Fuffa. Propaganda.
Tante belle parole per nascondere il fatto che è stato Assad a uccidere i manifestanti quando ancora erano pacifici. Tutto ciò che segue è conseguenza diretta di questa sua decisione. -- I mufloni malvagi On Jun 24, 2012 3:53 PM, "Open: libera aperta anonima senza censura" < [email protected]> wrote: > ..perché non potete sapere ciò che succede. > > > Perché la mappa non è il territorio e le notizie non vi descriveranno > mai la realtà dei fatti. E così una notizia vi racconta di massacri > perpetrati dai brutti e cattivi a danno dei buoni paladini della > giustizia. Eppure non è questa la realtà. La realtà è molto più > complessa o forse molto più caotica. Non esistono buoni e non esistono > cattivi. Esistono solo vittime e carnefici e al tempo stesso siamo tutti > vittime e carnefici. > > > La Siria è una carcassa su cui si stanno lanciando le iene e gli > avvoltoi. Una carcassa che era prima retta dalla tirannia di un > cervello. Apprezzabile o meno che fosse, non era l'anarchia, non era il > caos. Non erano gli attentati - perché di terrorismo si tratta. > Attentati (attacchi attraverso IED e similari) che colpiscono i civili > per scatenare il caos. E un regime di fronte al caos generato dalla > violenza, risponde con altrettanta violenza. La realtà della Siria era > già complessa di per sé e come molti altri paesi in precedenza > (Yugoslavia, Libia, Sudan, Nigeria), la tirannia del cervello per quanto > scorretta contribuiva a tenere insieme fazioni che altrimenti si > sarebbero lasciate andare allo scontro più veemente. Quell'odio è il > trigger che altre potenze, interne ed esterne, sfruttano. > > > Negli ultimi 6-9 mesi, in Siria è arrivato di tutto. Sono quintuplicati > gli spostamenti di "indesiderati" di origine siriana dai paesi europei > verso i paesi limitrofi ed in particolare verso la Turchia. > "Indesiderati" non significa ex prigionieri politici ed oppositori del > regime, no. Significa criminali, stupratori, omicidi, trafficanti di > droga e di armi. Precedente: l'UCK era capitanato da trafficanti di > donne, di bambini, di droga, di organi. Precedente: l'inserimento di > criminali (mercenari) sudanesi e nigeriani in Libia. Tra questi si > inseriscono gli invisibili. Una volta si chiamavano "consiglieri > militari". Oggi, in gergo, invisibili. In mezzo a questa marmaglia che > va a smembrare il cadavere, uomini delle forze speciali e dei servizi > britannici, francesi, statunitensi ed israeliani si inseriscono, > fornendo appoggio strategico, informazioni, contatti per gli armamenti. > I pochi filmati reali che arrivano a chi ha un minimo di cognizione di > causa, mostrano fin troppo bene il genere di personale che costituisce > l'"opposizione": equipaggiamenti occidentali in mano a criminali. Chi ha > dimestichezza, riconosce come essi maneggiano in maniera troppo grezza > le armi. Troppo grezza per essere militari fuggiti dal regime, troppo > confidenziale per essere deci civili rivoluzionari. > > > Di fronte alla guerriglia, la risposta del regime è la stessa degli > americani in Afghanistan: si usano le armi pesanti, l'artiglieria. Ma i > Siriani non sono precisi come gli yankee, e i "surgical strikes" si > trasformano in assedi nel tentativo di stanare i guerriglieri, che nel > frattempo crescono. Ad essi si uniscono criminali, esaltati, estremisti > di ogni tipo. Intanto, altri ne approfittano, come sempre in queste > situazioni, per vendette private, saccheggi, stupri, stragi per mero > diletto. Vendette private ma anche pubbliche: tra gruppi di potere, tra > gruppi commerciali, tra gruppi criminali, tra gruppi religiosi. > > > Non vi è nulla da capire di ciò che sta succedendo in Siria per chi ha > dimestichezza con le "guerre umanitarie": si è voluto generare il caos, > e ora i civili ne patiscono le conseguenze. Ma questo è l'ordine: > > > 1- si scatena il caos > > 2- ne consegue la catastrofe umanitaria > > 3- si incolpa e si crea il nemico > > 4- si porta la guerra umanitaria. > > > Non è come mostrano i media. Non c'è un male assoluto che ha deciso per > partito preso di generare una catastrofe umanitaria. E se c'è quel male, > allora quel male siamo noi. > > > Cosi si sventra un paese. Cosi si sventrano i popoli nel nome del nuovo > mondialismo. > > > Cosa sono