato, ma non da Rizzo! :-))



On Sun, 8 Dec 2024 at 09:07, J.C. DE MARTIN <[email protected]> wrote:

    Caro Guido,

    a prescindere dal tuo riferimento alle "Giubbe Rosse", che solo tu
    sai che cosa c'entrino, la questione mi sembra decisamente più
    complicata di come la poni tu.

    Qualcuno che mi sembra colga la complessità (oltre che la
    delicatezza) del tema è il giornalista Alessandro Gilioli. Riporto
    un suo post di ieri dal suo profilo pubblico su Facebook.

    jc

    Se ho capito bene, in Romania le elezioni sono state annullate non
    per brogli sulle schede ma per una pesante campagna sui social a
    favore di un candidato attuata con tutti gli strumenti tecnologici
    possibili, inclusi i bot e i falsi profili; questa campagna,
    secondo la Corte costituzionale di Bucarest, è stata orchestrata e
    finanziata da Mosca, di cui questo candidato è simpatizzante.
    Propongo, se possibile, di provare a staccarci un attimo
    dall'immediata simpatia-antipatia tifosa (i filo Putin oggi
    gridano al golpe, gli anti Putin alle interferenze russe) per
    ragionare invece sul la questione delle questioni: in democrazia,
    quali mezzi sono leciti e quali illeciti nella creazione del
    consenso?
    E, soprattutto, sono "democraticamente valide" o no quelle
    elezioni in cui il consenso popolare è chiaro ma è stato creato
    anche utilizzando in modo estremo ogni potenziale tecnologia dei
    mezzi di comunicazione, inclusi bot, gli algoritmi e magari l'AI?
    Nel nostro piccolo, in Italia abbiamo avuto un precedente dell'era
    pre internet: quando il proprietario di tre reti televisive
    nazionali le mise tutte e tre al servizio del suo nuovo partito,
    inclusi i Mike Bongiorno, i Raimondo Vianello e le Ambra
    Angiolini. Noi antiberlusconiani al tempo parlavamo di conflitto
    di interessi e quindi di iniquità di elezioni in cui uno dei
    contendenti aveva soldi e soprattutto media per creare il
    consenso. Ci rispondevano che il consenso popolare vale comunque -
    se è chiaro ed espresso nell'urna - e che era offensivo verso gli
    elettori sostenere che fossero quasi degli infermi di mente,
    incapaci di decidere con la propria testa. In ogni caso quel
    partito prese il 30 per cento meno di sei mesi dopo la sua
    creazione e nessuno pensò di invalidare quelle elezioni per l'uso
    massiccio di media privati a favore di una parte.
    Da allora il quadro mediatico è fortemente cambiato, le tivù
    contano meno, c'è la rete e appunto ci sono i bot.
    Nel caso di specie - il vago paragone fra Italia 1994 e Romania
    2024 - ci sono poi altre grosse differenze: allora non ci fu
    alcuna ingerenza straniera, ad esempio; oppure, semplicemente, nel
    caso di Berlusconi non c'era niente di segreto (la persuasione
    delle reti Fininvest era trasparente, evidente) mentre nelle
    elezioni romene sarebbe stata occulta, il che non è una differenza
    da poco. Tuttavia noi avevamo i falsi sondaggi di Diakron per
    creare l'effetto band-wagoning: una cosa non molto diversa dai
    falsi account, e con esiti simili.
    (per inciso, aggiungo che l'utilizzo nascosto di bot, algoritmi di
    rimbalzo e account fasulli non è mancato neppure da noi, basti
    pensare alla "Bestia" di Salvini, nei suoi tempi d'oro)
    Resta comunque la questione di fondo, che ovviamente va ben oltre
    sia il vecchio caso italiano sia quello attuale romeno: è
    democraticamente valido o no il voto espresso dagli elettori
    quando una campagna mediatica ben orchestrata e ben pagata ne ha
    influenzato una parte magari decisiva?
    La questione di fondo investe anche le democrazie occidentali. Non
    solo per il rischio di campagne occulte orchestrate all'estero ma
    anche per quello che già da decenni accade, a partire dagli Stati
    Uniti dove il budget per gli spot è un elemento fondamentale per
    creare consenso, diventando poi peraltro strumento di ricatto dei
    donatori verso la politica; oppure per quello che è accaduto di
    redente, con l'uso del social di Elon Musk a favore di Trump.
    Quali sono dunque le regole certe che una democrazia deve darsi
    perché il voto possa considerarsi "non manipolato" o manipolato il
    meno possibile? Quali sono i limiti invalicabili, se ce ne sono?
    E possono queste regole - se mai volessimo darcele - stare al
    passo con i progressi rapidissimi delle tecnologie?
    E ancora: sarebbero applicabili a livello di elezioni nazionali in
    un mondo tecnologicamente così interconnesso oppure no? E se sì,
    come? E quale organo neutrale può essere chiamato a decidere se
    un'elezione è democraticamente valida o è stata manipolata?
    Auguri a chi riesce a rispondere con certezza.




