Il giorno 01/mag/2013, alle ore 11.06, Yanfry ha scritto:

> ram <[email protected]> ha scritto:
> 
> Cut
> 
>> Mi fa piacere che tu condivida, però non bastano le buone intenzioni
>> unite a comportamenti di fatto contraddittori.
>> Allora, tu sei andato alla manifestazione pro 26 maggio con Landini
>> (visto che Rodotà non è presente) e  da un punto di vista tecnico
>> questa manifestazione è un assist robusto ai sostenitori, dai sindacati
>> al pd. al sindaco al centro destra, della scelta B, che potranno dire
>> "vedete quelli della A sono i soliti gruppettari della Fiom".
> 
> Curioso come un'iniziativa a favore della A diventi, a tuo modo di vedere 
> favorevole alla B, non dico che la "controparte" (che come tu ben dici sono 
> TUTTI i partiti "tradizionalmente al potere" dx o sx che sia) non possa usare 
> quel "motto" (ma ne avrebbero inventato un altro comunque) ma l'intento 
> dell'iniziativa era di far sapere ai bolognesi dell'esistenza del referendum 
> perche' partiti e mezzi di dis-informazione l'hanno oscurato ed il riscontro 
> di persone e giornalisti presenti mi pare abbia colto l'obbiettivo

Sarà curioso,  però è un fatto che l' approccio a favore della scelta A, 
ovviamente al di là delle intenzioni, non scalfisce i fondamenti consociativi 
del
la scelta B.
>> E' un esempio di una mobilitazione dimostrativa che non mira a vincere con il
>> voto democratico ma a rassicurarrsi con le esibizioni.
> 
> Noi volevamo esserci per entrare in contatto con il gruppo referendario e 
> dare la nostra disponibilita' online offline alle iniziative e attivita' 
> proreferendum e cosi' e' stato, non cercavamo di  "esibirci" tant'e' che non 
> siamo nemmeno entrati nella sala (che era stracolma) se poi per qualcuno 
> c'era la necessita' di "farsi vedere" ben venga se va nella direzione 
> "desiderata"

Forse non mi sono espresso bene nel senso che io non mi riferivo alla vostra 
partecipazione bensì all'impostazione del referendum, che sarà anche consultivo 
ma che se viene indetto non può essere usato solo per farsi propaganda, occorre 
vincerlo.

> 
>> Secondo esempio, citi il volantino sulle bugie. Che di nuovo ha una
>> logica supponente che parla solo a chi è già d'accordo tanto da porre
>> solo alla fine la sola obiezione strutturalmente valida che dovrebbe
>> precedere tutte le altre: il punto forte della scelta A non è la difesa
>> della scuola pubblica (che anche la B dice di sostenere) bensì di
>> consentire al meglio la convivenza di cittadini libere e diversi.
>> Dunque a mio parere, per aiutare il voto del 26 si deve attaccare non
>> con gli slogans obsoleti del bravo militante della vecchia sinistra,
>> bensì con le ragioni della libera convivenza dei vari tipi di cittadini
>> (che votano tutti).  
>> ram
>> 
> 
> Non condivido il giudizio sul volantino ma e' una mia visione personale, mi 
> piace invece la tua idea di puntare sulla liberta' e uguaglianza, se hai 
> voglia di buttare giu' una bozza di "volantino" la propongo al pp 
> emiliaromagna e poi al gruppo referendario :)

Dire una cosa del genere
Scegliamo   A  per  irrobustire  la convivenza tra cittadini diversi.

1) La scelta A potenzia la scuola della Repubblica di cui all'art.33 della 
Costituzione, che è la scuola fondata sulla libera conoscenza individuale senza 
privilegi per qualcuno, soggetta a valutazioni critiche e democratiche; invece 
la scelta B diminuisce le risorse per la scuola della Repubblica, privilegiando 
chi intende la propria libertà di genitore un diritto esclusivo preesistente 
allo Stato, non da pagare con i propri soldi ma con quelli dello Stato;

2) La scelta A fa funzionare senza ambiguità il sistema educativo pubblico 
gestito dalle Istituzioni nonché garantito a tutti, e lascia libertà secondo la 
legge al sistema educativo paritario con programmi didattici statali e al 
sistema della scuola libera, ambedue gestiti da  privati, con o senza fini di 
lucro; invece la scelta B, dando risorse sia alla gestione istituzionale che 
alla gestione convenzionata, crea un'area privata privilegiata, come se le 
Istituzioni guidate dai cittadini non potessero farne a meno per legittimarsi 
nella convivenza;

3) La scelta A adopera le risorse statali solo per far funzionare le 
Istituzioni; invece la scelta B vuole usarle anche per assistere privati e a 
tal fine distorce  il concetto costituzionale di sussidiarietà, cercando di far 
passare come autonome iniziative dei cittadini le scuole convenzionate, che 
autonome non possono esserlo per definizione avendo l'obbligo di seguire 
programmi statali, ma che danno privilegio; 

4) La scelta A spinge a controllare a fondo i costi delle gestioni 
istituzionali; perché, ammettendo quanto dicono i sostenitori della scelta B – 
e cioé che il Comune, non finanziando le paritarie, potrebbe creare nelle 
proprie scuole per l’infanzia solo altri 145 posti contro i 1.736 assicurati 
dalle convenzionate – la vera correzione democratica sarebbe riportare il costo 
del servizio istituzionale al livello naturale risanato da sprechi e privilegi, 
e non certo quella di perpetuare la logica delle disfunzioni e dei privilegi 
per soddisfare il potere delle consorterie chiuse.

Un uso coerente delle risorse delle Istituzioni è un caposaldo della libera 
convivenza di cittadini diversi.
Scegliamo A per la scuola di infanzia a Bologna.

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