Ciao Alessandro, grazie della segnalazione.

Aspetto di leggere l'articolo scientifico vero e proprio, per capire come 
abbiano
analizzato lo "spazio latente" [1] ma mi sembra evidente che se questi 
ricercatori
smettessero di pensare in termini AI e studiassero il software che hanno
programmato statisticamente come una forma compressa (con perdita) dei
dati utilizzati durante il processo, otterrebbero risultati migliori
(ma forse, meno finanziamenti).

Ad esempio la distinzione fra galassie passive ed attive ha molte possibili
spiegazioni anche in assenza di qualsiasi intelligenza: la prima fra tutte, i 
dati (sintetici, se ho capito bene) potrebbero contenere variabili fortemente 
correlate alla distinzione.


Ti faccio un esempio terra terra: se programmo una vector mapping machine
per prevedere il bmi degli islandesi fra i 20 e i 40 anni sulla base della 
marca 
e della taglie degli indumenti che hanno indossato in un anno, è probabile 
che la vmm in qualche layer interno finisca per trattare in modo diverso gli
esempi che hanno indossato un reggiseno da quelli che non l'hanno indossato.

Un ricercatore ottenebrato dalla propaganda della AI ti direbbe che
la rete neurale ha imparato a distinguere abbastanza bene maschi e femmine
 anche se il sesso non era presente nei dati di addestramento.

Un ricercatore lucido ti spiegherebbe che il bmi dipende da peso e altezza  
di un individuo, i quali, all'interno di una certa etnia, correlano fortemente 
con il sesso a parità di altre taglie.
Al contempo, l'uso del reggiseno, fra i 20 e i 40, è un forte predittore del 
sesso
di un individuo, per cui è in forte correlazione con i bmi probabili per 
ciascuna taglia.


Ciò non toglierebbe nulla all'utilità pratica della ricerca, soprattutto se 
permette 
di individuare questo tipo di classificazioni interne operate dai layer 
nascosti di
una vector mapping machine (aka "rete neurale arificiale") generica.

Ma rende un po' imbarazzanti certe affermazioni nell'intervista, come
il paragone fra il processo di programmazione statistica e un
corso di cucina.


Tuttavia, aspettando di leggere l'articolo, ti ricordo che l'intelligenza sta 
negli occhi di chi guarda [2]


Giacomo


[1] <https://www.baeldung.com/cs/dl-latent-space>

[2] <https://www.tesio.it/2018/01/19/the-delusions-of-neural-networks.html>

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