Da Marco a Adriano, e a tutti gli altri in ascolto nella speranza che questo dialogo possa estendersi a qualche altro timido (o solo non interessato?) interlocutore, cerco di focalizzare la discussione su di un paio di temi che hanno direttamente a che fare con la MOQ. Mentre, sul movimento neo-umanista di cui sei qui portavoce, mi riservo, come detto, di intervenire sul Vs. forum. Riassumo i punti che sostieni, evidenziando le differenze con quanto asserisce Pirsig, e cercando di coinvolgere altri nella discussione attraverso sempici e dirette domande. Primo argomento: la gabbia ideologica. ADRIANO: Siamo prigionieri di una gabbia ideologica che ci impedisce di estendere l'umanità al di là di confini ritenuti, a torto, "naturali" (in primis, il pianeta Terra) PIRSIG «Se consideri gli ultimi tremila anni, retrospettivamente ti pare di distinguere con chiarezza le concatenazioni di cause ed effetti che hanno fatto sì che le cose diventassero quello che sono. Ma se risali alle fonti originali, scopri che ai contemporanei queste cause non erano mai palesi. Durante i periodi di ampliamento delle radici le cose sono sempre sembrate confuse, sottosopra e senza scopo, come oggi. Si dice che il Rinascimento non sia altro che il risultato della scoperta del Nuovo Mondo da parte di Colombo. Il mondo era sconvolto, ne troviamo testimonianze ovunque. Nelle Sacre Scritture, che sostenevano che la terra fosse piatta, non c'era nienete che lasciasse prevedere questa scoperta. Eppure non si poteva negarla. L'unico modo per assimilarla fu quello di abbandonare del tutto la visione medioevale del mondo e metter mano a un ampliamento della ragione. Cristoforo Colombo è diventato un tale stereotipo da libri di scuola che ormai è difficile vederlo come uomo. Ma se ci sforziamo di cancellare la nostra conoscenza attuale delle conseguenze del suo viaggio e ci mettiamo nei suoi panni, ci rendiamo conto che la nostra esplorazione della luna è una bazzeccola in confronto alla sua impresa. L'esplorazione della luna non implica un radicale ampliamento del pensiero, perchè non è che una ramificazione di quanto fece Colombo. Un'esplorazione davvero nuova, una che ci facesse la stessa impressione che fece al mondo quella di Colombo, dovrebbe avvenire in una direzione completamente diversa[...] nei regni al di là della ragione. Penso che la ragione di oggi sia analoga alla terra piatta medioevale. Se ci si spinge troppo in là, con ogni probabilità si precipita - nella follia. E di questo la gente è terrorizzata. Come la paura delle eresie. In questo caso c'è una analogia molto stretta». (ZMM, capitolo 14) MARCO: Pirsig prosegue spiegando che la ragione classica si sta dimostrando inadeguata, soprattutto a gestire e a prevedere il futuro, e ciò provoca l'effetto che molta gente abbandona la ragione e ricerca risposte in occultismo, misticismo, droga e via dicendo.... secondo Pirsig, la "gabbia" metafisica che ci rinchiude non è data da limiti geografici: quelli li ha già scardinati Colombo, e da quel momento, in un tempo relativamente breve, l'espansione dell'uomo, anche al di là dei confini della Terra è un dato di fatto. E mi sembra che non si stia assolutamente arrestando. Negli anni 60 la conquista dello spazio era sostenuta anche dalla retorica della contrapposizione Est/Ovest... ma oggi, anche se non esiste più l'URSS, mi sembra che si prosegua. Mi ripeto, ci sono senz'altro interessi sotto, ma nessuno di noi si trova sconvolgente *di per sè* la conquista dello spazio. E' vero però che anche secondo Pirsig siamo prigionieri di una gabbia filosofica. Pirsig in Lila la chiama "Metafisica Soggetto/Oggetto" (abbreviata: SOM). Questa metafisica, che ci ha accompagnato fin dai tempi degli antichi Greci, e si è via via rafforzata nel tempo, ci sta impedendo di comprendere troppi aspetti della realtà perchè non sa a quale delle due categorie (S e O) ascriverli. La Qualità; la Morale; la Bellezza; l'Arte. Secondo