ottime intenzioni, ma evita broadband se puoi dire banda larga in italiano.
e, cosa fondamentale: se non definisci cosa vuol dire "neutralità tecnologica" 
(per la tv?? che?) e simili nel documento, sarà solo chiacchiera.

ps: vedi che ne hai un pezzo sans serif, in basso...
Il giorno 28/gen/2012, alle ore 18.41, Marco Manuel Marsili (Pirata n. 1) - 
Portavoce Partito Pirata ha scritto:

> Di seguito la mozione dell'on. Davide Caparini che verrà presentata entro 
> lunedì alle 10 per la discussione in aula. Si accettano suggerimenti e/o 
> integrazioni,  purchè inviati per tempo e redatti in modo tale da poter 
> essere inseriti nel testo. Grazie
> 
> 
> 
> MOZIONE
> 
> La Camera dei Deputati,
> 
> premesso che:
> 
> l’evoluzione tecnologica determina gli sviluppi economici e sociali: il XIX 
> secolo è stato caratterizzato dalle macchine a vapore, il XX secolo 
> dall’elettricità, il XXI secolo è il secolo digitale. L’affermarsi della 
> Digital & Networks Economics rende improcastinabili trasformazioni radicali 
> dei modelli di sviluppo dove cultura, conoscenza e spirito innovativo sono i 
> volani che proiettano nel futuro: a livello globale la “internet economy” 
> supera i 10.000 miliardi di dollari (presentazione NSTIC);
> rispetto alle principali economie occidentali il nostro Paese registra un 
> ritardo economico, infrastrutturale e culturale che si traduce in una perdita 
> di competitività anche rispetto ai nostri principali partner europei;
> 
> pur tuttavia i principali Paesi europei si sono da tempo dotati di piani 
> strategici di sviluppo delle reti di nuova generazione (NGN) in linea con gli 
> obiettivi dell'Agenda Digitale Europea che Neelie Kroes, il Commissario per 
> la Società dell’Informazione della Commissione Europea, considera elemento 
> base della sostenibilità socioeconomica. Tali piani mirano a creare 
> condizioni favorevoli allo sviluppo degli investimenti privati, favorendo la 
> collaborazione tra i vari operatori e tra questi e le amministrazioni 
> pubbliche;
> il governo britannico ha sviluppato il “Digital Britain” per un settore che 
> già oggi vale il 7,2% del PIL, più della quota riservata alla spesa sanitaria;
> il governo tedesco ha un redatto il progetto “Digital Deutschland 2015”, nel 
> quale, tra le altre cose, si stima che la banda ultralarga genererà 1 milione 
> di nuovi posti di lavoro in Europa.
> il governo francese ha assegnato allo sviluppo delle infrastrutture ICT 4,5 
> miliardi di euro, 500 milioni in più di quanto raccomandato dal rapporto 
> strategico “Investir pour l’avenir”;
> il governo spagnolo si è dato come obiettivo di investire in innovazione il 
> 4% del PIL entro il 2015 ed arrivare a 150 brevetti annui per milione di 
> abitanti;
> porre il Paese nelle condizioni di sviluppare appieno le potenzialità di 
> Internet e delle nuove tecnologie vuol dire: 1) creare centinaia di migliaia 
> di posti di lavoro, ad alto valore aggiunto; consentire allo straordinario 
> patrimonio rappresentato dalle nostre piccole e medie imprese di essere più 
> competitive e generare nuova ricchezza; 2) migliorare la trasparenza, 
> semplificare e rendere efficiente la Pubblica Amministrazione con nuovi 
> servizi ai cittadini; 3) recuperare per il nostro Paese il ruolo storico come 
> esempio di imprenditorialità e leadership nella produzione di  ricerca, 
> sapere e innovazione; 4) generale un tessuto economico e sociale capace di 
> valorizzare il talento, il merito, la competenza, il coraggio con maggiore 
> equità nelle opportunità e nei diritti; 5) non solo garantire a tutti i 
> cittadini l’accesso alla rete, ma anche porre “realmente” gli individui nelle 
> condizioni di sfruttare appieno il potenziale espressivo, formativo, creativo 
> e lavorativo fornito dalle nuove tecnologie, individuando anche forme 
> efficaci di tutela della persona;
> l’assenza di un obbligo di fornitura del servizio universale da parte delle 
> compagnie di telecomunicazione ha creato un ulteriore discrimine tra i 
> cittadini e imprese che hanno accesso alla banda larga di prima generazione e 
> coloro che ne sono esclusi ha aumentato il già ampio divario con l'Europa, 
> dove sono già disponibili reti a 50 megabit al secondo presto ampliate da 
> quelle di nuova generazione fino a 100 megabit al secondo; 
> 
> nel nostro Paese le risorse pubbliche destinate al superamento del digital 
> divide sono esigue e certamente insufficienti a fronte di un fabbisogno 
