Am Mi., 31. Okt. 2018 um 12:23 Uhr schrieb Alessandro Palmas < [email protected]>:
> Non commettiamo l'errore già fatto in precedenza. > Tenere un campo ref del database di origine in caso di future probabili > rielaborazioni/aggiornamenti ecc.. eviterebbe un pesante lavoro di > ricostruzione del passato. > solo se ti fidi cecamente del "aggiornamento" Quanto sia pesante il lavoro di ricostruzione del passato dipende in primis quanto è stato organizzato e documentato bene l'import. Con la lista dei changesets completa è un gioco di ragazzi risalire a tutti gli oggetti. In più, con gli indirizzi la situazione è diversa che per tante altre cose, perché il civico già dice molto bene dove si trova (nel insieme di tutti gli altri civici), e dovrebbe essere univoco (al livello di dati pubblici sui civici, in OSM naturalmente lo stesso indirizzo (di un POI, di qualcosa) può occorere infinite volte). > Già con la conflation molti civici non saranno inseriti; quando tra > qualche anno quei dati verranno ripresi nel frattempo chissà quante > volte saranno stati spostati, magari cancellati e ripristinati. > certamente. E cosa faremmo quindi? Buttiamo via tutti questi spostamenti, cancellazioni e ripristinazioni? Probabilmente no, quindi l'ipotetico confronto con un aggiornamento del dataset esterno sarà molto oneroso con ID e senza ID. Per identificare un civico non serve un ID. Il civico stesso è un ID. > > Vogliamo fare i puri ad ogni costo? Però ai vicini francesi nessuno ha > fatto cancellare *ad ogni geometria importata* dal catasto il tag > source="cadastre-dgi-fr source : Direction Générale des Impôts - > Cadastre. Mise à jour : 2011" credo nessuno abbia fatto gli applausi a questa scemenza. Di lamentele su questo ne abbiamo sentite tante invece. Ciao, Martin
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