    On 08/12/24 08:56, Guido Vetere wrote:
    Eravamo tutti allarmati per Cambridge Analytica e le
    manipolazioni del micro-targeting quando si trattava di elezioni
    presidenziali USA o di Brexit.
    I falsi profili e gli sciami di bot pagati da Putin sarebbero
    invece una lecita forma di propaganda?
    G.

    PS:
    Le Giubbe Rosse:
    /Qualcuno ha definito le nostre posizioni anti-establishment,
    anti-neoliberiste, euroscettiche, sovraniste, rossobrune. Al
    momento, non ci vengono in mente obiezioni…
    /
    /
    /

    On Sat, 7 Dec 2024 at 17:22, J.C. DE MARTIN
    <[email protected]> wrote:

        Analisi tecnica della decisione:

        
https://www.linkedin.com/pulse/summary-romanian-constitutional-court-decision-social-zanfir-fortuna-qkblc/

        jc



        On 07/12/24 11:51, 380° via nexa wrote:
        > "J.C. DE MARTIN" <[email protected]> writes:
        >
        >> Un precedente potenzialmente pericolosissimo.
        >> jc
        >>
        >> On 07/12/24 11:21, 380° via nexa wrote:
        >>> Buongiorno,
        >>>
        >>> sta diventando uno schema ripetitivo, anche se (credo)
        mai prima d'ora
        >>> usato per impedire le elezioni in uno stato, della EU per
        di più.
        > effettivamente in termini di limitazione della sovranità
        (vi ricordate
        > "l'Italia è un paese a sovranità limitata"?) è un salto di
        qualità, ma
        > diciamo che è in linea con la strategia della tensione,
        Stay Behind
        > (Gladio) e tutte le porcate annesse e connesse storicamente
        accertate (e
        > il risultato si vede benissimo).
        >
        > ...comunque, la rivista "Analisi e Difesa" il 7 Maggio
        scorso scrisse un
        > articolo che spiega perfettamente perché in Romania NON
        DEVE vincere "un
        > filo-russo e anti-NATO" (per di più di estrema destra e
        complottista
        > [1], manca solo che mangi i bambini e poi siamo a posto):
        >
        > «Nuove basi USA/NATO in Romania, Albania e forse Finlandia»
        >
        
https://www.analisidifesa.it/2024/05/nuove-basi-usa-nato-in-romania-albania-e-forse-finlandia/
        >
        > --8<---------------cut
        here---------------start------------->8---
        >
        > [...]
        >
        > In marzo sono iniziati in Romania lavori per trasformare la
        base Mihail
        > Kogqlniceanu, vicino a Costanza nel sud-est della Romania
        sulla costa
        > del Mar Nero, nella più grande base militare NATO in
        Europa, destinata a
        > superare per estensione quella di Ramstein, in Germania.
        >
        > La nuova base darà alla Romania un ruolo maggiore
        nell’architettura di
        > sicurezza della NATO e una posizione di maggiore forza nel
        Mar Nero,
        > rafforzando il progressivo spostamento a est dell’asse
        dell’Alleanza
        > Atlantica e il trasferimento di forze statunitensi presso
        quei partner
        > orientali che un tempo fecero parte del Patto di Varsavia.
        >
        > Entro il 2030 la base rumena potrà ospitare 10.000 militari
        e civili
        > mentre USA e NATO vi trasferiranno risorse logistiche e
        personale
        > Ramstein.
        >
        > --8<---------------cut
        here---------------end--------------->8---
        >
        > ...la nuova Ramstein, sul _Mar Nero_: TikTok un par de
        ciunfoli!
        >
        > Saluti, 380°
        >
        >
        > [1] secondo l'equlibratissimo articolo di Wikipedia, che
        cita Politico
        > come fosse una fonte primaria... ROTFL!
        > https://en.wikipedia.org/wiki/C%C4%83lin_Georgescu
        >


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