Buonasera,
ho trovato la lettura molto interessante. Per quanto comprendo, essa
richiama il tema dei rischi della IA in rapporto a quello  della necessità
di conservazione/ricostruzione d'una società in grado di governarla e,
eventualmente, in una fase più avanzata, di resisterle.
Un progressivo e sempre più diffuso impoverimento culturale congiunto alla
perdita di valori riconducibili all'idea di comunità (mi piace richiamare
Adriano Olivetti) ci espone, in tal senso, a rischi enormi.
Un tentativo di controllo e la limitazione degli strumenti di IA, penso,
debba passare necessariamente dal tentativo di rinforzare le 'difese
culturali personali'  e quelle collettive. Credo che le modalità di
attuazione di  tali obiettivi possano essere davvero molte e  non possano
essere demandate unicamente  alle istituzioni ma rientrino nelle
responsabilità personali e in quelle  di ogni organismo ancora proiettato
a livello sociale, anche attraverso forme di volontariato, perché no?
Ho letto, qui, di persone che - ritengo in modo encomiabile - hanno
organizzato e gestiscono a livello associativo corsi che illustrano le
modalità di funzionamento della IA, i suoi rischi ecc. Temo, però, che sia
necessario ritornare ancora più indietro e tentare di recuperare facoltà
mentali compromesse  di molti. E tra questi ultimi, ovviamente, mi ci metto
anch'io che ricorro spesso al chatbot e dimentico i processi di analisi
critica che mi hanno permesso, per molti anni e con molta fatica, di
risolvere problemi e trovare soluzioni.
Sarò forse banale ma per difenderci credo  si debba continuare - o
reimparare - a pensare in autonomia attingendo alle nostre conoscenze
culturali basilari,  anche quelle ataviche, così preziose, ai nostri
bagagli esperienziali e alla storia, che tutto insegna ma che pochi
ricordano. Riscoprire quanto già esiste combatte l'atrofia cerebrale
particolarmente insidiosa che  facilmente si sviluppa attraverso le moderne
dipendenze di cui si tratta. Certo non attribuisco una mera connotazione
negativa alle dinamiche che caratterizzano la IA ma, penso, occorra agire
in una dimensione culturale collettiva, nell'interesse dei più e dei più
deboli ed indifesi. Il maestro Manzi diceva: 'Non è mai troppo tardi' ma
non sarei ottimista fino a quel punto ...

Come avrete facilmente intuito, non sono un accademico né uno specialista
del settore. Sono una persona, come tante, sinceramente interessata
all'argomento.
Ringrazio, dunque,  per la pazienza con cui avrete letto.

Un saluto a tutti

Davide Dubini

Il gio 20 ago 2026, 08:30 don Luca Peyron via nexa <
[email protected]> ha scritto:

> Buona lettura
>
> Dl
>
>
>
> https://michelekettmaier.nova100.ilsole24ore.com/2026/08/19/estinzioni-sei-futuri-in-cui-non-muore-nessuno-per-colpa-della-ai/
> _________________________
> don Luca Peyron
> Pastorale della Cultura tecno scientifica - Apostolato Digitale
> Arcidiocesi di Torino
> apostolatodigitale.it <https://www.apostolatodigitale.it/>
> _______________________________________________
> nexa mailing list -- [email protected]
> To change settings or unsubscribe please go to:
> https://server-nexa.polito.it/postorius/lists/nexa.server-nexa.polito.it/
> The general archive of the list is located at:
> https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/[email protected]/
> Permalink to this message:
> https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/[email protected]/message/HTAK7N27EAVKV7BTPLO5ZBYOV3DLPOIZ/
_______________________________________________
nexa mailing list -- [email protected]
To change settings or unsubscribe please go to: 
https://server-nexa.polito.it/postorius/lists/nexa.server-nexa.polito.it/
The general archive of the list is located at: 
https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/[email protected]/
Permalink to this message: 
https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/[email protected]/message/PTPFQEH2SWOEXUZU6Z7J77YIJX66Z6JR/

Reply via email to