---------- Inizio Pubblicit� ----------
Libera Universita' di Alcatraz
25-26 febbraio 2002
Rivoluzione creativa e Pensiero Laterale
Con Jacopo Fo, Isabella Ferlini e tutto lo staff di Alcatraz
Il corso e' rivolto a manager e professionisti di azienda per "riscoprire" la creativit� innata in ogni persona.

www.managerzen.it
---------- Fine Pubblicit� ----------
 
 
C@C@O Elefante
Il quotidiano completo delle buone notizie comiche
http://www.alcatraz.it

Iscrivi un amico o una amica! www.alcatraz.it/mailinglist.html
Il tuo amico poi potr� confermare l'iscrizione oppure lasciarla decadere automaticamente

L'essenziale delle notizie � sempre vero

 

02/02/2002
 
Edizione del sabato
 
Il professor Luigi Rossi ignoro' l'alunno Alfonso Bertazzi, detto "lo zozzo", che appiccicava una caccola di notevoli dimensioni sotto il banco e riprese a raccontare...
 
La vera storia di Totila (seconda parte)
 
Nel maggio del 541, Totila e' pronto col suo esercito. Questo significa che ha allenato, istruito le sue reclute per un anno e mezzo. Inoltre le ha portate anche a far pratica diretta. Ha formato bande di 500-600 uomini e con quelle ha attaccato, allo stesso tempo, guarnigioni in diversi territori e citta' della piana bassa del Po. Adesso puo' affrontare l'armata bizantina. Si dice che Totila, a sua volta, sia andato a scuola.
E' riuscito a rintracciare un buccellario (maestro d'arme) gia' consigliere di Belisario, uno stratega eccelso che gli detta alcune regole fondamentali:
a) muoviti sempre in modo opposto a quello che i tuoi nemici si aspettano.
b) La logica e' perdente, l'illogica vince. Sotto la pioggia, col vento, di notte, spostati sempre nelle situazioni peggiori, mentre il nemico sta riparato e fermo.
c) I cavalli non si montano durante gli spostamenti, devono arrivare riposati in battaglia.
d) L'esercito non deve solo camminare a piedi, ci sono le navi e i carri.
Quindi impara a navigare e a muoverti sulle ruote.
e) Attacca solo se sei in vantaggio o in grande pericolo, come dire circondato. Se no, aspetta.
f) Portati sempre gente che batte tamburi e suona trombe, il nemico si batte anche con il gran baccano.
g) Non sottovalutare mai il nemico, ma non svalutare mai la tua forza e il tuo coraggio e quello dei tuoi uomini.
h) Hai gia' un'idea strategica per la battaglia? Prima cerca di indovinare quella del tuo nemico, poi inventane una nuova... Pero' devi essere pronto a buttarla via e trovarne un'altra in ogni momento. Ricordati che molte volte si vince anche fuggendo, ma fuggire non vuol dire essere in rotta.
i) Non e' sufficiente che i tuoi uomini siano buoni lanciatori di giavellotti e frecce, ognuno deve dimostrarsi insuperabile, solo chi e' straordinario vince.
Mettendo in pratica l'insegnamento del vecchio stratega, Totila attacca subito gli imperiali nella piana di Faenza. Spinge l'ala destra verso la laguna. La cavalleria bizantina s'impantana. La battaglia e' vinta. Attraversa rapido gli Appennini e, nella piana del Mugello, s'incontra con un altro esercito degli imperiali. Finge di ritrarsi e poi contrattacca con inaudita violenza. Seconda battaglia, seconda vittoria. Si assesta. Fa riprendere fiato agli uomini e ai cavalli. Ora si marcia alla volta di Roma.
I generali bizantini, nella capitale, si preparano a fortificare la citta'. Raccolgono il maggior numero possibile di armati, facendone arrivare anche da Napoli, Roma attende l'arrivo dell'esercito di Totila. Ma l'esercito non arriva. Nottetempo, l'armata degli scombinati guerrieri ha superato la capitale e sta per raggiungere Napoli. Gli assediati rimangono di stucco. Maggiormente attoniti rimangono i napoletani quando, all'improvviso, si vedono arrivare addosso quegli impossibili soldati, che, dall'aspetto nulla hanno a che vedere coi normali barbari. Ma chi se li aspettava questi? Fanno appena in tempo a chiudere le porte, perdipiu' si ritrovano pure con la guarnigione dimezzata. Napoli resiste qualche mese, poi, nella tarda primavera del 543 e' costretta a crollare.
