In un mondo in cui tutti sono ladri, ...e c'è un precedente, anche gli altri 
dovrebbero pagare.
Why not?

[By the way...:
 - Quando Google AI risponde a domande da web, è "legale" perché prende ma non 
scarica?
 - Antropic che problema avrebbe avuto a "prendere senza scaricare"?
 ...o devo domandarlo all'AI? :-))]


  ----- Original Message ----- 
  From: Maurizio Borghi via nexa 
  To: Enrico Nardelli 
  Cc: nexa 
  Sent: Thursday, July 23, 2026 9:28 AM
  Subject: [nexa] Re: US judge approves Anthropic's $1.5 billion settlement of 
copyright lawsuit


  Caro Enrico, quello che scrivi è tutto corretto. Trattandosi di una class 
action, il settlement agreement proposto dalle parti dev'essere approvato dal 
giudice: che è quello che ha fatto appunto l'altro giorno.


  Si è parlato molto del miliardo e mezzo di dollari di questo agreement: è una 
somma veramente abnorme, non solo in sé ma anche se confrontata con i 
precedenti più famosi come Napster (la transazione sui danni si è risolta con 
30 milioni) o Google Books (prima del giudizio di primo grado, che ha dato 
ragione a Google, le parti avevano proposto un accordo per 125 milioni, che 
però è stato respinto dalla corte).


  La somma elevata si spiega in questo modo: Anthropic ha sostanzialmente perso 
la causa e, a meno di un ribaltamento nei successivi gradi di giudizio, 
rischiava un risarcimento danni potenzialmente letale. Nel copyright USA sono 
previsti "statutory damages" che possono arrivare fino a 150,000 dollari per 
ogni singola opera, e in questa litigation si tratta di oltre 5 milioni di 
libri "piratati". Una conferma in appello della sentenza di primo grado avrebbe 
rafforzato la posizione negoziale dei proponenti della class action, e 
Anthropic ha deciso di non prendersi il rischio e staccare l'assegno.


  Nel suo comunicato stampa, Anthropic dice che la sentenza del giugno 2025 ha 
stabilito che "training AI on books is fair use under copyright law". E' vero, 
ma è una mezza verità: il giudice ha operato una distinzione tra l'uso vero e 
proprio dei libri per il training dell'LLM e le attività preparatorie a questo 
uso, in particolare la raccolta di libri in un database centrale. Il training 
in sé è fair use, ma la raccolta di milioni di libri scaricati illegalmente da 
internet per essere successivamente utilizzati nel training è una violazione, 
che inficia ogni successivo uso di quei libri. Questa distinzione riduce di 
molto la portata effettiva del fair use, poiché introduce di fatto un requisito 
di "acquisizione legittima" delle opere per il training degli LLM. Tra l'altro, 
Anthropic stessa aveva qualche dubbio sulla legalità delle proprie azioni, 
tanto che a un certo punto ha sospeso l'utilizzo delle "librerie pirata", ha 
iniziato ad acquistare i libri e ha persino assunto due ingegneri del progetto 
Google Books per replicare lo stesso metodo (acquisire legalmente libri 
cartacei e digitalizzarli "a mano"). 


  Si può fare una breve considerazione: in un mercato "normale", un'impresa 
sorpresa a realizzare un prodotto di successo violando apertamente la legge si 
esporrebbe non solo a ingenti risarcimenti danni, ma anche a possibili azioni 
di concorrenza sleale da parte dei competitors. Ma questo non è, appunto, un 
mercato normale: il metodo adottato da Anthropic (addestrare i propri modelli 
su milioni di opere ottenute illegalmente) è lo stesso che impiegano tutti i 
suoi concorrenti, nessuno escluso. In un mondo in cui tutti sono ladri, di 
fatto, nessuno lo è più. 


  Buona giornata


  Maurizio




  Il giorno mer 22 lug 2026 alle ore 23:51 GC F via nexa 
<[email protected]> ha scritto:

    L'accordo esiste da circa un anno - approvato formalmente ieri dal giudice. 


    E' interessante notare come proprio nei giorni della definitiva 
approvazione dell'accordo transattivo più cospicuo della storia, Anthropic stia 
cercando di estrarre più monetizzazione possibile dai suoi utenti, di fatto 
"derubandoli" con modelli di business privi degli elementi minimi di 
trasparenza (es è incomprensibile come il costo di singole risposte a un prompt 
venga calcolato, sostanzialmente qualsiasi task basilare - es  Post | LinkedIn 
- costa dai 2 ai 3 dollari, quando  il prezzo pubblicato di Fable dovrebbe 
essere $10/M input, $50/M output, e un prompt da $2.50 implicherebbe un uso di 
50k output tokens; inoltre, per task più complesse, Fable si blocca al 
raggiungimento dei limiti o, a volte, non completa la task per un errore, 
specialmente se è molto complessa e, in questi casi, Anthropic si rifiuta di 
rifondere il credito sprecato, citando una policy interna). 


    Bartz vs Anthropic, poi, è un caso interessante, anche perchè è quello in 
cui il giudice lancia un'analogia tra l'apprendimento, e uso dei contenuti 
protetti, umano e artificiale, quando discute di fair use. Ne parlo nel mio 
ultimo lavoro qui:


    Schrödinger’s Chatbot: Platform Liability, Volition, and Generative AI by 
Giancarlo Frosio :: SSRN 


    Giancarlo 




    On Wed, 22 Jul 2026 at 19:16, Enrico Nardelli via nexa 
<[email protected]> wrote:

      A federal judge in San Francisco on Monday signed off on ‌artificial 
intelligence company Anthropic's landmark $1.5 billion settlement of a class 
action lawsuit brought by a group of authors who accused it of misusing their 
books to train its AI chatbot Claude.

      
https://www.reuters.com/world/us-judge-approves-anthropics-15-billion-settlement-copyright-lawsuit-2026-07-20/



      Se ricordo bene, il caso era quello iniziato qua


      ...by writers and journalists Andrea Bartz, Charles Graeber and Kirk 
Wallace Johnson, said that Anthropic used pirated versions of their works and 
others to teach Claude to respond to human prompts.


      
https://www.reuters.com/technology/artificial-intelligence/authors-sue-anthropic-copyright-infringement-over-ai-training-2024-08-20/




      e sul quale successivamente, sempre se ricordo bene, i giudici avevano 
stabilito che


      Anthropic “downloaded for free millions of copyrighted books in digital 
form from pirate sites on the internet.”


      https://www.understandingai.org/p/the-first-copyright-ruling-on-generative


      in cui, mentre condannava l'accesso alle copie pirata, ammetteva però al 
tempo stesso che l'addestramento era "fair use".




      Gli esperti di settore in lista puntualizzeranno eventuali mie 
imprecisioni o dimenticanze


      Ciao, Enrico




      -- 

      -- EN 

      https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html 
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      Prof. Enrico Nardelli 
      Past President di "Informatics Europe" 
      Vicedirettore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI 
      Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata" 
      Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma 
      home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli 
      blog: https://link-and-think.blogspot.it/ 
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