In "AI" si confonde nettamente performance con intelligence...
Ciò premesso, se un mezzo tecnico riesce a "bucare" difese
(illegalmente) o a copiare quanto è disponibile (legalmente) in un modo
o nell'altro, la linea dell'illegalità nel secondo caso rimane labile.
Decenni fa io avevo proposto -- non pubblicamente, perché se certe mie
idee / affermazioni diventassero pubbliche sarebbe un problema per
qualcuno -- di rivedere la proprietà intellettuale: tutto quanto
"pubblicato" sul web diventa IP (intellectual property), salvo licenza
indicata (un po' l'opposto di quanto avviene oggi).
Così tutto sarebbe chiaro. Sbaglio?
Il 2026-08-10 10:37 Giacomo Tesio ha scritto:
Stando ad entrambi gli interessati, il secondo software è
palesemente un'opera derivata dal primo.
Il primo ha infatti condiviso il proprio programma con Anthropic
ancora prima del rilascio pubblico.
Così, quando il secondo ha richiesto a Claude di scrivergli
un software analogo (incidentalmente, usando persino lo stesso nome),
Claude ha fatto sfoggio di tutta la propria "intelligenza artificiale"
riproponendo il codice del primo software (senza attribuzione
o licenza) INVECE di indirizzare l'utente verso il software originale.
Ovviamente Godier avrebbe attribuito il codice ottenuto
alla avanzatissima "intelligenza artificiale" di Claude, se il primo
sviluppatore non si fosse fatto vivo.
Godier è stato beccato perché anche il suo concorrente era open source
(ed aveva rilasciato di recente), ma chi usa consapevolmente questi
software
imposta prompt e contesti progettati per estrarre il
codice dei prodotti proprietari
dei propri concorrenti.
Abolire il copyright, in effetti, sarebbe un ottimo esito.
Ma la cosiddetta "intelligenza artificiale" è una allucinazione
collettiva
che serve solo a farne mediare la violazione ad Anthropic, OpenAI o
Google.
Serve pochi ricchi, rendendoli legibus soluti.
Giacomo
10 Ago 2026 00:15:36 abregni <[email protected]>:
La vera domanda, Giacomo, è dove sia alla fine il plagio...
Se tu fai una ricerca con un motore qualsiasi, e poi ne faccio una
uguale io, mica ti incazzi.
Se ora la gente non programma piú, il software -- già difficile da
proteggere... -- diventa in automatico una commodity "accessibile".
Il secondo utente ha fornito specifiche di app sostanzialmente simili
a quelle del primo (senza "copiarle", immagino).
Ergo, ...addio proprietà intellettuale.
Quella "vera" rimane, ...mi auguro.
Il 2026-08-09 23:15 Giacomo Tesio ha scritto:
Non esattamente.
Il primo HA usato Claude durante ls realizzazione della sua app,
fornendo codice e feedback che Anthropic ha inglobato nel proprio
archivio compresso.
Il secondo (Godier) ha inconsapevolmente fornito a Claude
un contesto simile ottenendo il sorgente del primo (bug inclusi).
Il fatto che il primo fosse open source è irrilevante: Claude vi ha
avuto
accesso ancor prima che fosse pushato su github.
Se l'app originale fosse stata proprietaria, l'autore avrebbe
semplicemente fatto più
fatica a dimostrare il plagio da parte di Godier.
È per questo che i modelli di Anthropic sembrano sempre più
"intelligenti:
sempre più aziende gli forniscono il proprio codice e pagano i propri
programmatori
per effettuare il fine tuning di Claude.
Così quando altre aziende / programnatori richiedono codice simile,
Claude gli
spara in output un'approssimazione di quello dei loro competitor,
open source o meno.
Potremmo chiamare il business model di Anthropic "pay-to-train".
Giacomo
9 Ago 2026 22:26:03 Alfredo Bregni <[email protected]>:
Detto fra di noi -- /ma non lo fate sapere a nessuno.../ -- se anche
il primo ha usato AI, magari i due LLM hanno rigurgitato la stessa
"statistica" codifica...
;-)))
----- Original Message -----
*From:* Giacomo Tesio via nexa[[email protected]]
*To:* nexa[[email protected]]
*Sent:* Sunday, August 09, 2026 7:07 PM
*Subject:* [nexa] Mea Culpa - Dark Hours
Salve a tutti,
A chi ancora crede che i LLM siano qualcosa di diverso da archivi
compr#ssi con perdita
dei testi sorgente, suggerisco questa lettura
https://blog.terrygodier.com/2026/08/09/mea-culpa-dark-hours.html
Naturalmemte non è la prima volta che questo accade (ricorderete
certamente la
distribuzione tramite GitHub CopyALot del codice di Quake III Arena
in violazione
della GPL), ma questa volta si tratta di un intero progetto
(ri)generato (rigurgitato?)
in output da Anthropic.
Interessante comunque come l'autore si assume la responsabilità del
plagio operato
da Anthropic: un caso esemplare di alienazione cibernetica.
Giacomo
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