Caro JC,
condivisibile quello che dice Gilioli, e interessante la domanda sui
'limiti invalicabili'.
Non posso 'rispondere con certezza', e quindi non mi merito gli auguri
di Giglioli, ma mi viene in mente che le elezioni non sono mai state
'assolutamente' libere.
Ricordiamo la sentenza della corte costituzionale federale della
Germania Ovest che ordinò nel 1956 lo scioglimento del partito
comunista, la confisca dei suoi beni e vietò la creazione di
organizzazioni sostitutive. Sentenza confermata dalla Commissione
Europea per i diritti umani perché "il perseguimento della dittatura del
proletariato non è compatibile con la Convenzione anche se avviene con
metodi costituzionali."
Ricordiamo anche l'atto di forza di Scelba verso il governo comunista
sammarinese democraticamente eletto nel 1957 ("Fatti di Rovereta"), e
sono certo ce ne sono stati altri in Europa.
Questi erano i precedenti 'limiti invalicabili': non riguardavano le
elezioni ma i possibili esiti. Storicamente le democrazie europee non
sono mai state 'assolute' ma piuttosto 'condizionate' nell'appartenenza
al rispettivo blocco. Infatti l'influenza del blocco avversario non
mirava tanto a far cambiare appartenenza, quanto a condizionare le
iniziative politiche a proprio favore.
Leggerei in questo senso la sentenza romena: un tentativo di
rivivificare quella norma tacita. Come neldopoguerra US e URSS erano
d'accordo su quali erano le reciproche zone di influenza, ed era chiaro
quello che poteva o non poteva succedere a dispetto del responso delle
urne, anche ora la vittoria del candidato del blocco avverso è
considerata inammissibile.
Quello che però sta accadendo è che questa norma viene messa in
discussione non solo perché non vigono più gli accordi di Yalta e le
zone di influenza sono sovvertite (in primis in Ucraina, ma vediamo
anche in Georgia), ma perché -come già detto qui- ora gli stati
dispongono di una nuova arma, la capacità di manipolazione amplificata
dalla rete e dalle piattaforme, irresponsabilmente lanciate sui mercati
prima di poterne verificare gli effetti.
L'assenza di regole e la legittimazione della persuasione è così
manifesta che le elezioni US sono state clamorosamente vinte dal
candidato del Cremlino (che aveva precedentemente tentato un colpo di
stato), affiancato dal campione della Silicon Valley.
Oltre agli altri numerosi effetti avversi che conosciamo, le piattaforme
sono le nuove armi usate per spingere l'elettorato a un "cambio blocco"
e mettere in discussione il precedente 'ordine' geopolitico.
Per cui direi che è difficile ripristinare dei limiti invalicabili una
volta che questi sono valicati, a meno che tutti si mettano d'accordo su
nuovi limiti.
Se non si può evitare una divisione del mondo in blocchi di influenza,
per evitare almeno le guerre forse sarebbe meglio ridiscuterli
pacificamente.
Alberto
On 08/12/24 09:07, J.C. DE MARTIN wrote:
Caro Guido,
a prescindere dal tuo riferimento alle "Giubbe Rosse", che solo tu sai
che cosa c'entrino, la questione mi sembra decisamente più complicata
di come la poni tu.
Qualcuno che mi sembra colga la complessità (oltre che la delicatezza)
del tema è il giornalista Alessandro Gilioli. Riporto un suo post di
ieri dal suo profilo pubblico su Facebook.
jc
Se ho capito bene, in Romania le elezioni sono state annullate non per
brogli sulle schede ma per una pesante campagna sui social a favore di
un candidato attuata con tutti gli strumenti tecnologici possibili,
inclusi i bot e i falsi profili; questa campagna, secondo la Corte
costituzionale di Bucarest, è stata orchestrata e finanziata da Mosca,
di cui questo candidato è simpatizzante.
Propongo, se possibile, di provare a staccarci un attimo
dall'immediata simpatia-antipatia tifosa (i filo Putin oggi gridano al
golpe, gli anti Putin alle interferenze russe) per ragionare invece
sul la questione delle questioni: in democrazia, quali mezzi sono
leciti e quali illeciti nella creazione del consenso?
E, soprattutto, sono "democraticamente valide" o no quelle elezioni in
cui il consenso popolare è chiaro ma è stato creato anche utilizzando
in modo estremo ogni potenziale tecnologia dei mezzi di comunicazione,
inclusi bot, gli algoritmi e magari l'AI?
Nel nostro piccolo, in Italia abbiamo avuto un precedente dell'era pre
internet: quando il proprietario di tre reti televisive nazionali le
mise tutte e tre al servizio del suo nuovo partito, inclusi i Mike
Bongiorno, i Raimondo Vianello e le Ambra Angiolini. Noi
antiberlusconiani al tempo parlavamo di conflitto di interessi e
quindi di iniquità di elezioni in cui uno dei contendenti aveva soldi
e soprattutto media per creare il consenso. Ci rispondevano che il
consenso popolare vale comunque - se è chiaro ed espresso nell'urna -
e che era offensivo verso gli elettori sostenere che fossero quasi
degli infermi di mente, incapaci di decidere con la propria testa. In
ogni caso quel partito prese il 30 per cento meno di sei mesi dopo la
sua creazione e nessuno pensò di invalidare quelle elezioni per l'uso
massiccio di media privati a favore di una parte.
Da allora il quadro mediatico è fortemente cambiato, le tivù contano
meno, c'è la rete e appunto ci sono i bot.
