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Gentile Moreno,
sono una giovane educata nella Religione Cristiana, timorata di Dio e
desiderosa di mantenermi sulla retta via.
Il mio fidanzato mi chiede spesso di praticargli il sesso orale: io
qualche volta lo accontento ma poi rimango turbata e mi sembra che
tutt'e due stiamo peccando.
Come devo regolarmi?
Grazie del consiglio che vorrai darmi, che Gesù ti guidi sempre,
Roberta
»

Carissima Roberta,
mi fa piacere vedere che molti Cristiani anelino a conoscere la Parola
di Dio per seguire correttamente la Sua via.
Anche in merito al sesso orale, analogamente a quanto avviene per il
sesso anale, c'è molta confusione tra i Cristiani, e in tanti cercano
attivamente la Verità per adempiere al Piano divino in tutti gli
aspetti della loro vita.
C'è chi sostiene che il sesso orale sia innaturale perché Dio non
intese che la nostra bocca fosse usata in tale maniera, e qualcuno
addirittura associa il contatto orogenitale con le depravazioni
sessuali di Sodoma e Gomorra.
Come si vede studiando le Sacre Scritture, queste obiezioni sono
infondate. Non solo, ma il sesso orale presenta benefici che sono di
particolare importanza per i Cristiani: permette di prevenire in modo
naturale le gravidanze non desiderate ed è un'alternativa ai rapporti
prematrimoniale per coloro che vogliono preservare la propria castità
in vista del matrimonio.

Non c'è niente nella Bibbia che vieti di prendere parte ad atti di
contatto orogenitale. Il sesso orale è stato erroneamente accomunato
alla sodomia ed ai peccati sessuali di Sodoma e Gomorra. Questo è
erroneo perché i peccati dei sodomiti erano specificamente di
carattere omosessuale e violento. Non ha senso estrapolare da qui un
argomento contro un atto eterosessuale compiuto per reciproco piacere.
D'altra parte, la Bibbia contiene dei riferimenti favorevoli al sesso
orale, alcuni poetici e alcuni espliciti.

Ad esempio, cito ancora una volta il Cantico di Salomone: Come un melo
tra gli alberi del bosco, così l’amato mio tra i giovani. Alla sua
ombra desiderata mi siedo, è dolce il suo frutto al mio palato. (Can
2,3). Mentre questo passaggio si riferisce alla fellatio, il seguente
può essere letto come una metafora per il cunnilingus: Àlzati, vento
del settentrione, vieni, vieni vento del meridione, soffia nel mio
giardino, si effondano i suoi aromi. Venga l’amato mio nel suo
giardino e ne mangi i frutti squisiti. (Can 4,16).

Ancora, il Cantico di Salomone invita gli innamorati a mangiare e bere
liberamente dai corpi l'uno dell'altro: Sono venuto nel mio giardino,
sorella mia, mia sposa, e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo;
mangio il mio favo e il mio miele, bevo il mio vino e il mio latte.
Mangiate, amici, bevete; inebriatevi d’amore. (Can 5,1). Questa
lettura delle Sacre Scritture ritrae l'atto del sesso orale come un
gesto naturale, come il mangiare, ed un'espressione gioiosa di amore,
passione, e condivisione sessuale tra un uomo e una donna.

Nel Nuovo Testamento, questo passaggio istruisce i partner a rendersi
reciproca soddisfazione nel senso di compiere sesso orale l'un verso
l'altro come parte del loro dovere verso il Signore: Il marito dia
alla moglie ciò che le è dovuto; ugualmente anche la moglie al marito.
(1Co 7,3). Ciò implica non solo che il sesso orale tra un uomo e una
donna è accettabile e desiderabile, ma, come vedremo, la Bibbia
stabilisce anche una norma riguardo al completamento dell'atto di
sesso orale, vale a dire che deve essere ingoiata l'emissione
maschile.

