OT perché non parla di OpenOffice, ma IT con la diffusione dei saperi.

Ho votato e sostengo il governo Prodi, ma non mi e' piaciuto il modo con cui 
(non) ha affrontato la conciliazione dei "diritti di autori ed editori con 
l’interesse comune alla massima diffusione della cultura e delle idee", che 
pure e' un punto del suo programma, nonostante le sollecitazioni provenienti 
dalle Camere. 

Ho percio' scritto una lettera aperta al sottosegretario Andrea Marcucci, che 
rispondendo a tre interrogazioni parlamentari ha sempre blindato lo status quo, 
dicendo in sostanza "la legge e' questa e va bene cosi'". 

Un accidente va bene cosi'! Ma nella lettera sono stato piu' educato. 

La incollo sotto e la trovate anche su un blog aperto ad hoc: 
<http://saperiaperti.blogspot.com/>http://saperiaperti.blogspot.com/ 

(permalink long: 
<http://saperiaperti.blogspot.com/2008/01/dal-mio-governo-esigo-risposte-diverse.html>http://saperiaperti.blogspot.com/2008/01/dal-mio-governo-esigo-risposte-diverse.html
 
) 

Chiedo a tutti coloro che sono d' accordo con quanto scrivo di diffonderla 
tramite canali appropriati. 

Ovviamente, chi oltre ad essere d' accordo due anni fa ha anche votato a 
sinistra, puo' anche sottoscriverla. Il blog e' li per questo. 

grazie a tutti 

Tommaso Russo, Trieste 

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   Dal MIO governo ESIGO risposte diverse. 

   Lettera aperta 

al Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Andrea Marcucci 

   E per Conoscenza 

al Ministro delle comunicazioni, al Ministro della pubblica istruzione, al 
Ministro della giustizia, al Ministro per i beni e le attività culturali,al 
Presidente del Consiglio. 



In questa legislatura sono state presentate già tre interrogazioni parlamentari 
ai Ministri in copia [1][2][3], che chiedono al Governo cosa intende fare per 
modificare una situazione giuridica che di fatto impedisce la pubblicazione sul 
web di articoli illustrati di discussione e critica su opere d' arte 
contemporanee, o anche antiche, ma conservate nei musei italiani. 

A tutt'e tre il Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali 
Andrea Marcucci ha dato sostanzialmente la stessa risposta: la legge è questa e 
va bene così: 

"il testo oggi vigente dell'articolo 70 della legge sul diritto d'autore 
riproduce nella sostanza la disciplina statunitense sul fair use". 

Non è vero, il testo consente solo la citazione di PARTI di opere [4], e una 
giurisprudenza tecnicamente non informata, ma consolidata da una sentenza della 
Cassazione [5], esclude che una foto a bassa risoluzione di un' opera d' arte 
ne costituisca parte o riassunto, come sarebbe logico e fair, contenendo essa 
una percentuale minima dell' informazione originale. 

"Per quanto attiene infine all'opportunità, segnalata dall'interrogante, di 
introdurre nell'ordinamento italiano il diritto «alla libertà di panorama» si 
precisa [...] La legge italiana sul diritto d'autore non contiene alcuna 
eccezione per le fotografie scattate in luoghi pubblici" 

Grazie Sottosegretario, lo sapevamo: questa risposta è un' insulto all' 
intelligenza tanto del parlamentare interrogante quanto dei volontari che si 
preoccupano di donare al mondo fonti informative affidabili e indipendenti a un 
prezzo nullo, le cui preoccupazioni sono state racccolte da parlamentari, loro 
più attenti rappresentanti. 

La domanda non era "cosa dice esattamente la legge", che sappiamo leggere anche 
noi, ma "se il Governo non ritenga necessario" prendere iniziative per 
modificarla. La sua risposta è un desolante "NO". 

Con questa risposta, Sottosegretario, lei disattende il Programma su cui io ho 
dato il mio voto [6] che prevede: "elaborazione di nuove forme di tutela della 
proprietà intellettuale, specialmente nel digitale, conciliando i diritti di 
autori ed editori con l’interesse comune alla massima diffusione della cultura 
e delle idee". 

La legge e la prassi giuridica italiana oggi privilegiano sempre lo 
sfruttamento commerciale, da parte di eredi e musei detentori, di qualsiasi 
immagine, anche contro il sostegno a un' esposizione didattica o scientifica, 
anche quando tale sfruttamento è puramente potenziale ed ipotetico. Con ciò, di 
fatto OSTACOLANO la diffusione della cultura. 

Cos'è più importante: 

 - la preoccupazione che un puzzle elettronico in rete su un dipinto di Picasso 
possa danneggiare le vendite di puzzle analoghi autorizzati dagli eredi, o la 
cattura dell' interesse di un ragazzo sulle forme e colori usati dai grandi 
pittori contemporanei? 
 - la preoccupazione che una foto della stazione di Milano pubblicata in rete 
riduca le vendite di qualche libro di architettura che cita il suo progettsta 
Stecchini o la diffusione della conoscenza del suo operato? 
 - il lucro ottenibile dai Musei di Firenze autorizzando lo scatto di 
fotografie al loro interno, o la diffusione della conoscenza delle opere per 
conservare le quali i Musei stessi sono nati e vengono sostenuti dai i nostri 
contributi fiscali? 

