UGANDA 18/6/2004 15:58 KITGUM: 4.000 SFOLLATI IN FUGA TRA POLVERE E SETE General, Standard æuattromila persone, in grandissima parte donne e bambini, dovranno lasciare i due campi profughi di Lalekan e Ladolem, non lontano da Namokora (Nord Uganda), e raggiungere un enorme æillaggio protetto?a Orom, 20 chilometri pi?a est, che gi?ospita oltre 10.000 persone? lo riferisce alla MISNA una fonte umanitaria a Kitgum, circa 60 chilometri da Namokora, spiegando che le autorit?locali hanno dato ai civili una settimana di tempo per arrivare a Orom, percorrendo a piedi una strada sterrata, carichi delle povere masserizie che riusciranno a recuperare, col rischio evidente di subire un nuovo assalto dei ribelli dellæsercito di resistenza del signore (Lra). æe autorit?pensano che sia lænico modo per evitare che accada unæltra carneficina come quella avvenuta il 3 giugno al campo di Talabong, 5 chilometri a nord di Namokora, dove 22 civili sono stati ammazzati e quasi 150 capanne sono state date alle fiamme?spiegano le fonti della MISNA. æa forse non sanno che al campo di Orom esiste una sola pompa dellæcqua: cosa accadr?quando le migliaia di profughi costretti a vivere in condizioni disumane in quel cosiddetto æillaggio protetto?vedranno arrivare altre migliaia di persone??si chiede il nostro interlocutore. æungo la strada potrebbe accadere qualsiasi cosa?prosegue la fonte. æue giorni fa, i ribelli hanno sparato contro una jeep diretta in Sudan con a bordo quattro persone. Sono tutti morti. Nei pressi di Orom si segnalano anche continui æaid?di Karimojong, pastori nomadi armati dediti ai saccheggi e soprattutto al furto del bestiame. La gente ?terrorizzata? Come se non bastasse, la stagione secca comporta la mancanza totale di erba, il materiale pi?usato per costruire le capanne. æe tutto sar?andato bene durante il tragitto, una volta giunti a Orom i 4.000 di Lalekan e Ladolem non avranno neanche un alloggio di fortuna per dormire al coperto. Avete idea di quanto pu?essere difficile fare una capanna in questo periodo dellænno? Stiamo cercando di radunare quanti pi?teli di plastica possibili: ?lænico modo per ripararsi, anche se respirare sotto quei tetti improvvisati di plastica ?quasi impossibile? Il nostro interlocutore conclude raccontando che questa mattina fuori dalla missione cattolica di Kitgum ha incontrato almeno un centinaio di persone che chiedevano aiuto: æualcuno voleva da magiare, altri da bere. Una mamma mi ha chiesto di trovarle un posto per seppellire il suo bambino, morto di stenti. Qui la situazione peggiora di giorno in giorno. La guerra scoppiata nel 1986 nei distretti settentrionali ugandesi continua a seminare morte e distruzione senza che il governo di Kampala riesca a fermare le violenze sul piano militare n?ad avviare alcun tipo di negoziato. Si calcola che finora le vittime di questo æonflitto dimenticato?siano oltre centomila, 25.000 i minori sequestrati e oltre un milione (1.500.000 secondo alcune fonti) gli sfollati.[FB]
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