> stimato pari a 30 miliardi per passare dall’attuale penetrazione della banda 
> larga dall’attuale 17 per cento al 23 per cento della media europea;
> 
> i finanziamenti pubblici devono essere destinati, nell'ambito delle aree 
> sottoutilizzate, ai bacini territoriali caratterizzati da importanti 
> insediamenti demografici ed industriali, come le aree nelle quali si 
> collocano distretti industriali in quanto maggiormente sollecitati nell’agone 
> competitivo globale. In tali aree l’assenza di un’adeguata capacità di banda 
> costituiscono un grave svantaggio competitivo che potrebbe essere colmato 
> sviluppando una domanda di servizi innovativi che poggiano le basi sulle reti 
> di nuova generazione a banda «ultralarga» anche per contrastare l'erosione 
> della propria competitività attraverso innovazioni di processo; 
> 
> su un universo di circa un milione di piccole e medie imprese, circa 300 mila 
> sono dislocate in aree che registrano broadband divide e, di queste, 100 mila 
> si trovano in aree con la più elevata priorità, in quanto corrispondenti a 
> zone ad alta densità di aziende. Sviluppare moderne infrastrutture di nuova 
> generazione, con un'alta capacità di trasmissione nelle suddette aree è tale 
> da consentire l'interconnessione di tutte le 100 mila aziende in aree con 
> broadband divide di più elevata priorità mediante un'infrastruttura di rete 
> di nuova generazione a banda «ultralarga»; 
> 
> i distretti sono dislocati su tutto il territorio nazionale e concentrati 
> principalmente nei centri e nelle province di media e piccola dimensione e 
> nelle aree poste in prossimità dei grandi centri urbani. In particolare, le 
> aree in cui si rileva un preoccupante broadband divide sono in Piemonte, 
> Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Campania, Puglia, 
> Sicilia; 
> 
> Telecom Italia operatore incumbent dominante in tutti i segmenti della catena 
> del valore oltre che proprietario dell’unica infrastruttura di accesso in 
> rame necessaria a tutti gli operatori per offrire i propri servizi è 
> un’anomalia in quanto, a differenza di altri paesi europei, non esistono 
> sufficienti infrastrutture alternative, ad eccezione di Fastweb, che 
> potrebbero consentire una competizione più efficace nella fornitura dei 
> servizi ai clienti;
> 
> vista l'impossibilità del mercato italiano di remunerare gli investimenti 
> necessari per la realizzazione di più reti a banda ultralarga, la via 
> sostenibile per la realizzazione di una rete a banda larga ultraveloce, 
> dunque, è l’identificazione di una NetCo, come indicato nel MoU firmato dagli 
> operatori con il Ministero dello Sviluppo Economico nel novembre 2010, per la 
> realizzazione di un’infrastruttura passiva, neutrale, aperta ed economica, 
> che porti la rete in fibra al 50 per cento della popolazione italiana;
> 
> è urgente e necessario prevedere un piano di migrazione completa dall'attuale 
> rete in rame al fine di garantire una sostenibilità del progetto ed evitare 
> l’aumento dei prezzi ai clienti finali;
> 
> le regole sui servizi di accesso delle reti di nuova generazione, che 
> l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni doveva definire sono state 
> un’occasione persa per creare le condizioni di sviluppo del mercato italiano 
> della fibra ottica;
> 
> è necessario realizzare una rete aperta, senza sovrapposizioni, che preveda 
> una suddivisione dei costi tra gli operatori. La presenza di un altro 
> operatore in alcune aree non renderebbe il mercato concorrenziale, ma 
> porterebbe ad uno sviluppo a diverse velocità della rete NGN con un aggravio 
> di prezzi per i consumatori;
> 
> la rete è un patrimonio che va manutenuto ed implementato e l’organizzazione 
> dei lavori non può prescindere dal coinvolgimento sistematico e strutturato 
> degli stakeholder per garantire l’apporto delle intelligenze operative 
> multidisciplinari necessarie e garantire il volume degli investimenti 
> necessari a migliorare il servizio e la qualità dei contenuti;
> 
> le tecnologie digitali non sono solo un importante mezzo di comunicazione 
> interpersonale sul quale focalizzarsi per evidenziare gli usi distorti che ne 
> possono conseguire. Sono anche una grande occasione, estesa ad ogni settore 
> dell’economia e della società, per favorire profonde trasformazioni mediante 
> la digitalizzazione;
> è compito precipuo dei media, in particolare del servizio pubblico, 
> impegnarsi in una equilibrata opera divulgativa nei confronti delle 
