Il 12/07/2011 11.06, Maurizio Napolitano ha scritto:
Ieri sera non avevo tempo e cosi`questa mattina ho dedicato un oretta
a "rispondere" all'articolo con la mia opinione
http://de.straba.us/2011/07/12/in-risposta-a-renzo-carlucci-su-geodati-non-devono-essere-liberi/


2011/7/11 Maurizio Napolitano<[email protected]>:
Mi hanno girato questo articolo
http://www.rivistageomedia.it/201107103458/Approfondimenti/perche-i-dati-geografici-non-possono-essere-liberi-se-vogliono-essere-onesti.html

.... secondo me questo ha paura ...




Ho letto quanto Maurizio ha scritto. Ovviamente lo condivido in toto.
Però non riesco a fare a meno di considerare, e dire pubblicamente, che la posizione espressa dal signor (dottor) Carlucci sia soltanto una mera difesa di una rendita di posizione. Piacerebbe a tutti noi rimanere titolari in esclusiva di un patrimonio, sia esso di conoscenza che economico, con la garanzia che nessuno possa appropriarsene, neppure in condivisione. Ciò garantisce il proseguimento della propria esistenza in modo sereno, senza doversi sbattere per tenere il passo con gli altri per non venire superati e resi inattuali. E' una vulnerabilità votata al quieto vivere ed al rispetto di certe convenzioni sociali positive, ma comprensibile, dal punto di vista umano. Rimane l'esistenza del dato in quanto tale, importante al di la degli egoismi. Un dato aperto è suscettibile di verifica continuativa ed ha più probabilità di divenire affidabile, almeno nel tempo. Un dato non disponibile può esserci, ma serve a molto poco, perchè non genera nulla di nuovo, quindi è sterile. Nessuno può negare l'effettiva esistenza del dato liberamente disponibile, ed è questo l'unico dato utile. Il resto sono mezzucci, mistificati da dignità professionale lesa, che denotano soltanto una scarsa propensione a mettersi in discussione.
I1BPF-Giuliano

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