Il 05/09/2016 22:50, Carlo Stemberger ha scritto:
Il giorno 5 settembre 2016 22:06, Paolo Monegato <[email protected] <mailto:[email protected]>> ha scritto:

    Concorderei. Ma questo cozza ad esempio con il discorso sui nomi
    delle vie e l'adeguamento alla direttiva istat...


Per il nome delle vie alla fine uno standard vale come un altro, quindi in quel caso adeguarsi ad una legge è di aiuto a risolvere potenziali controversie e ad uniformare dei dati. Il nome delle vie è usato dagli utilizzatori dei dati (software, ecc.), quindi è utile cercare la massima omogeneità.

Il tag name quando associato al nome di un luogo invece fondamentalmente non serve a un tubo, e quindi come riempirlo diventa una questione culturale e "di bandiera". Il fatto che "altri" mi dicano come devo chiamare le mie cose tende ad irritarmi un cicinin: immagino che lo stesso valga per i sardi.

Il tag name sul luogo serve pure quello a determinare un indirizzo (non è che se uso il navigatore imposto solo la via). Oppure pensiamo agli estratti...

Il discorso a cui alludevo è questo: se per il nome del luogo applico la otgr, per quale motivo per il resto dell'indirizzo dovrei mettermi a correggere quanto trovo in tabella secondo le nuove direttive ISTAT (es. Via Pio Decimo invece di Via Pio X) prima ancora che questa correzione la faccia fisicamente (non solo legalmente) il comune?

Estremizzando il concetto: OSM in linea con la PA, quasi fosse una succursale, per facilitare l'interscambio dei dati o OSM come DB formato dagli utenti che mappano quel che si vede sul territorio (quel che c'è, non quel che dovrebbe esserci)? Questo è il bivio. Sta a noi scegliere una delle due strade o provare ad aprirne una terza (non è detto che le due cose non siano in qualche modo conciliabili).

ciao
Paolo M
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