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Il quotidiano delle buone notizie comiche L'essenziale delle notizie � sempre vero 7 settembre 2002 Edizione del sabato
Le idee del terzo
millennio
di Jacopo Fo
Un nuovo mondo e'
possibile.
Il mondo si cambia attraverso miliardi di micro cambiamenti. (Introduzione per le persone che sono molto angosciate per l'inquinamento e la guerra. Chi non e' affranto da queste preoccupazioni puo' non leggere.) L'umanita' e' a un punto di svolta. Un punto
cruciale. Gli scienziati ci hanno avvertito che abbiamo solo 48 anni e poi
l'ambiente collassera'. Non e' una buona notizia. La depressione e la sindrome
della stanchezza cronica infuriano, i tumori della pelle e le allergie si
verticalizzano, la fertilita' maschile e' in crisi, l'inquinamento dei mari fa
impazzire le balene che vanno ad arenarsi sulle spiaggia a centinaia e i potenti
del mondo non trovano di meglio da fare che organizzare nuove guerre. Mai come
oggi l'Occidente ha mostrato di essere vulnerabile al terrorismo, alle truffe
azionarie, alle truffe su alimenti e medicinali e alla follia.
Oggi la maggioranza dei cittadini dei paesi ricchi ha sperimentato sulla propria pelle, e sul proprio portafoglio, che il sistema del Capitalismo del Dolore non e' degno di fiducia e non e' in grado di proteggere i loro interessi elementari e neppure la loro vita. I cittadini dei paesi poveri lo sanno da sempre. In questo momento e' immaginabile che l'umanita' entri in una spirale autodistruttiva e superi il punto di non ritorno, e nel giro di questo secolo gli umani spariranno, rimpiazzati dal futuro avvento della civilta' degli scarafaggi. Ma forse l'umanita' sara' ancora in grado di regalarci sorprese. Forse possiamo esibirci in uno di quei salti quantici della civilta' che hanno reso grande la nostra specie. Le probabilita', se freddamente calcolate, danno per abbondantemente vincente la prima ipotesi. Gli esseri umani sono sufficientemente coglioni da sterminarsi da soli. Cosi' facendo onorerebbero lo scienziato cinese che ha teorizzato che i dinosauri si siano estinti perche' mangiavano troppa erba e facevano scoregge tanto potenti da rendere l'aria irrespirabile per loro stessi. Teoria idiota, certamente, ma di grande potere evocativo. E' sbagliata se applicata ai dinosauri ma diventa una parabola perfetta se riferita al destino umano piu' probabile: ci stiamo suicidando di scoregge. Esattamente come, pare, abbia fatto un tale statunitense, che non comprese il rischio mortale insito nella sinergia tra un'alimentazione a base di cavoli e fagioli e il vivere in una stanza minuscola senza aprire mai porte e finestre. L'ultima flatulenza gli e' stata fatale. Ma e' anche vero che la storia, grazie a Dio, non procede linearmente ma a salti e che, a volte, non sono le opzioni piu' probabili quelle che si realizzano. Dal punto di vista della mera legge delle probabilita' la vita stessa e' un fatto totalmente improbabile. Per non parlare della sopravvivenza dei primi esseri umani. L'analisi del codice genetico ci ha consentito di scoprire che tutti gli umani sono discendenti da una decina di antenati comuni. Cioe', ci fu un tempo nel quale eravamo in via d'estinzione piu' dei panda e nessuna persona sensata avrebbe scommesso sulla nostra esplosione demografica. E che probabilita' aveva una scimmia glabra di scoprire il fuoco, inventare l'agricoltura, fondere i metalli? E come si poteva immaginare ai tempi di Re Sole che di li' a poco le macchine avrebbero dominato il mondo e una classe sociale di imprenditori avrebbe tolto ogni autorita' alla nobilta' mondiale? E chi, solo 30 anni fa, avrebbe potuto immaginare il personal computer, il cellulare o la nascita del microcredito e del commercio equo e solidale? Per non parlare del crollo del Muro di Berlino o del crollo della Enron e della Worldcom e di altre 20 societa' tra le piu' potenti del mondo. E neppure Bush, che si crede molto intelligente e che sul suo tavolo aveva un rapporto che annunciava l'11 settembre, riusci' a immaginare con un'ora di anticipo cosa stesse succedendo (o almeno, cosi' si dice). Quindi trovo che l'essere a un bivio drammatico e la mancanza di probabilita' positive non ci debbano preoccupare piu' di tanto. La specie umana puo' superare questa crisi spaventosa e continuare a esistere. Certo servira' tutta la nostra energia, perche', comunque, realizzare l'impossibile, anche se e' possibile, richiede una passione esagerata. Ma sono certo che quasi nessuno si agitera' troppo
a causa di questo stato di emergenza.
In effetti la stragrande parte dell'umanita' e' talmente impegnata a sopravvivere, tra miseria, drammi sentimentali, pettegolezzi, solitudine, malattie e rate del mutuo da pagare che non ha proprio il tempo di occuparsi dei destini del mondo. E, anzi, l'idea che tutto scompaia molti non la disprezzano. Nel senso che sarebbe una bella soddisfazione se dopo la mia morte voi tutti, brutte merde, doveste scomparire in una nube radioattiva. Ci vuole del bel fegato a desiderare che il mondo ritorni a essere un paradiso di abbondanza, natura e amore dopo che tu sei morto e dopo che tutti gli stronzi del mondo hanno fatto gli straordinari per inzaccherarti di merda l'esistenza. In fondo abbiamo desiderato tutti un bel giudizio universale con un Dio vero e incazzato che manda nelle fiamme eterne i bastardi figli di iene. Altro che un Dio d'amore ci vorrebbe qui. Servirebbe un Dio alla Tutankamen, che quando gli girano ti fa Sodoma e Gomorra, distrugge il Tempio, devasta Gerico e se becca quei maiali dei babilonesi poi rimpiangono il giorno che sono nati... Proprio questo e' il problema.