> tecnologie digitali, orientando aziende e cittadini verso un loro corretto 
> utilizzo. Solo attraverso una corretta informazione potremo beneficiare al 
> massimo delle grandi possibilità offerte dal mutare del contesto tecnologico;
> la recente gara 4G per il mercato delle telecomunicazioni ha generato un 
> incasso superiore alle più rosee aspettative garantendo un'entrata di circa 4 
> miliardi di euro il Parlamento ha impegnato il Governo ad annullare il bando 
> di gara per l'assegnazione di diritto d'uso di frequenze in banda televisiva 
> ed il conseguente disciplinare di gara che finirebbero per implementare a 
> titolo gratuito la già rilevante detenzione di frequenze dei soggetti già 
> operanti e, conseguentemente, ad annullare il beauty contest, consentendo, 
> fermo restando che nessun soggetto a regime possa detenere più di 5 multiplex 
> complessivamente, la conversione in DVB-T degli attuali autorizzati che 
> operano in tecnica DVB-H procedendo ad un beauty contest DVB-H o T2 per la 
> sesta frequenza oggetto dell'attuale gara a cui non potranno partecipare 
> coloro che avranno optato per la precedente conversione mentre le ulteriori 5 
> frequenze saranno successivamente oggetto di asta a titolo oneroso;
> considerata l'imprescindibile necessità di broadband e l'impetuosa crescita 
> del mercato di riferimento la nuova asta per le telecomunicazioni da 
> realizzarsi nel prossimo biennio oltre a riscuotere un rilevante interesse 
> tra gli operatori delle telecomunicazioni dovrà essere orientato alla 
> neutralità tecnologica così come previsto dalla direttiva europea;
> impegna il Governo:
> ad attuare un piano di  infrastrutture tecnologiche per massimizzare 
> l’inclusione, restare allineati alle principali economie ed assicurare la 
> continuità operativa dei servizi essenziali;
> a perseguire l'obiettivo della creazione di un'infrastruttura di 
> telecomunicazione capace di fronteggiare le sfide dell'innovazione idonea a 
> permettere la scalabilità della banda, vale a dire a supportare gli ulteriori 
> sviluppi della banda, in modo da far fronte, nel medio e lungo periodo, alle 
> crescenti esigenze di nuovi e più evoluti servizi nel settore 
> dell'informatica e delle telecomunicazioni;
> a prevedere interventi per opere di modernizzazione delle infrastrutture di 
> telecomunicazione strategiche per la crescita economica, civile e culturale 
> con la realizzazione di reti in fibra ottica caratterizzate da un'elevata 
> modularità che possano essere efficacemente strutturate negli anni in 
> funzione anche di significativi cambiamenti della pianificazione, delle 
> esigenze e della effettiva disponibilità delle risorse; 
> 
> a svolgere il ruolo di alfabetizzazione digitale per far conoscere e 
> sperimentare a cittadini, imprenditori, funzionari e classe dirigente i 
> vantaggi della digitalizzazione;
> ad adottare le norme giuridiche e regolamentari riguardanti la cittadinanza 
> digitale nonché in materia di transazioni tra privati e con la PA, con una 
> rilettura delle filiere in termini di ri-organizzazione  di rapporti tra le 
> imprese e tra queste e i fornitori di servizi di supporto
> a ritenere prioritaria, in relazione al complesso di interventi volti a 
> sostenere il rilancio dell'economia del Paese, la finalità di assicurare, 
> attraverso il piano di sviluppo delle nuove reti, un'alta capacità di 
> trasmissione ai distretti industriali che ancora scontano un forte divario di 
> connettività; 
> 
> a promuovere la realizzazione di un'unica rete a banda larga, aperta, 
> efficiente, neutrale, economica e già pronta per evoluzioni future, 
> garantendo il rispetto delle regole di libero mercato e concorrenza;
> 
> a promuovere ed incentivare una tempestiva migrazione dalla rete in rame a 
> quella in fibra ottica alla cui realizzazione dovranno partecipare e 
> contribuire tutti gli operatori;
> 
> a dotare con urgenza  l'Italia di un'organica Agenda Digitale che preveda 
> interventi nell'ambito delle infrastrutture tecnologiche, dei servizi finali 
> che infrastrutturali, includendo i necessari standard per l’e-business e per 
> i beni digitali (o “neobeni puri”, secondo la definizione del CNEL) e di una 
> più organica regolamentazione;
> a prevedere la neutralità tecnologica per tutti gli operatori di rete, anche 
> quelli televisivi, al fine di ottimizzare l’utilizzo dello spettro 
> elettromagnetico oltre che renderlo remunerativo per lo Stato. 
> 
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