http://it.wikipedia.org/wiki/Pirateria#Vita_da_pirata
Stando al libro sui pirati di Charles Johnsons la vita a bordo di una nave
pirata era piena di contrasti. Sulle navi non mancava il lavoro per
l'equipaggio impegnato in una costante manutenzione della nave. Le regole che
l'equipaggio doveva rispettare erano poche ma molto dure. Tra queste:
• Ognuno ha il diritto di voto, a provviste fresche e alla razione di
liquore;
• Nessuno deve giocare a carte o a dadi per denaro;
• Le candele devono essere spente alle otto;
• Tenere sempre le proprie armi pronte e pulite;
• Ognuno deve lavare la propria biancheria;
• Donne e fanciulle non possono salire a bordo;
• Chi diserta in battaglia viene punito con la morte o con l'abbandono
in mare aperto.
I pirati prendevano le loro decisioni in maniera collettiva. Non esisteva un
leader assoluto; il comandante veniva eletto da tutta la ciurma riunita
(dall'ultimo mozzo al timoniere) per effettuare le scelte relative alla
conduzione della nave. Il bottino veniva diviso in quote uguali assegnando in
certi casi due quote al comandante e una e mezzo al quartiermastro.
Ogni comandante aveva un proprio regolamento (o carta) che modificava in alcuni
punti quello base.
I pirati, commettendo attività illecite, si riunivano in basi. La base dei
pirati più famosa fu un'isola a forma di tartaruga detta appunto la Tortuga,
che si trova nei pressi dell'isola di Hispaniola.
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