In data 21 luglio 2007 alle ore 21:32:42, Davide Prina
<[EMAIL PROTECTED]> ha scritto:
In conclusione ho letto vari articoli di Alessandro Bottoni e sotto
certi punti di vista è preparato e si documenta, ma sotto altri le
spara talmente grosse ...
Nel caso specifico dà per scontato che l'unico modello vitale per l'open
source sia l'iniziativa aziendale privata, il che non è assolutamente
vero, dato che esistono anche le amministrazioni pubbliche, le fondazioni
e le associazioni no profit.
Per queste ultime, vorrei anche ricordare che *non* sono costituite da
volontari, almeno non interamente, ma che possono avere personale
lautamente stipendiato e che solo lo statuto impedisce di fare profitti,
solitamente reinvestiti per il conseguimento dello scopo statutario.
Quindi i sistemi delle public companies, delle administrations e delle
charities fanno tutte da sostrato all'open source/free software, ciascuna
col proprio approccio e ciascuna con le proprie finalità.
Se dovessero finire i soldi, il progetto evolverebbe. I vari rapporti tra
Netscape, AOL, Mozilla Foundation e Mozilla Corporation ne sono un buon
esempio.
Saluti,
Gianluca
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