Il 31/01/2011 12:24, Davide Dozza ha scritto:
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Il 31/01/2011 12:05, Carlo Strata ha scritto:
Il 31/01/2011 11:24, Andrea Pescetti ha scritto:

[...]


Di fatto il "passaggio" di Ubuntu da OpenOffice.org a LibreOffice e' un
cambio di nome e poco piu': continueranno a distribuire la loro
versione, che non era, non e' e non sara' ne' OpenOffice.org ufficiale
ne' LibreOffice ufficiale (anche se, tra i due, e' sempre stata e sara'
piu' vicina a LibreOffice).

Aggiungo solamente la non scontata sottolineatura che tutte le
*modifiche* (non le integrazione solo collegate, "linkate") che le varie
distro possono eseguire sulla loro "pacchettizzazione" di LibreOffice
dovranno essere e saranno comunque ridate alla Comunità di LibreOffice
(TDF), per ovvi motivi di licenza LGPLv3
http://en.wikipedia.org/wiki/LGPL ,
a tutto vantaggio della loro sempre possibile integrazione nel main
stream e quindi nuovamente a vantaggio di Tutti.

Aggiungo anche io una piccola cosa e spero che non me ne vorrai. ;-)

Non è esatto dire che "tutte le modifiche dovranno essere e saranno
comunque ridate alla Comunità di LibreOffice."

E' più esatto dire che: tutte le modifiche che il pacchettizzatore farà
saranno distribuite insieme ai sorgenti che dovranno essere messi a
disposizione degli utilizzatori con la medesima licenza LGPLv3.

Gli sviluppatori di LibreOffice potranno, se vorranno, integrare tali
modifiche all'interno del prodotto ufficiale.


Perché te ne dovrei volere? ;-)

Il "senso" (imperfetto) che volevo dare è quello, come da te ben descritto, non tanto che a casa mia (io distro) faccio quello che voglio e non ti dico nulla, ma ti ringrazio per quello che mi hai dato (che il tipico atteggiamento opportunistico oggi assai frequente), ma quanto: prendo ciò che hai fatto tu (TDF), lo sistemo a mio piacimento e poi rendo pubbliche le mie modifiche affinché anche altri (TDF compresa) come me (distro) possano (!) valutarne l'utilità (avevo infatti scritto "sempre possibile integrazione", non obbligatoria ;-) ).



Questo può portare, ad esempio, al fatto che in alcune distro una stessa
versione di LibreOffice rispetto alla main stream (detta "vanilla")
possa anche (!) anticipare qualche caratteristica e/o (perché no?) bug
fix di una futura, quanto prossima, versione main stream di LibreOffice
stesso, ad esempio.

Oppure possa introdurre dei bachi o comportamenti anomali che altre
versioni non hanno.

Questo è un effetto laterale di qualunque modifica, magari anche mal gestita...


Quindi non bisogna meravigliarsi di comportamenti diversi su piattaforme
diverse, come già peraltro accade adesso con OpenOffice.org.

Davide

Carlo

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