On 1/8/12 1:41 PM, Gianluca Turconi wrote:

> Non è il "fare soldi" a fare la differenza tra i due prodotti. E' la
> licenza e gli sviluppatori che sostengono le due comunità.

Il problema non sta nell'approccio commerciale, che è sacrosanto
(altrimenti, senza una adeguato tornaconto economico, nessuna azienda
investirebbe soldi nel software libero). Aggiungo che stiamo mettendo in
piedi un meccanismo di certificazione che consenta alle aziende di
essere riconosciute per le proprie competenze, e quindi di fare soldi in
modo più facile.

Tutto questo, secondo me, è lecito fino a quando gli sviluppi sono
restituiti alla comunità, per consentire a tutti di fare soldi sulla
base delle proprie competenze e della capacità di trasformare queste
competenze in valore aggiunto.

Interrompendo questo meccanismo, così come fanno le licenze permissive,
si consente solo a chi dispone di risorse economiche di fare soldi con
il software open source, e infatti non è un caso che i prodotti
commerciali end user basati su code base permissivo arrivino da IBM
(Symphony), Apple (MacOS X) e Google (Android e Chrome).

Nel caso di Android e Chrome, tra l'altro, si tratta di sviluppi quasi
completamente "in house", e la scelta della licenza Apache è legata più
all'obiettivo di favorire l'adozione di questi software da parte dei
produttori di hardware (che nella maggior parte dei casi non hanno una
grande esperienza di software open source, e sono abituati a sviluppi di
tipo proprietario) più che a un giudizio di merito sulla licenza stessa
(chiedere a Chris Dibona).

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