Quoto. Il nucleo fondamentale è la condivisione, una visione differente della proprietà (intellettuale e materiale), una differente visione del mondo. Solitamente, chi apprezza Wikipedia apprezza questo spirito altruistico/solidale, e chi è altruistico/solidale è solitamente interessato ad uno sviluppo sostenibile. Sono cose che vanno di pari passo, secondo me, in alcune persone più di altre. Ci si basa sugli stessi, profondi principi.
Ovvio che passare dai bit agli atomi è tutta un altra faccenda. Ad ogni modo, per ancorarci al mondo reale, ricordo che la digitalizzazione è un discorso che riguarda più da vicino progetti come Wikisource o Wikiquote, che cercano di essere in modo diverso biblioteche (una biblioteca più tradizionale, l'altra una sorta di biblioteca di manuali e libri di testo). Sono progetti che potrebbero fornire il loro contributo, anche ambientale (nei soliti termini di carta), se le istituzioni (come le scuole) le fornissero attenzione (print on demand, creazione di libri su misura, stampa solo se necessario). Così, ideuzze. Aubrey Il giorno 25 marzo 2009 16.11, Alberto Marini <[email protected]> ha scritto: > Giulia Clonfero wrote: > > >At 13:44 +0100 25-03-2009, Emanuele Casadio wrote: > > > > > >>Hum. Sinceramente associare lo sviluppo sostenibile all'open content > >>ed all'open source mi sembra una forzatura. > >>Invece l'informatica nella sua interezza è perfettamente in tema con > >>l'argomento trattato, dal momento che la digitalizzazione dei > >>contenuti offre notevoli vantaggi per l'ambiente (riduzione delle > >>emissioni di CO2, riduzione sul "very long-term" del fenomeno della > >>deforestazione, meno rifiuti da smaltire, ecc...), ma per noi è quasi > >>off-topic. > >> > >> > >Mah, in realtà abbiamo partecipato a varie edizioni di "Fa' la cosa > giusta!" e "Festambiente" e c'è una diffusa tendenza a mettere insieme le > esperienze ecologicamente corrette, socialmente solidali etc per cui lo > stile di vita "open content", e "creative common" trova il suo spazio in > queste manifestazioni. Wikipedia (siamo sulla lista di pedia e non su quella > di wikimedia) è sempre stata beneaccolta perché la filosofia "free" in tutte > le sue accezioni viene riconosciuta come elemento importante in uno stile di > vita sostenibile. E poi vupi mettere quanta gente non comprerà mai > un'enciclopedia grazie a wikipedia? Tonnellate di alberi risparmiati. > >X > > > > > Dalla parte di X., penso che open content e sviluppo sostenibile siano > fortemente correlati. > Direi che l'elemento principale e` la condivisione. La condivisione > delle risorse di conoscenza e > algoritmiche si sta avviando benino, grazie alla ICT. La condivisione di > risorse piu` materiali e` piu` > difficile da realizzare e sostenere, ma qualcosa si fa e comunque oggi > e` indispensabile per questo > servirsi della ICT (alla faccia della sinistra ICT-analfabeta). > Vedo drammatica la contrapposizione "Condivisione vs. Proprietà > personale di beni di consumo". > Penso si devano analizzare attentamente i meccanismi che tendono a far > crescere senza limiti i consumi > di risorse proprieta` personale. Si tratta di meccanismi pesantemente > invasivi a livello psico-sociale > che inducono (piacevolmente e simpaticamente) milioni di individui a > comportarsi in modi spesso > assurdi fino all'autolesionismo (V. inquinamento, crisi finanziaria, ...). > Kzz > Alberto (Almit39) Marini > > _______________________________________________ > WikiIT-l mailing list > [email protected] > Pagina per iscriversi/disiscriversi: > https://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/wikiit-l > _______________________________________________ WikiIT-l mailing list [email protected] Pagina per iscriversi/disiscriversi: https://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/wikiit-l