All'ingresso dei soldati di Totila succede un fatto incredibile. I napoletani fuggono qua e la', le donne con in braccio i bambini si gettano in ginocchio chiedendo pieta'. Ma i vincitori non inseguono nessuno, sorpassano donne atterrite, imploranti, senza accennare un gesto di aggressione. "Ma come" esclama incredula una donna bianca in  viso "questi non stuprano?" Gli strazzacioch si limitano a catturare i superstiti del presidio bizantino. Poi, e qui sembra quasi un lazzo della fiera del Bengodi, i cucinieri dell'esercito dei contadini e schiavi distribuiscono cibo alla popolazione affamata. Sia chiaro, non si tratta di un comportamento spontaneo e naturale. Totila, prima dell'attacco finale, era stato esplicito: "Ascoltatemi tutti quanti, mi rivolgo in particolare ai miei conterranei goti, il primo che entrando a Napoli si permettera' di allungare una mano su un abitante, sia esso femmina o maschio, sara' decapitato sul posto. Lo stesso per chi fara' razzia... anche di un pollo". E ognuno sa che Totila non parla mai per gioco. I napoletani non credono ai loro occhi. Portano ancora addosso i segni dell'ingresso degli imperiali... avvenuto qualche anno prima: massacri, stupri e rapine a non finire! Nello stesso anno, i cittadini di Milano erano stati passati a fil di spada in massa dai Goti, e questi di dove vengono? Cosa ci sta sotto a 'sta sceneggiata della benevolenza pacificante?
Ci sono gli storici a spiegarcelo: "Quel comportamento benevolo e civile e' dettato da una scelta tattica e politica. Il re Goto e' conscio del fatto che i Bizantini e l'Imperatore che li ha spediti in Italia stanno godendo, in questi tempi, di una pessima reputazione: i suoi eserciti si sono comportati come orde di criminali, violenti e infami. L'amministrazione della giustizia e del fisco e' ancora piu' feroce e spietata. I cittadini cominciano a odiare anche il clero che li appoggia. Quindi, mostrarsi umani e miti e' di certo il modo migliore per guadagnarsi la simpatia e la benevolenza della intiera penisola".
E' sempre piu' incredibile, a nessuno di questi "soloni" sfiora il dubbio che non di furbizia e basso calcolo si tratti ma piuttosto di semplice coerenza. Se un uomo, con un gesto magnanimo, ha deciso di distribuire la terra ai poveri cristi che lavorano, li accoglie nelle file del proprio esercito trattandoli da individui liberi, come puo' scatenarli poi come accozzaglia di animali feroci a stuprare e scannare altri poveri cristi? Nossignori, se un re barbaro si comporta da buon cristiano mite e magnanimo, c'e' senz'altro sotto il trucco! Fatto sta che, invece, i napoletani, che pure hanno inventato il detto; "Ca' nisciuno e' fesso", gli danno fiducia, gli sono grati per l'amabilita' che il re barbaro dimostra loro coi fatti.
Quando poi scoprono che, in gran numero, i soldati dell'esercito goto sono ex servi, braccianti, schiavi liberati e gratificati dal dono di terre, la loro stima si trasforma in appassionata ammirazione. Con l'assedio, Totila e' riuscito a bloccare, nel porto di Napoli, le navi della flotta di Bisanzio. Le ha catturate e ha offerto, a capitani napoletani e della costa fino ad Amalfi, il comando di quei navigli. E' riuscito, con un colpo di fortuna, a catturare altre navi bizantine accorse nel golfo per portare soccorso agli assediati.
Per l'imperatore Giustiniano la caduta di Napoli e la perdita della flotta e' un colpo nello stomaco. Egli aveva sottovalutato la riscossa dei Goti, soprattutto s'era fatto matte risate quando gli avevano raccontato di Totila che stava raccogliendo e allenando una banda di morti di fame e di schiavi. Adesso, sorpreso e scornato, deve ricorrere subito ai ripari. Richiama Belisario, che aveva bellamente licenziato e messo a riposo, lo riassume con tante scuse, e lo invia in Dalmazia col compito di ricostruirsi, a sua volta, un nuovo esercito. Belisario non ottiene pero', dall'Imperatore, che gli sia concessa la sua guardia personale, che conta piu' di 500 uomini; raggiunge per mare la costa slava e inizia l'arruolamento di truppe mercenarie, passando voce in mezzo ai barbari. Ma i professionisti costano, e lui dispone di un capitale modesto; percio' ingaggia gente del luogo, dalmati e croati che dovra' addestrare da zero.
Vuoi vedere che sono di nuovo contadini?

La campanella viene a interrompere la lezione del Professor Rossi
"Acc... proprio sul piu' bello... speravo di finire oggi ma mi sa che ce n'e' per un'altra lezione..." dice chiudendo il libro di Dario Fo, "La vera storia di Ravenna" (edito dalla Franco Cosimo Panini Editore) da cui ha appena finito di leggere le pagine dalla 269 alla 275.
 
 
Simone Canova, Jacopo Fo, Gabriella Canova, Maria Cristina Dalbosco e Manuela Spacca
www.alcatraz.it
 
Per cancellarti da questa newsletter manda una e-mail vuota a
[EMAIL PROTECTED]
 
Per commentare questa news clicca qui
http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=1235
Per iscrivere un amico o un amica clicca qui:
www.alcatraz.it/mailinglist.html
Per l'archivio di tutte le news clicca qui
Per la homepage di Alcatraz.it clicca qui
www.alcatraz.it
Per i tuoi bio-regali clicca qui
www.commercioetico.it

Rispondere a