Il 18/03/2013 16:51, Maurizio Napolitano ha scritto: > Da > http://www.dati.gov.it/content/monitoraggio-sullo-stato-dellopen-data-italia-dopo-lopen-default > > Con le recenti modifiche del quadro normativo sulla gestione del > patrimonio informativo delle pubbliche amministrazioni ed in > particolare l’assunzione del principio ‘open by default’, effetto > della conversione in legge dell’Art. 9 del Decreto Legge 18 ottobre > 2012 n. 179 che modifica l’art.52 del Codice dell’Amministrazione > Digitale, sono opportune alcune considerazioni per l’attività di > monitoraggio sullo stato dell’open data in Italia. > > A partire dal 18 marzo 2013, scadenza dei novanta giorni previsti > dalla Legge, dati e documenti pubblicati online dalle amministrazioni > titolari - senza una esplicita licenza d’uso che ne definisca le > possibilità e i limiti di riutilizzo – sono da intendersi come dati > aperti, quindi dati che possono essere liberamente acquisiti da > chiunque e riutilizzabili anche per fini commerciali. Il concetto di > open data, inteso come subset del più ampio concetto di PSI (public > sector information), nel contesto italiano assume un rilievo molto più > evidente, i due concetti diventano per certi versi molto vicini tra > loro. > Ottimo, quindi in linea teorica si risolverebbe il problema delle mappe presenti sul portale http://www.geo.regione.molise.it/ in quanto non vi è specificata alcuna licenza. Giusto?
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