On Mon, May 28, 2012 at 11:54:27PM +0200, Claudio Brovelli wrote:
> Il problema e' pratico. Io -per esempio- avrei almeno due o tre persone 
> interessate al PP, ma nessuna di esse ha o vuole avere a che fare con un 
> PC o con la rete.

Se ti vogliono delegare, utilizza queste deleghe con la giusta cautela.

> Ora, o io racconto loro tutti i giorni quello di cui si parla in lista, 
> espongo loro tutte le proposte LQFB (anche quelle che non seguo) , 
> oppure, in qualche modo si devono "fidare" di me.

Che male c'è? Non sei mica il vicesindaco che una volta eletto fa
come gli pare.

> Se mi limitassi a raccogliere deleghe, potrei anche essere un fasullo  
> che manovra burattini,

Un bel giorno quando faremo il raduno nella città tua ce li presenti
e se sono burattini di propria scelta va bene così. Specie se li
tieni informati e discutete il vostro voto insieme.

> Se nel gruppo locale NON c'e' una quota di digitali attivi che  
> garantisce che io collettore no faccia giochini strani, non si potrebbe 
> procedere al principio una testa un voto

Se non arriveremo ad essere mille sul territorio tanto non avrà
mai significato quello che facciamo in LQFB. Se siamo in mille,
stai tranquillo che non sei più il solo nella tua zona.

> Palese ingiustizia che dovrebbe spingere anche i piu restii a cattarsi  
> uno straccio di trashPC,

Basta il fatto che rosicano di non sapere e fare di per se.

> Se nel gruppo locale invece c'e un rapporto X tra informatizzati e non, 
> allora si puo procedere con eventuali deleghe.

Se il rapporto X non c'è, stiamo parlando di talmente pochi potenziali
burattini che non possono arrecare grande danno.. eccetto certo se
restiamo meno di cento utenti. Poi le votazioni strane gliele si
possono e debbono rinfacciare...

> Lo scopo dovrebbe essere quello di evitare concentrazioni di potere  
> nelle mani del certificatore e di spingere i non digitali a  
> digitalizzarsi.

E se magari motiva più gente a certificare ancora più gente?
Io ne ho certificati tantissimi ma ho uno solo che mi ha dato
la delega. Sarà perchè non ho spiegato a nessuno come si fa.
Non ce n'era il tempo.

> Non ho detto che e' un colpo di genio, e' un suggerimento....

È un idea, si. Boh.. forse serve ora che siamo meno di cento e
le centinaia di persone aspettano in mailing list.

> Capisci che qui il livello di certificazione del voto e' pericolosamante 
> insicuro.

Ma non È il voto civico.. anzi è un voto trasparente.. che se voti
strambo a nome di qualcuno rischi che ti viene a domandare cosa hai
fatto, o che lo contatto io e glielo chiedo io.. sai tedescone
testardo che sono.

> Fossi uno stronzo voterei col loro nome/nick ed ogni loro voto (fasullo) 
> varrebbe.

E se dopo spunta fuori rischi l'espulsione.. bella.
La falsificazione è un reato serio.

> Purtroppo la digitalizzazione ha un costo (pochi euro mese per una  
> chiavetta e forse cento euro per un miniterminale tipo ASUS 710 USATO)
> Purtroppo non siamo ancora al potere e non possiamo dare la rete gratis a 
> tutti

Ci servono un numero sufficiente di incontri pirata sul territorio,
settimanali.. e poi la gente va e vota sul PC del pirata amico di fiducia.

> Ma insomma, se questi sono i costi per fare una rivoluzione, li possiamo 
> affrontare.

Ih ih bella :)

Anche se non partecipano tutti.. il fatto che stiamo parlando di >diecimila
persone piuttosto di alcune centinaia a decidere della politica italiana
già cambierebbe tutto.

> E poi c'e' un sacco di vecchi PC da rimettere in piedi e dare gratis, e 
> ci sono persino internet point a pagamento e reti wi-fi quasi libere.

E LQFB gira su tutto, anche sui terminali mainframe del 1987 (col web
browser adatto.. ;)). Ma perchè non usate semplicemente il cellulare?

> Addestrare il pirata all'uso delle armi (informatiche nonviolente ma  
> soprattutto virtuali)
> e' un dovere
>
> Per la stessa autodifesa del cittadino

Addestramento all'uso delle armi della rivoluzione digitale.
Okay.

> Se presenta spunti di riflessione, meglio.

Riflettori accesi.  :-)
Grazie.

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