Il 05/08/2016 14:28, Luca Meloni ha scritto:
Eh, io l'avevo fatto perché l'idea iniziale era di creare un modello unico per tutte le varie regioni/aree, e volevo imitare quello della provincia di Bolzano/Bozen con l'ordine impostato secondo il numero di madrelingua, dato che esisteva già e mi sembrava un criterio sensato. Poi sì, in genere si tratta di sardi in entrambi i casi, immigrati ce ne sono relativamente pochi rispetto ad altre regioni (che poi, conosco anche un ragazzo albanese che lavora in un bar nel centro Sardegna che parla il sardo meglio di alcuni madrelingua)./
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Quel che volevo dire è che oggettivamente fare la distinzione tra madrelingua è assai più complesso che per la realtà altoatesina, dove ci sono due insiemi che non si intersecano (eccezion fatta per i figli di coppie miste). Spesso infatti gli insiemi coincidono: ci sarà qualcuno che si dichiara madrelingua sarda, qualcun altro madrelingua italiana, ma la gran parte si dichiarerà in tutti e due i modi..

Lì la questione è un po' complicata. In famiglia spesso si cambia lingua a seconda della persona con cui stai parlando, anche per ché molti non stavano più insegnando il sardo ai figli (per fortuna la tendenza ora si sta invertendo), per cui capita che tra fratelli e amici si usi il sardo, con un nipote o figlio che parla con i genitori in sardo si parli in sardo e con un altro in italiano (esperienza personale). Nella stessa discussione. Il passaggio da una lingua all'altra è continuo, per noi sembra normale ma in effetti visto da fuori può sembrare strano. Succede così anche nei negozi e da altre parti.

A me non sembra affatto strano dato che è una condizione di normalità qui da me (compresa la dispiacevole tendenza a non trasmettere la lingua locale ai piccoli per un'ipotetica futura difficoltà scolastica, cosa tra l'altro smentita da tutti gli studi... per fortuna anche qui pare stia passando di moda). Però questa condizione di alternanza va sotto le voci "sia italiano che dialetto" e "solo o prevalentemente dialetto" (in base a quanto si alterna) e quindi riguarda l'altro 50% e qualcosa dei sardi.


Riassumendo (e soprattutto tornando ad OSM): ad oggi mi pare che, vista l'oggettiva difficoltà a conteggiare in modo separato i gruppi dei parlanti, l'uso del criterio "altoatesino" per decidere cosa scrivere prima non sia ideale. Forse sarebbe più corretto anteporre in tutti i casi la lingua di stato (o anche, perché no, l'idioma locale). Ma sta alla comunità locale decidere.

ciao
Paolo M
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