ah, decisamente in topic, parlando di censura, solo nelle ultime 24 ore
(ops, l'email mi è rimasta in bozza per una settimana o più) ho appreso dei
tre casi sottostanti.

   - questa storia
   
https://www.msn.com/en-us/politics/government/reith-lecturer-accuses-bbc-of-censoring-his-speech-by-removing-line-about-trump/ar-AA1R89uN
da
   parte di Rutger Bregman, che per essere validata va ascoltata quest'ora di
   lecture: https://www.bbc.com/audio/play/m002mmrv ma in pratica porta un
   professore che parla di censura dei regimi autoritari, ad essere censurato
   dalla BBC mentre parla di Trump.
   - da tiktok ho appreso anche
   https://www.tiktok.com/@myvoicemychoice0/video/7580495533844843798
   facebook censura i contenuti sull'aborto e questo viene lamentato dai
   membri del parlamento europeo (no shit sherlock)
   - e dall'internet apprendiamo pure che youtube ha cancellato senza
   preavviso e con giustificazioni ad cazzum il canale di un giornalista che
   raccontava i progressi della colonizzazione israeliana
   
https://theintercept.com/2025/12/07/youtube-deleted-journalist-israel-palestine-censorship/

Per fare eco alla mail precedente: ma ste autorità insignite di esercitare
il potere del DSA, sapete dirmi perché non si muovono? Possono muoversi in
questi casi? hanno spazio e potere d'azione?
Lato "autodifesa", non dovrebbe essere chiaro che si deve ridondare e
duplicare la propria presenza, così da avere dei paracaduti nel caso di
censure improvvise? voi conoscere content creators che adottano queste o
altre soluzioni? (non vale dire "stanno su mastodon", dobbiamo riconoscere
che la massa critica è il problema irrisolto che porta anche persone in
buona fede a starsene su queste piattaforme dello sfruttamento)

Grazie, cari saluti, Claudio



On Mon, Dec 8, 2025 at 6:37 PM antonio <[email protected]> wrote:

> C'era una data. C'erano due nomi pesanti come macigni della coscienza
> critica italiana: Alessandro Barbero e Angelo D'Orsi. C'era un titolo:
> "Democrazia in tempo di guerra. Disciplinare la cultura e la scienza,
> censurare l'informazione".
> Ora non c'è più niente. L'evento previsto per domani, 9 dicembre 2025 al
> Teatro Grande Valdocco di Torino è stato cancellato per revoca della
> concessione della sala. Una decisione comunicata dall'alto, secca,
> asettica. Ma che ha un odore preciso, inconfondibile: puzza di censura.
> Chi prova a raccontarla come una "questione organizzativa" prende in giro
> l'intelligenza delle persone. Qui non salta un concerto per un problema
> all'impianto elettrico. Qui viene tolta una sala a un evento che parlava di
> censura, guerra, propaganda, libertà di informazione. La coincidenza è così
> grossa da diventare una confessione.
> ...
> Torino non è una città qualunque. È città operaia, partigiana,
> universitaria, critica. È città di ANPI, di memoria, di lotte civili. Ed è
> proprio per questo che questa cancellazione pesa doppio. Perché è uno
> strappo simbolico. La storia insegna una cosa semplice: la censura non
> inizia mai con un boato. Inizia con una sala negata. Oggi tocca a due
> storici. Domani a un giornalista. Dopodomani a un insegnante. Poi, quando
> il silenzio sarà diventato abitudine, toccherà a tutti.
>
>
> https://wordnews.it/2025/12/08/democrazia-in-tempo-di-guerra-a-torino-salta-levento-con-barbero-e-dorsi-una-revoca-che-puzza-di-censura/
>
> A.
>

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