La maggior parte di noi ha familiarità con la storia biblica di Onan,
il quale pecca contro Dio spargendo il proprio seme sulla terra: Ma
Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni
volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva il seme per
terra, per non dare un discendente al fratello. Ciò che egli faceva
era male agli occhi del Signore, il quale fece morire anche lui. (Gen
38,9-10). Questo passaggio scritturale è inteso tradizionalmente come
una condanna della masturbazione. Ma ad una lettura più attenta,
diviene evidente che la situazione descritta non ha nulla a che fare
con la masturbazione. Onan non si stava masturbando: lui si stava
accoppiando con la moglie di suo fratello (e c'era una buona ragione
perché dovesse farlo, nel piano di Dio). Il suo peccato era ritirarsi
(coitus interruptus) ed eiaculare sul pavimento (sic!) anziché nella
donna. Lui faceva così per evitare di ingravidarla. Onan avrebbe
potuto evitare facilmente la collera di Dio (e il castigo mortale), se
avesse semplicemente messo il pene nella bocca della donna e lei
avesse ingoiato il suo sperma. Questo gli avrebbe permesso di evitare
di ingravidarla, e allo stesso tempo di prevenire lo spargimento del
seme che è un'offesa agli occhi di Dio.

A parte il caso estremo di Onan, quanto è peccaminoso in generale
spargere lo sperma? Il Vecchio Testamento lo classifica con gli altri
atti di impurità che incontrano la disapprovazione di Dio: L’uomo che
avrà avuto un’emissione seminale, si laverà tutto il corpo nell’acqua
e resterà impuro fino alla sera. Ogni veste o pelle su cui vi sarà
un’emissione seminale dovrà essere lavata nell’acqua e resterà impura
fino alla sera. (Lev 15,16-17). Eiaculare su di sé o sul proprio
abbigliamento dà luogo ad uno stato di impurità che richiede una
accurata purificazione. Evidentemente, un modo semplice di prevenire
la fuoriuscita di sperma è che il partner, quando compie la fellatio,
abbia cura di ingoiare l'emissione. Infatti, alla luce di queste Sacre
Scritture, eseguire una fellatio, e al completamento poi sputare fuori
l'emissione, risulta impensabile. Pertanto se ne deduce che ingoiare
lo sperma è sempre obbligatorio.

Ingoiare lo sperma, oltre ad essere una misura per prevenire la
fuoriuscita e quindi lo spreco del seme, può avere grandi benefici
spirituali, come ora vedremo. Mentre il Vecchio Testamento fa
riferimento al cattivo gusto dello sperma: Farà bere alla donna
quell’acqua di amarezza (Num 5,24), il Nuovo Testamento getta una luce
molto più chiara sull'atto di consumare l'eiaculato. Nel passaggio
seguente, Gesù parla alla donna di Samaria del dono dell'acqua viva:
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che
ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe
dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il
pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva?...» Gesù le
risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi
berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi,
l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che
zampilla per la vita eterna».  «Signore – gli dice la donna –, dammi
quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui
ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna
qui». (Gio 4,10-16). “Acqua viva” in questo contesto si riferisce allo
sperma che letteralmente è il liquido della vita. Come indica Cristo,
bere l'acqua viva offre un ristoro spirituale per l'anima. Quando la
donna chiede a Gesù dove lei possa trovare quest'acqua, lui le dice di
portare suo marito, chiaramente con l'intenzione di istruirla su come
praticargli la fellatio e ingoiare il suo sperma.

In conclusione si può affermare che le Sacre Scritture ammettono e
anche incoraggiano il sesso orale tra partner eterosessuali. Inoltre,
la Bibbia specificamente esorta la donna a completare correttamente la
fellatio ingoiando l'eiaculato. Questo previene lo spreco del seme,
che è un affronto al Signore, ed offre un beneficio spirituale al
partner ricevente. Il sesso orale presenta i benefici aggiuntivi di
prevenire le gravidanze non desiderate e aiuta le coppie a soddisfare
i loro bisogni sessuali, mentre preserva la loro castità fino al
matrimonio. Per queste ragioni, tutti gli uomini e le donne cristiani
dovrebbero sentirsi fiduciosi e tranquilli nell'includere il sesso
orale nella loro vita sessuale, in accordo alla Volontà di Dio.

Dunque Roberta, con buona volontà e animo sereno, pratica pure il
sesso orale con il tuo fidanzato ogniqualvolta lo vuoi; e non
dimenticare che, se ti fa piacere, puoi chiedergli di usare a sua
volta verso di te la dovuta benevolenza, e gratificarti del reciproco
trattamento che ti spetta. Ad entrambi auguro ogni bene continuando
sulla via del Signore, un affettuoso abbraccio,
Moreno
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