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 Basta curare, è tempo di guarire!
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L'approccio più seguito, da chi intende affrontare determinate questioni, è 
quello di immettersi più o meno passivamente in quella corrente di pensiero già 
formata che più sente istintivamente propria. In pochi studiano direttamente le 
questioni, approfonditamente ed a lungo, rimandando ad un successivo momento, 
solo a DOPO aver sviluppato un consistente pensiero proprio, la verifica di una 
classificazione di ciò che ha prodotto.

Eppure questo è l'unico modo per essere certi di non venire invece influenzati 
e godere di una visione genuina. Ad esempio: con piacere verifico ORA di non 
essere il solo a pensare che i problemi della società abbiano CARATTERE 
IATROGENO (siano cioè generati dalla stessa cattiva organizzazione e 
malfunzionamento della società), trovandomi abbondantemente concorde con quanto 
scritto in questa pagina di presentazione dell'ECOLOGIA SOCIALE:


"... In contrapposizione agli esponenti dell'ecologia profonda, gli ecologisti 
sociali credono che non sia la quantità di persone sulla terra ma il modo in 
cui le persone si relazionano fra di loro che ha generato le crisi economiche, 
sociali ed ecologiche che attualmente caratterizzano il mondo. 
Sovrapproduzione, produttivismo e consumismo sono quindi i sintomi ultimi e non 
le cause di problemi più profondi che riguardano le relazioni sociali ed etiche 
all'interno delle società ..." http://it.wikipedia.org/wiki/Ecologia_sociale


Personalmente aggiungo che la serie di guai (collettivi ed individuali) a 
CARATTERE IATROGENO strabordi ben oltre il mero ambito ambientale. Affermo 
pure, con la tranquillità di chi ha lavorato a lungo per comprendere i problemi 
glocali, che il nocciolo della malformazione sociale sta tutto 
nell'accaparramento di ciò che è un bene comune (e come tale andrebbe condiviso 
da chiunque lo desiderasse) e ciò nonostante viene trattato come fosse ancora 
sotto la sovranità di un RE e della sua ARISTOCRAZIA: il ricco insieme delle 
Funzioni Pubbliche.

Oggi, dovunque voltiate lo sguardo, vedrete frotte e torme di docenti 
universitari, ricercatori, scienziati, statali e carrieristi pubblici in 
genere, dedicarsi appassionatamente alla difesa dell'ambiente. MAI ho udito uno 
solo di costoro (i quali raccolgono la simpatia ed il sostegno delle masse 
ignare di tutto, non avendo queste mai potuto profondere il tempo necessario 
alla comprensione delle cose) legare l'infinita ed onnipresente sequela dei 
guai terrestri all'indebita presenza (in una democrazia) di tiranni 
monopolizzatori della Cosa Pubblica.

Eppure tutto parte da lì: da un potere pubblico capillare ed onnipotente (per 
la sua organizzazione gerarchica) che rimane inaccessibile ai cittadini, 
confinati al di là dello spesso vetro di una ingannevole "trasparenza" e ciò 
nonostante pure caricati del peso di una "disobbedienza civile" che non 
andrebbe mai praticata FUORI bensì DENTRO ogni pubblico ente ed ufficio, al 
fine di mantenere i governanti all'interno di un percorso opportuno. Rendendo 
impotenti i cittadini, i tiranni pubblici riescono a perpetuare un sistema 
nelle salde mani delle Elite.


Non vi fate ingannare mai più. Iniziate a notare gli innumerevoli statali che 
si spacciano per progressisti, per riformatori, addirittura per rivoluzionari! 
Notate quelli che promuovono il reddito minimo (ma non la garanzia di un 
lavoro! mentre potere e vero reddito stanno tutto nel lavoro), che difendono 
l'ambiente con tutto loro stessi, perché pensano che così verranno annoverati 
tra gli statali "buoni" in contrapposizione agli altri "cattivi". In realtà 
qualsiasi assunto a vita nel pubblico fa la sua parte nell'ergere il più grande 
ostacolo al progresso.

Son proprio gli accaparratori pubblici (avendo pervaso ogni ramo del 
progressismo, fiaccandolo e piegandolo in basso) a portare avanti la teoria 
della CURA INFINITA senza mai nemmeno accennare alla possibilità di una 
GUARIGIONE TOTALE IMMEDIATA. Questa invece non solo è possibile ma è pure a 
portata di mano una volta che s'è ben compreso dove intervenire e cosa fare. 
Introducendo il TEMPO DETERMINATO nel PUBBLICO IMPIEGO lo Stato cessa d'essere 
quella cosa oscura, inaccessibile e dispotica e diviene il più fraterno e 
giusto degli interlocutori.


Danilo D'Antonio

PUBBLICO IMPIEGO DEMOCRATICO: NON CURA, GUARISCE!
http://www.hyperlinker.com/ars/piramide.htm




























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