Chi volete che voglia fare qualche cosa in questa drammatica situazione psicosomatica individuale? Date retta a me. Nessuno fara' niente se, insieme alla sopravvivenza dell'umanita', non sapremo proporre anche delle feste danzanti piu' coinvolgenti e dei rapporti amorosi appaganti in maniera assolutamente eccezionale. Quindi, se vogliamo salvare il mondo dobbiamo anche chiederci se siamo, prima, capaci di dare un senso positivo alla nostra vita. Ed e' mia convinzione che questa impresa sia ancora piu' difficile del fermare l'inquinamento e la guerra. Ecco la questione: il senso della vita. Senza il senso della vita l'umanita' non fermera' l'autodistruzione, sostanzialmente perche' sente istintivamente che la vita umana cosi' com'e', e' gravemente impestata da orrori e crudelta' senza limiti. L'umanita' e' infetta e se non si trova modo di curarla e' meglio che la malattia finisca di divorarla al piu' presto. Cosi' almeno, forse, si salveranno altre specie animali e, tra qualche milione di anni, qualcun altro potra' riprovare a dar vita a una civilta' intellettualmente evoluta. Una profonda rivoluzione del modo di intendere
l'esistenza e' a questo punto essenziale quanto i profondi cambiamenti sociali e
tecnologici. E potremmo cambiare in tempi brevissimi il nostro punto di vista.
E' gia' successo, ad esempio negli anni '60: nel giro di pochissimo tempo
milioni di donne decisero di accorciare le loro gonne e milioni di uomini
decisero di lasciarsi crescere i capelli. Il che corrispose a una potente ondata
di attivita' musicale e sessuale a livello planetario.
Certo un conto e' accorciare le gonne, un conto e' cambiare il modo di sentire la vita... ma chi lo sa, forse esce un bel film d'amore, oppure sorridere diventa una psicosi di massa. Non so, lo ripeto, e' piu' probabile la fine del nostro mondo. D'altra parte se non succede cosi' come puo' succedere? Oppure pensate che si possa durare a lungo in questo stato? Beh, si', in effetti potrebbe anche darsi che venga fuori una terza ipotesi. A un certo punto l'aria iniziano a vendertela in comode bombole e chi non ha da pagare deve imparare a non respirare. E se non ci riesce smette di vivere in modo attivo. Insomma muore. Si agitano un po' prima di morire ma le bombe atomiche fanno miracoli. Sopravvivono 500 milioni di benestanti e loro servitori indispensabili (la cameriera marocchina ha difficolta' a far da mangiare senza respirare e le prostitute non riescono ad applicarsi ai rapporti orali in apnea). Lo sconvolgimento psicologico e il senso di colpa rendono l'ecologia religione planetaria. Si stabilisce la pena di morte per chi utilizza petrolio come combustibile e dopo 100 anni di sforzi paurosi l'equilibrio biologico viene grossomodo ripristinato e parte una nuova civilta', etica e amorevole, straziata dalla vergogna di discendere da chi ha avuto il coraggio di sopravvivere al massacro di miliardi di persone lucrandoci sopra fino all'ultimo. Non vorrei essere nei panni degli psicoanalisti del futuro... insomma, uno schifo. Quindi, vi prego, lasciatemi l'illusione che sia ancora possibile salvare l'umanita' evitando l'olocausto di chi ha meno di un milione di dollari in banca. Dai, su, ammettilo, non sarebbe poi cosi' impossibile! forse potremmo arrivare a dire, sinceramente: "L'aver conosciuto questo mondo e gli altri membri della specie umana e' per me e' un'esperienza positiva. Lo rifarei!". Ma serve che siano milioni le persone che sentono di rispondere cosi'. Allora, e solo allora, la specie umana avra' una possibilita'. La conoscete la storia di Sodoma? C'era un uomo pio che chiese a Dio di non sterminare gli abitanti di Sodoma. E Dio chiese: "Ci sono 10 uomini probi nella tua citta'?" Ma quello non riusci' a elencarne neppure un altro oltre a se stesso. E allora Dio disse: "Se di uomini buoni non ce ne sono nemmeno 10, togliti di li' e non scocciare". Dopodiche' distrusse Sodoma e pure Gomorra, dove di brave persone non ce n'era neanche una. Fatte le debite proporzioni, e ipotizzando che Sodoma avesse 10 mila abitanti abbiamo bisogno almeno 10 esseri umani positivi ogni diecimila per sperare di rimandare la fine del mondo (in effetti Dio non specifica a che livello di percentuale di buoni sarebbe scattata l'opzione "non distruggere Sodoma" ma dieci su 10 mila mi sembra una percentuale trattabile). Insomma io punterei (essendo noi sul pianeta poco piu' di 7 miliardi) sul raggiungere i 7 milioni di persone soddisfatte del fatto di esistere e desiderose di lasciare ai posteri un mondo migliore. E in piu' dovremmo costituire una qualche sorta di sistema di collaborazione. Ci sono 7 milioni di persone positive? Riusciremo a trovarle? (telefonateci). Associati a Cacao - Sostieni la
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