davvero quelle piccole notizie in calce ai siti dei media > occidentali? Un aereo abbattuto, conferme e smentite che si rimpallano > da ore, fino alla dichiarazione che si prenderanno tutte le misure > necessarie a seguito dell'abbattimento. > > > Mentre guardate la partita, mentre "twittate" le notizie, altrove > succede altro. In uffici statali si lavora febbrilmente, si prendono > decisioni, si preparano piani. Ore, ore, ore senza dormire. Dagli uffici > di Damasco e quelli di Ankara centinaia di telefonate, ordini, ipotesi, > notizie, preparativi. Nelle strade di Damasco si montano i sistemi di > allarme anti aereo, si preparano i piani di evacuazione, si preparano > gli ospedali, si fortificano le radio e tv nazionali e i palazzi dei > ministeri. Sui confini si minano le strade, si prepara l'artiglieria, si > mantengono in allerta i radar e le forze aeree. > > > Al di la del confine, in Turchia, si attendono gli ordini. > > > Tutti si è nel momento della "Fortezza Bastiani". Si attende che arrivi > il nemico. Si trema, ognuno al proprio posto. Si suda. Non si dorme. Si > è già stanchi. Immaginate di essere un coscritto di 19 anni > dell'esercito siriano. Davvero pensate che si possa pensare in maniera > così ovvia di essere il male, di essere dalla parte sbagliata? > > > Davvero pensate di essere migliori di chi, in questo momento, sotto un > elmetto, sta sudando freddo, ha paura, trema, si chiede perché qualcuno > che non parla la sua lingua si sta preparando a bombardare la propria > città nel nome di valori umanitari? Davvero pensate sia tutto così > semplice? Davvero pensate che basti dire no alla guerra? > > > Forse quel 19enne ha più cuore di voi. Forse è meno stupido e superbo. > Mentre voi pensate che sia un assoggettato della propaganda di Assad > (lui? E voi invece, a chi siete assoggettati, a quale propaganda?), lui > conosce il terrore. Così migliaia come lui. Alcuni siriani, altri > turchi, altri ancora semplicemente civili che attendono il segnale per > andare nei bunker. > > > Centinaia di migliaia di persone che tremano. Che sudano. Alcune già > muoiono. Altre moriranno. Ognuno andrà alla morte come meglio crede: > subendola, a volte. Altre volte, cercandola. Altre ancora si andrà ad > essa in maniera criminale, in una sorta di orgia del caos: perché questo > è la guerra. > > > Non è una partita atroce tra buoni e cattivi, non è qualcosa di ordinato > che voi dall'alto del vostro scranno consumistico e borghese, potete > permettervi di giudicare o trattare anche solo di sfuggita: no, essa è > una immonda fornace di morte e disperazione che sventra popoli e paesi, > mentre ognuno di voi si limita a fare ciò che fa ogni giorno e la sera > pensa invece di poter pontificare su quanto sia ingiusto questo o quel > regime, questa o quella politica, e pensate di salvare tutto con due > messaggi buonisti. > > > Domani mattina Damasco si sveglierà come tutte le mattine, tra una > sirena di ambulanza, uno ied, qualche morto. Homs e limitrofe coi colpi > di mortaio pesante e coni sibili degli rpg. > > > Ma una di queste mattine potrebbe svegliarsi con quelle micidiali sirene > che hanno già sentito Tripoli, Baghdad, Kabul, Belgrado, Sarajevo, e > molte altre città. Perché questa è la guerra: si muore, all'improvviso, > una mattina, a cranio basso, con la divisa o senza, di una nazionalità o > dell'altra, di una religione o dell'altra, semplicemente si muore, si va > spesso a morire, si decide di andare a morire, magari nella speranza di > salvare il salvabile (perché si sa: si salva qualcosa sempre combattendo > da una parte o dall'altra, mai essendo gli ignavi di turno). > > > Voi non immaginate la calce delle fosse comuni. Voi non immaginae il > lavare il sangue via dai muri. Voi non immaginate le mutilazioni. Voi > domattina andrete a lavoro e domani che è sabato, a fare il vostro > aperitivo a Ponte Milvio. > > > E questa è la guerra. Oggi, o domani, o la prossima settimana. > > -- > Reichsgraf Von Soziopathie > _______________________________________________ > Open mailing list > [email protected] > http://lists.partito-pirata.it/cgi-bin/mailman/listinfo/open > _______________________________________________ Open mailing list [email protected] http://lists.partito-pirata.it/cgi-bin/mailman/listinfo/open
