Un saluto, e un Buon Anno a tutti, vorrei proporre alcune considerazioni sulla conclusione di Lila.
�Buono � un sostantivo. Ecco. Era questo che Fedro stava cercando. [...] Buono come sostantivo e non come aggettivo: questo intende dire la Metafisica della Qualit�. Naturalmente la Qualit� ultima non � n� un sostantivo n� un aggettivo n� alcunch� di definibile; ma se avesse dovuto riassumere in una sola frase tutta la sua metafisica, Fedro avrebbe certamente scelto quella�. Ad una prima lettura "Buono � un sostantivo" � un aforisma un po' criptico. Sappiamo bene che "Buono" � un aggettivo. I suoi usi come sostantivo sono piuttosto rari e derivano dall'aggettivo: il "buono-pasto", il "buono che c'� in te"... non me ne vengono in mente altri. Pirsig afferma di aver preso a prestito la frase da Franz Boas, fra l'altro proprio uno di quegli antropologi oggettivi contro cui si scaglia all'inizio del libro. E che tale frase era confermata dal suo amico indiano John Gambadilegno, che usava Buono come sostantivo, parlando di un cane, o anche di una persona. Ovviamente non conosco la lingua Dakota (ma dubito che anche Pirsig la conosca) e non so dire fino a che punto sia vero. In generale ho il sospetto che Pirsig abbia qua e l� distorto un po' l'immagine degli Indiani con intento retorico, per convicerci che la sua idea di Qualit� � antica come il mondo. Ma non � questo il punto. Cosa vuol dire veramente Pirsig quando afferma che Buono � un sostantivo? Ci dice qualcosa di utile o ha soltanto trovato una frase un po' ad effetto a mo' di chiusura? E non � che alla fine, invece di chiarire la natura ultima del mondo, non fa altro che confonderci le idee? Viene da pensare quasi che Pirsig abbia preso una parola, "Buono", e ne abbia forzato il significato nel tentativo di sondare l'insondabile, ma con scarso risultato. In parte � inevitabile: la stessa cosa credo che valga per molti filosofi. Basta pensare a Platone: quando afferma che le "idee" sono la vera realt�, forse da un lato ci aiuta a comprendere il suo modo di vedere le cose, ma certo ci restituisce un termine, "idea", ben diverso e meno chiaro di quanto fosse in precedenza. Certo, lo stesso Pirsig lo sa bene e mette le mani avanti. Infatti la postilla finale, ipotetica, serve proprio a mostrare che l'aforisma � una forzatura: "se avesse dovuto riassumere...." Ovviamente Pirsig � americano e quel "Buono" nella versione originale � "Good". Anche in Inglese "Good" � di solito usato come aggettivo, ma rispetto alla nostra lingua il suo uso come sostantivo � pi� frequente. "Good" significa pi� o meno anche "Bene", "Utilit�", "Vantaggio", "Guadagno". Quindi, la stessa frase un po' criptica della versione italiana risulta al contrario in Inglese un po' pi� banale e nemmeno troppo rivoluzionaria: Good, da loro, � sempre stato anche un sostantivo. Ma quel che Pirsig veramente dice � che non dovremmo usare Good come aggettivo. Mai. Semplicemente nel senso che � fuorviante appiccicare l'etichetta Buono/Cattivo (aggettivi) alle cose: sarebbe invece corretto considerare le cose come *manifestazioni di Bene* (o Qualit�, che � la stessa cosa). D'altra parte, molte pagine prima in Lila, troviamo anche che "Una cosa senza Valore non esiste". Allora ecco che la cosa risulta, se non rivoluzionaria, un po' indigesta. Che Valore hanno, o di quale Bene sarebbero manifestazione, tanto per fare un esempio, Hitler o Bin Laden o la bomba di Hiroshima, senza scadere in un bene relativo che � tale solo per qualcuno, mentre per altri � male? Ci sar� pure una differenza fra Bin Laden e Gandhi, fra Hitler e Madre Teresa! Si pu� dire che un massacro � una manifestazione di Bene? Secondo Pirsig, s�. Attenzione. La cosa sembra un po' pazzesca ma non lo �. Anche dire che il ghiaccio � caldo sembra assurdo, ma d'altra parte la fisica ci insegna che � pi� corretto parlare in termini di Calore (sostantivo) che di Caldo/Freddo (aggettivi) ed � perfettamente valido dire che il ghiaccio ha