la razionalità classica della SOM sono incomprensibili, come gli ornitorinchi lo erano per i primi zoologi che tentavano di descriverli. Per comprendere tali aspetti della realtà abbiamo bisogno di una specie di Cristoforo Colombo della ragione, che faccia capire agli uomini che la razionalità, come l'Europa di Colombo, è bella e utile, ma non è tutto ciò che la nostra mente può conquistare. Domanda a tutti coloro che sono in ascolto: Siete d'accordo con l'analisi di Pirsig? Pensate che Pirsig proponga se stesso come innovatore? Se sì, pensate che possa esserlo? Secondo argomento: la crescita della civiltà umana ADRIANO: Crescita numerica, culturale e tecnologica sono interdipendenti. Teorizzare la bontà dell'arresto di uno dei tre vettori di crescita, ad esempio del vettore demografico, è un'etica suicida. Sviluppo sostenibile, WWF, superstizione, odio antiscientifico, opposizione di principio alla globalizzazione sono tutte gabbie ideologiche alla crescita del genere umano. MARCO: Ho visto pochi giorni fa in televisione il film Amistad. Al di là della retorica USA del paese della libertà.... una delle cose che mi ha colpito è che chi sosteneva la causa degli schiavisti, lo faceva perchè "è sempre stato così". In pratica, da che mondo è mondo gli schiavi erano sempre esistiti, per cui non si vedeva perchè mai la schiavitù dovesse divenire improvvisamente immorale. Ora, dire che crescita numerica culturale e tecnologica sono interdipendenti, è la visione di chi afferma "che è sempre stato così". Io non ci vedo nulla di male a provare una strada diversa. * E questa è QD, ragazzi! :-) * La mia opinione è che la crescita è data dai bisogni, e che i bisogni sono naturali, primo fra tutti il bisogno di Qualità Dinamica. Talmente naturali che Pirsig vede in questo bisogno naturale la molla ed il filo conduttore della evoluzione, dallo stadio delle particelle elementari fino agli schemi intellettuali. Certamente, la crescita della popolazione determina una accelerazione, soprattutto quantitativa, di bisogni. E quindi in questi casi si può assistere ad uno sviluppo tecnologico e culturale. Mi sembra che oggi la vera sfida sia nella direzione della Qualità e non della quantità. E' possibile, ed è a portata di mano. Lo stesso esempio che fai della possibilità di creare economie che sostengano la crescita in zone depresse del mondo, è assolutamente una sfida di Qualità. C'è una cosa che non ritrovo nelle tue affermazioni: la constatazione che il mondo è cambiato. Nella terza parte di Lila, Pirsig parla diffusamente della nuova era intellettuale, che faticosamente ha finalmente mosso i suoi primi passi all'inizio del secolo scorso. Da un mondo rigidamente regolato da norme sociali codificate (il cui culmine è dato dall'età Vittoriana), siamo passati ad un mondo in cui la ragione finalmente ha conquistato una ampia autonomia, e, forse, il ruolo di leader. Non ovunque certamente, ma, se la ragione non commetterà errori tragici, il cammino è senza ritorno e speriamo che si estenda ad ogni latitudine. La crescita demografica nell'era "sociale" era strumento di potere, in quanto gli schemi sociali si "nutrono" di individui biologici. Ma ora che l'intelletto ha preso il sopravvento, si assiste alla non-necessità della crescita demografica. Domanda a tutti coloro che sono in ascolto: Siete d'accordo con Pirsig che la prima metà del novecento ha sancito la liberazione dell'intelletto dalle grinfie degli schemi sociali? Può l'intelletto guidare la società? Ne ha il diritto? Ne ha il dovere? Buona Pasqua a tutti Marco p.s. Azorka, sei ancora in ascolto? Aspettavo una tua replica..... MOQ.ORG/ITALIA - http://www.moq.org/italia Archivio messaggi: http://www.mail-archive.com/[email protected]/ Regolamento, istruzioni: http://www.moq.org/italia/qui/quiindex.html Per iscriversi o cancellarsi: http://www.moq.org/italia/qui/quicome.html Per altre informazioni: mailto:[EMAIL PROTECTED]