Nel caso di specie - il vago paragone fra Italia 1994 e Romania 2024 -
ci sono poi altre grosse differenze: allora non ci fu alcuna ingerenza
straniera, ad esempio; oppure, semplicemente, nel caso di Berlusconi
non c'era niente di segreto (la persuasione delle reti Fininvest era
trasparente, evidente) mentre nelle elezioni romene sarebbe stata
occulta, il che non è una differenza da poco. Tuttavia noi avevamo i
falsi sondaggi di Diakron per creare l'effetto band-wagoning: una cosa
non molto diversa dai falsi account, e con esiti simili.
(per inciso, aggiungo che l'utilizzo nascosto di bot, algoritmi di
rimbalzo e account fasulli non è mancato neppure da noi, basti pensare
alla "Bestia" di Salvini, nei suoi tempi d'oro)
Resta comunque la questione di fondo, che ovviamente va ben oltre sia
il vecchio caso italiano sia quello attuale romeno: è democraticamente
valido o no il voto espresso dagli elettori quando una campagna
mediatica ben orchestrata e ben pagata ne ha influenzato una parte
magari decisiva?
La questione di fondo investe anche le democrazie occidentali. Non
solo per il rischio di campagne occulte orchestrate all'estero ma
anche per quello che già da decenni accade, a partire dagli Stati
Uniti dove il budget per gli spot è un elemento fondamentale per
creare consenso, diventando poi peraltro strumento di ricatto dei
donatori verso la politica; oppure per quello che è accaduto di
redente, con l'uso del social di Elon Musk a favore di Trump.
Quali sono dunque le regole certe che una democrazia deve darsi perché
il voto possa considerarsi "non manipolato" o manipolato il meno
possibile? Quali sono i limiti invalicabili, se ce ne sono?
E possono queste regole - se mai volessimo darcele - stare al passo
con i progressi rapidissimi delle tecnologie?
E ancora: sarebbero applicabili a livello di elezioni nazionali in un
mondo tecnologicamente così interconnesso oppure no? E se sì, come? E
quale organo neutrale può essere chiamato a decidere se un'elezione è
democraticamente valida o è stata manipolata?
Auguri a chi riesce a rispondere con certezza.
On 08/12/24 08:56, Guido Vetere wrote:
Eravamo tutti allarmati per Cambridge Analytica e le manipolazioni
del micro-targeting quando si trattava di elezioni presidenziali USA
o di Brexit.
I falsi profili e gli sciami di bot pagati da Putin sarebbero invece
una lecita forma di propaganda?
G.
PS:
Le Giubbe Rosse:
/Qualcuno ha definito le nostre posizioni anti-establishment,
anti-neoliberiste, euroscettiche, sovraniste, rossobrune. Al momento,
non ci vengono in mente obiezioni…
/
/
/
On Sat, 7 Dec 2024 at 17:22, J.C. DE MARTIN
<[email protected]> wrote:
Analisi tecnica della decisione:
https://www.linkedin.com/pulse/summary-romanian-constitutional-court-decision-social-zanfir-fortuna-qkblc/
jc
On 07/12/24 11:51, 380° via nexa wrote:
> "J.C. DE MARTIN" <[email protected]> writes:
>
>> Un precedente potenzialmente pericolosissimo.
>> jc
>>
>> On 07/12/24 11:21, 380° via nexa wrote:
>>> Buongiorno,
>>>
>>> sta diventando uno schema ripetitivo, anche se (credo) mai
prima d'ora
>>> usato per impedire le elezioni in uno stato, della EU per di più.
> effettivamente in termini di limitazione della sovranità (vi
ricordate
> "l'Italia è un paese a sovranità limitata"?) è un salto di
qualità, ma
> diciamo che è in linea con la strategia della tensione, Stay Behind
> (Gladio) e tutte le porcate annesse e connesse storicamente
accertate (e
> il risultato si vede benissimo).
>
> ...comunque, la rivista "Analisi e Difesa" il 7 Maggio scorso
scrisse un
> articolo che spiega perfettamente perché in Romania NON DEVE
vincere "un
> filo-russo e anti-NATO" (per di più di estrema destra e
complottista
> [1], manca solo che mangi i bambini e poi siamo a posto):
>
> «Nuove basi USA/NATO in Romania, Albania e forse Finlandia»
>
https://www.analisidifesa.it/2024/05/nuove-basi-usa-nato-in-romania-albania-e-forse-finlandia/
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> [...]
>
> In marzo sono iniziati in Romania lavori per trasformare la
base Mihail
> Kogqlniceanu, vicino a Costanza nel sud-est della Romania sulla
costa
> del Mar Nero, nella più grande base militare NATO in Europa,
destinata a
> superare per estensione quella di Ramstein, in Germania.
>
> La nuova base darà alla Romania un ruolo maggiore
nell’architettura di
> sicurezza della NATO e una posizione di maggiore forza nel Mar
Nero,
> rafforzando il progressivo spostamento a est dell’asse
dell’Alleanza
> Atlantica e il trasferimento di forze statunitensi presso quei
partner
> orientali che un tempo fecero parte del Patto di Varsavia.
>
> Entro il 2030 la base rumena potrà ospitare 10.000 militari e
civili
> mentre USA e NATO vi trasferiranno risorse logistiche e personale
> Ramstein.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>
> ...la nuova Ramstein, sul _Mar Nero_: TikTok un par de ciunfoli!
>
> Saluti, 380°
>
>
> [1] secondo l'equlibratissimo articolo di Wikipedia, che cita
Politico
> come fosse una fonte primaria... ROTFL!
> https://en.wikipedia.org/wiki/C%C4%83lin_Georgescu
>