Sottosegretario, lei dà sempre la prima e più gretta risposta, a difesa di 
orticelli privati spesso lasciati incolti e che non produrranno mai nulla, e 
anche se coltivati renderanno utili marginali infimi rispetto al danno che 
provoca la loro difesa ad oltranza. Con questo si pone contro il governo di cui 
fa parte, che ho votato, fatto votare e continuo a sostenere. 

Rilegga le parti salienti del programma di governo che sta calpestando, 
riprodotte in calce [7] e si faccia personalmente promotore di un decreto legge 
che equipari esplicitamente a un RIASSUNTO le riproduzioni digitali con 
contenuto informativo sicuramente inferiore all' un per cento dell' opera 
originale: limite che, dati i progressi della teoria dell' informazione, è 
perfettamente misurabile e tutela adeguatamente qualsiasi autore o editore [8]. 

O lo facciano i Ministri che leggono in copia. 

Gennaio 2008 

Tommaso Russo, Trieste 

[1] 
<http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/ShowXml2Html.Asp?IdAtto=8444&Stile=5&HighLight=1&SearchType=1&Originale=0>http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/ShowXml2Html.Asp?IdAtto=8444&Stile=5&HighLight=1&SearchType=1&Originale=0
 
[2] 
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/ShowXml2Html.Asp?IdAtto=8215&Stile=5&HighLight=1&SearchType=1&Originale=0
 
[3] 
<http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=14521&stile=6>http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=14521&stile=6
 
[4] http://www.interlex.it/Testi/l41_633.htm#70 
[5] 
<http://www.siae.it/documents/BG_Normativa_CassazioneSentenza11343-1996.pdf>http://www.siae.it/documents/BG_Normativa_CassazioneSentenza11343-1996.pdf
 
[6] http://www.fabbricadelprogramma.it/adon/static/programma-unione.pdf 
[7] vedi in calce 
[8] 
<http://www.daimon.org/lib/BOZZA_PeriziaDiParte2007.01.24.pdf>http://www.daimon.org/lib/BOZZA_PeriziaDiParte2007.01.24.pdf
 ; vedi anche 
<http://www.apogeonline.com/webzine/2007/03/02/19/200703021901>http://www.apogeonline.com/webzine/2007/03/02/19/200703021901
 

[7] estratti da *Per il bene dell’Italia*. 

Programma di Governo 2006-2011 

*Conoscere è crescere* 

- Il diritto di imparare per tutta la vita... 

*Più informazione, più libertà* 

- Il diritto a comunicare e ad essere informati 

Affermiamo il diritto a comunicare il proprio pensiero e i propri valori, il 
diritto a informare e ad essere informati, come diritti fondamentali ed 
opereremo perché essi trovino piena attuazione. 

Vogliamo che la comunicazione e l’informazione siano spazio di interesse 
pubblico, libero, aperto, accessibile a tutti. Vogliamo che questo spazio sia 
mosso da una concorrenza guidata dalla forza delle idee, e per questo attueremo 
politiche di tutela dei cittadini e di sviluppo della tecnologia, per un vero 
welfare della comunicazione. 

- I nuovi media e l'innovazione 

Ribadiremo la natura aperta di Internet, garantendo la libertà di accesso e di 
espressione, evitando forme indiscriminate di controllo. Riteniamo infatti 
prioritario promuovere la capacità di utilizzare gli strumenti in rete: tale 
capacità è oggi parte integrante della cittadinanza. [...] Difenderemo inoltre 
la libertà di Internet anche a livello internazionale, a fronte di un crescente 
ricorso a forme di censura e controllo autoritario. 

Per rendere libero lo spazio informativo dobbiamo garantire pluralità e 
libertà, ma anche: 

... 
- promozione delle nuove tecnologie per la partecipazione politica, sociale e 
culturale; 
- promozione della produzione e diffusione di contenuti provenienti da soggetti 
indipendenti; 
... 
- elaborazione di nuove forme di tutela della proprietà intellettuale, 
specialmente nel digitale, conciliando i diritti di autori ed editori con 
l’interesse comune alla massima diffusione della cultura e delle idee; 
... 
- riconoscimento del valore sociale dell’accesso aperto a contenuti, strumenti 
e canali informativi, in particolare nel campo della ricerca scientifica; 
- valorizzazione e incentivazione delle licenze non commerciali, del software 
open source e degli standard aperti;... 

*La ricchezza della cultura* 

Il nostro Paese possiede un’inestimabile ricchezza culturale, che in una 
società postindustriale può diventare la fonte primaria di una crescita sociale 
ed economica diffusa. 
... 
Tutelare e valorizzare le risorse culturali, armonizzandole con il territorio e 
con la vita dei cittadini porta benefici evidenti anche all'industria del tempo 
libero e del turismo. 

- Valorizzare il nostro patrimonio storico ed artistico 

I Beni culturali sono un patrimonio della collettività e costituiscono 
l'identità del nostro Paese, la sua storia, la sua memoria. ... Abbiamo la 
responsabilità di trasmettere tutto questo patrimonio alle nuove generazioni, 
perché non perdano i valori di conoscenza e di esperienza di cui esso è 
portatore attivo. 

Sono risorse preziose che la Repubblica ha il dovere di preservare, tutelare e 
valorizzare, come recita l'articolo 9 della Costituzione. 

Queste risorse sono il nostro antidoto alla globalizzazione, ma ne dobbiamo 
anche migliorare le condizioni di fruizione e garantirne, entro gli ambiti 
stabiliti dalle necessità di salvaguardia, l’uso a fini di conoscenza e di 
godimento. 

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