On Thursday 24 May 2012 19:06:24 Stefano Bocconetti wrote:
> ma i partiti che detesti sono nati, cresciuti e sviluppati esattamente
> con e sulle espulsioni. Che sono state la costante di ogni loro
> attività. Dal '68, quando il Pci espulse Il Manifesto per ragioni di
> dissenso sulla linea politica, al Pdl, un mese fa, che ha espulso i
> suoi consiglieri che si erano presentati a Verona con la lista Tosi,
> passando per Rifondazione, che ha espulso Turigliatto perché aveva
> votato contro il governo Prodi...

Stefano, i fatti storici che riporti sono verissimi, ma ho l'impressione
che tu stia comparando mele e banane. Mi spiego: i tuoi esempi
riguardano appunto digressioni dalla linea politica e non mi sembra che
sia quello che viene contestato al signor Carlo Brancati.

Il comportamento del signor Brancati di cui sono testimone attraverso
questa lista riguarda altro. Egli è colui che prova a paralizzare i
lavori di questa lista scrivendo decine di email provocatorie al giorno;
colui che distribuisce ingiurie a destra e a manca, dallo storpiare il
nome del pirata von Lynx al mostrare disprezzo verso il «binomio
hacking/sinistra in salsa centri sociali»; colui che pretende di
revocare l'incarico di Lilo ritenendosi più adatto per titoli ed
esperienza, quando invece vedo emergere le prove che l'esperienza di
comunicatore del signor Brancati non sia stata così cristallina (sì, mi
riferisco ai gruppi Facebook rinominati).

In soldoni: il signor Carlo Brancati non è un dissidente, non è Amedeo
Bordiga che nonostante avesse la maggioranza nel Pcdi venne messo
all'angolo dai filo-sovietici per le sue idee. Si tratta invece di
qualcuno dal cui comportamento traspare che abbia intenzione di
acquistare un partito, il nostro.

Già l'approccio, come ce ho riferito Lilo nell'email "[Open #200] Re: R:
Re: Mah... (partito != inclusivismo)" non smentita dallo stesso signor
Brancati, cioè il presentarsi sostenendo di avere «dei soldi da spendere
per aiutare a far decollare il partito», avrebbe dovuto attirare la
nostra attenzione. Forse perché ho il portafogli vuoto, ma non mi
sarebbe mai venuto in mente di investire denaro in un partito. Quello
che investo è il mio tempo e le mie capacità se credo nelle idee
dell'organizzazione. Ma se arrivo coi soldi non è che per caso sto
pensando di diventarne il maggiore azionista?

Mi viene un sospetto, ma è solo un'illazione e me ne scuso con tutti e
in primis con il signor Brancati, che il soggetto in questione non abbia
mai avuto un briciolo di idealismo. Ha pensato probabilmente che si
possa acquistare la quota di un partito come fosse una società per
azioni e che il suo comportamento sia coerente con la confusione che
gliene deriva dalla parola "soci". Per noi vuol dire "sodali di un
progetto", per lui "detentori di un pacchetto azionario".

Se è vera la mia supposizione, comprendo perché qualsiasi appello a
un'agire dignitoso e rispettoso nelle strutture del partito cada
regolarmente nel vuoto. Il signor Brancati non è che lo disattenda:
semplicemente non lo capisce, non può arrivarci, non fa parte del suo
modo di pensare.

Considerato tutto ciò, ogni tentativo di integrazione del signor
Brancati mi sembra una causa persa.


> Se vuoi vado avanti e riempio venti pagine di esempi ma,
> insomma, ci siamo capiti. I partiti , i partiti tradizionali, hanno nel
> loro Dna le espulsioni. Ci conviene dare anche noi quest'immagine? Tutto
> qui.

Che figura ci fanno i partiti maggiori a trattenere nelle proprie fila
mariuoli di tutte le risme?
Un solo esempio recentissimo: avete visto cosa è appena successo
elettoralmente alla Lega Nord in quest'ultimo mese?
Attenzione: non parlo di codice penale. Io non lo so se il Trota abbia
commesso reati, se debba andare in galera, se merito delle attenuanti,
un premio o una laurea ad honorem.
So solo che c'è stata una vicenda torbida e quel partito non ha saputo
fare pulizia. Allora ci hanno pensato i suoi elettori.

A me il pensiero che possa essere nostro portavoce (lo siamo tutti fino
a prova contraria) un signore inviso a quattromila utenti del gruppo
pro-Travaglio (per scegliere solo _una_ delle vicende non chiarite) non
mi sembra una mossa astuta ai fini della nostra crescita.

Al contrario, prendere anche in maniera forte le distanze non potrà che
essere ben accolto da chi ci guarda da fuori.


Ciao

-Shining


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