Ciao Fede,
personalmente concordo che sia davvero una svolta, prevalentemente positiva ma 
con riserva.

Il benefici, in termini di semplificazione, li immaginiamo tutti. I dubbi li 
riporto qui sotto. 

Il primo dubbio è sull'effettiva comprensione della normativa. Prendo come 
riferimento il testo coordinato del decreto in oggetto (*).
Quello che è stato eliminato è l'obbligo di identificazione personale e non 
quello di autenticazione: si può autenticare senza "identificare personalmente".
Senza autenticazione (e senza operazioni/conoscenze specifiche da parte 
dell'utente) si perde la possibilità di implementare qualunque tipo di 
sicurezza su una rete di accesso di quel tipo. 
Personalmente ritenevo 802.1x una naturale evoluzione di questa tipologia di 
reti delle PA: tutti i più recenti dispositivi sono pronti, serve solo un 
minimo di training per l'utente finale.
Senza credenziali, però, questo non sarà possibile (a meno di non farle 
rientrare dalla finestra).

Tuttavia, l'interpretazione comune del cittadino sull'Art. 10 del Decreto del 
Fare è certamente quella dell'eliminazione della rogna di utilizzare username e 
password (cose che, peraltro, è dispostissimo ad utilizzare per Facebook) ed è 
quindi inevitabile l'effetto domino cui stiamo assistendo. 
Politicamente è anche necessario giustificare un Decreto che sul resto non 
sembrerebbe essere troppo orientato al "fare".


Il secondo dubbio è sulla tempestività dell'operazione. Si è innescata una gara 
a chi è la PA più "innovativa" che però potrebbe non tenere conto di alcune 
cose importanti.
Intendiamoci: personalmente ritengo che di normative inutili o limitanti la 
nostra normativa sia zeppa... ma non per questo possiamo ignorarle. Il Codice 
delle Comunicazioni è un esempio di norma vecchia e per tanti versi insensata. 
Ma tant'è...
Il Codice delle Comunicazioni vieta esplicitamente ad una PA la fornitura o la 
gestione di servizio di connettività pubblica (Art.6 del Codice delle 
Comunicazioni (**)).
Pur essendo convinto che questa sia una vera assurdità, fatta con l'intenzione 
di favorire la speculazione sulle reti di accesso, devo ammettere che non è 
interpretabile il fatto che PA deve appoggiarsi ad un ISP.
Se da una parte è vero che, grazie al Decreto del Fare, l'identificazione 
personale non è più un obbligo neanche per un ISP, rimane per quest'ultimo 
l'obbligo di tracciare univocamente gli accessi.

Se veramente si voleva liberalizzare l'accesso a Internet (btw, che senso ha il 
solo WiFI?!) si dovevano eliminare un bel po' di norme... Soprattuto quelle che 
sono state messe, ab illo tempore, per favorire qualche Operatore.
Personalmente avrei spinto (ed aspettato) per avere quanto prima un parere 
ufficiale delle autorità, come fatto a suo tempo per l'identificazione tramite 
telefono cellulare... 
Questo come forma di tutela per me, ISP.



Detto questo, speriamo di assistere sempre più frequentemente a queste "gare di 
innovatività" che possono veramente fare bene al Paese. 
Specie se si innescheranno su una più vasta gamma di problematiche! ;)


Ciao,
 D.



(*)   
http://www.promopa.it/images/documenti/dl_69_2013_convertito_legge_98_2013.pdf
(**)  
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/mise_extra/codice-comunicazioni.pdf





On 18/set/2013, at 10:29, nemesis <[email protected]> wrote:

> La Provincia di Roma ha levato l'obbligo di registrazione ed autenticazione 
> con username/password sul servizio ProvinciaWIFI.
> 
> Ora è possibile accedere al servizio in modo molto simile a come si accede 
> agli hotspot 2.4ghz ninux di Roma, ovvero cliccando su un pulsante di una 
> splash page.
> 
> So che chi gestisce il servizio avrebbe voluto effettuare quest'operazione 
> già da diversi mesi, ma aspettavano che la normativa cambiasse 
> definitivamente e che fosse confermata.
> 
> La prima rete di un amministrazione pubblica ad effettuare questo switch è 
> stata Padova (250 hotspot):
> http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/07/26/news/decreto-del-fare-wi-fi-libero-250-hotspot-a-padova-1.7483266
> Ora Roma, che è la rete pubblica più estesa e con più hotspot d'italia (1200+ 
> hotspot).
> Altre amministrazioni pubbliche seguiranno l'esempio e credo che nel giro di 
> un anno la maggior parte delle reti pubbliche avranno questa configurazione 
> (chi non è convinto ora lo sarà quando vedrà che il trend è in crescita).
> 
> Siamo forse ad una svolta epocale in Italia?
> 
> Che ne pensate?
> 
> Federico
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