calore, o anche che una cosa (inorganica) che non ha calore non esiste, in quanto lo zero assoluto non � raggiungibile per definizione. Analogamente, il giorno in cui un uomo (nota: in genere certe c...zate le fanno gli uomini, non le donne) decide ad esempio di fare il terrorista per sua libera scelta, quello � per lui, quel giorno, in quel momento -PURTROPPO- la cosa giusta. Potrebbe decidere altrimenti, ma preferisce cos�. L'evento � per lui un vero e proprio Evento Qualit�, una decisione che cambia la sua storia ed il suo essere. Dopo quell'evento, il terrorista resta ingabbiato staticamente negli schemi determinati dalla sua scelta, e sar� difficile cambiarli. A ben vedere, il meccanismo � analogo per qualunque nostra scelta. Che si decida (liberamente) di essere un terrorista o un missionario, la scelta � determinata da ci� che in quel momento sembra la cosa giusta da fare. Sembra un discorso giustificazionista ma � l'esatto contrario. La differenza fra Gandhi e Bin Laden c'�, ed � nei fatti. Anche se entrambi hanno pensato di agire per il meglio, a posteriori abbiamo elementi per decidere chi dei due abbia maggiormente contribuito alla Qualit� di questo pianeta. E' dunque piuttosto ovvio che Bin Laden va fermato e non c'� nessuna giustificazione per ci� che ha fatto. Ma questo � un altro discorso. Ci� che mi premeva far notare � che quello che siamo dipende da scelte: possono essere scelte individuali, come quella di cui ho parlato; o anche, per cos� dire, "scelte biologiche", tipo la scelta di diventare un mammifero piuttosto che un rettile che qualche milione di anni fa qualche organismo animale ha compiuto. Alla luce di questi ragionamenti il discorso sembra un po' meno strano. Ogni animale, persona, societ�, idea � frutto di infinite scelte che concorrono a formare ci� che quelle cose sono. Scelte non sempre libere, spesso determinate da condizioni a controrno, ma sempre adottate perch�, fra le alternative ritenute possibili, si � scelto di fare la cosa giusta. Attraverso scelte di ci� che (sembra) meglio si � sviluppata qualunque "cosa" esista nell'universo: "una cosa senza valore non esiste...." E ora? A che serve tutto ci�? A mio avviso analizzare la realt� che ci circonda in termini di "Good" come sostantivo � molto utile. Di fronte alle tragedie, alle cattiverie inutili si d� spesso la colpa alla follia del genere umano... ma 13 dirottatori che contemporaneamente uccidono 3000 persone non sono dei pazzi. Bin Laden, il loro capo, non � un soggetto strano sorto per caso nel bel mezzo del deserto arabo e impazzito perch� il sole da quell parti picchia forte: lui ha deciso di essere quello che �. Ma la sua scelta, a ben vedere, � frutto di una infinito flusso di eventi, proponimenti, convinzioni, ideologie, relazioni, appetiti a cui scopriremo con orrore di aver partecipato anche noi, pi� o meno volontariamente. Perch� il "Flusso", la "Qualit� Dinamica" � una e ci unisce tutti. Ecco a che serve. Fino a che Bush e Bin Laden, Arafat e Sharon ( ma anche vale anche per i nostrani Jovanotti e Sgarbi che ho visto ieri sera in V... ) si fronteggiano a colpi di aggettivi sempre pi� forti "cattivo/delinquente/assassino/terrorista/forza del male" ... in un crescendo di inutile "scarica-Karma" non si verr� mai a capo di nulla. Ci sar� sempre qualcuno disposto a credere agli anatemi dell'uno o dell'altro. Bisognerebbe per prima cosa capire i Valori che stanno dietro alle nostre scelte e alle scelte degli altri. In genere si capisce che l'opzione migliore consiste nel creare Qualit� per entrambi. Perch�, se Buono � un sostantivo.... Meglio � un verbo. Un caro saluto, Marco MOQ.ORG/ITALIA - http://www.moq.org/italia Archivio messaggi: http://www.moq.org/italia/qui/quiarchivio.html Regolamento, istruzioni: http://www.moq.org/italia/qui/quiindex.html Informazioni: mailto:[EMAIL PROTECTED] Per cancellarsi dalla mailing list, seguire le istruzioni all'indirizzo: http://www.moq.org/italia/qui/quicome.html
