Bene che gli scienziati scienzino, altrimenti senza nesso causale i
giuristi non giustiziano... tuttavia il principio di precauzione non
mi sembra tanto difficile da comprendere e applicare ad ognuno dei
tremendi casi di inquinamento che leggiamo da quando abbiamo scoperto
l'esistenza dei pesci con 3 occhi.

Il 04 aprile 2013 22:34, mutek <[email protected]> ha scritto:
> preso in giro dalla rete:
>
> "Il DNA dei bambini può essere danneggiato dalla vicinanza di vasti di
> grandi impianti petrolchimici ed energetici?
>
>
>
> Un gruppo di ricerca internazionale guidato dall’epidemiologo fiorentino
> Annibale Biggeri ha recentemente pubblicato sulla rivista internazionale
> Mutagenesis uno studio che affronta questo tema.
>
> La ricerca ha confrontato i danni al DNA di 75 bambini e bambine in età
> compresa tra 6 e 14 anni che vivono a Sarroch con quanto accade al DNA di un
> gruppo di coetanei che vivono a Burcei.
>
> Sarroch è un paese della provincia di Cagliari di poco più di 5.000
> abitanti. A Sarroch sono presenti un impianto petrolchimico tra i più vasti
> d’Europa e una centrale termoelettrica a ciclo combinato che è la più grande
> al mondo e la terza in Italia, dopo la centrale a carbone a sud di Brindisi
> e l’acciaieria di Taranto, per costi sanitari causati da emissioni in
> atmosfera di sostanze quali, per esempio, SO2 ed NOx (Fonte: Agenzia
> Ambientale Europea, 2011).
>
> Il complesso industriale di Sarroch produce un particolare mix di inquinanti
> che include: composti organici volatili (COV) come benzene ed etil-benzene;
> formaldeide; metalli pesanti quali il cromo esavalente, il piombo e il
> nichel; idrocarburi policiclici aromatici (IPA) come il benzo(a) pirene.
>
> I bambini e le bambine di Sarroch vivono ad una distanza compresa tra i 160
> metri e 1 km e mezzo dagli impianti industriali.
>
> Burcei è un villaggio rurale in provincia di Cagliari di circa 3000
> abitanti, con scarso traffico automobilistico e nessun insediamento
> industriale.
>
> Gli studiosi hanno misurato le concentrazioni di benzene ed etil-benzene nei
> giardini delle scuole dei due comuni e prelevato in campione di epitelio
> nasale per valutare la prevalenza di specifici addotti del DNA che si
> generano a seguito di una interazione dell’organismo umano con composti
> chimici.
>
> I risultati mostrano sia misure di benzene più alte nei giardini delle
> scuole di Sarroch sia una maggiore prevalenza di danni al DNA tra le bambine
> e i bambini che le frequentano.
> I risultati sono in linea con i dati presenti in letteratura. In altri studi
> è stato osservato, infatti, che i bambini che vivono nelle vicinanze di
> impianti industriali mostrano più alti livelli di biomarcatori di stress
> ossidativo, processo che è alla base della generazione di addotti del DNA.
>
> La formazione di addotti al DNA è un forte indicatore di esposizione ad
> agenti cancerogeni di tipo genotossico. Gli addotti, se non riparati in
> maniera efficiente, possono causare mutazioni in geni regolatori importanti
> (es. geni soppressori di tumore), con conseguenti effetti cancerogeni.La
> risposta alla domanda posta nel titolo appare, dunque, affermativa. Secondo
> i ricercatori, infatti, questi risultati “sembrano suggerire che il
> complesso industriale possa essere il fattore che ha causato gli incrementi
> di danni al DNA osservati nei bambini”.
>
> In conclusione, gli scienziati auspicano interventi per il miglioramento
> della qualità dell’aria giacché alti livelli di addotti del DNA in età
> giovanile possono essere associati ad un peggiore stato di salute in età
> adulta.
>
>
>
> http://wwwsalutepubblica.net/ricerca.html";
> _______________________________________________
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> https://lists.partito-pirata.it/cgi-bin/mailman/listinfo/open
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