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[Libri]
*** CENSURA ***
Le 25 notizie pi� censurate nel 2003
ed. Nuovi Mondi Media
"CENSURA" e' l'edizione italiana di "Censored 2004", la prestigiosa raccolta annuale
delle piu' importanti notizie censurate dai
grandi mezzi di comunicazione realizzata da Project Censored, un autorevole gruppo
statunitense di ricerca sui media che da
ventisette anni e' impegnato per la liberta' d'informazione.
"Censura" e' il risultato di un lavoro annuale di selezione tra migliaia di notizie
condotto, nella Sonoma State University, da
oltre 200 fra studenti, giornalisti e studiosi di prestigio, tra cui Noam Chomsky,
Norman Solomon e Howard Zinn.
Per acquistarlo direttamente online http://www.commercioetico.it
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-~-~-~-~-~ 3 aprile 2004 -~-~-~-~-~
Edizione del sabato
Sara' il Venezuela il prossimo?
di Saul Landau, ricercatore presso l'Institute for Policy Studies. Insegna alla Cal
Poly Pomona University. Traduzione di Claudio
Carello per Nuovi Mondi Media (http://www.nuovimondimedia.it)
La follia dilaga - Tocchera' al Venezuela?
Una volta qualcuno chiese al Mahatma Gandhi cosa ne pensasse della civilta' in
occidente. "Credo che sarebbe una buona idea",
rispose.
Un'altra idea geniale sarebbe la democrazia in America Latina, se solo gli Stati Uniti
lasciassero fare. Tradizionalmente, quando i
sudamericani eleggono governi che mostrino l'intenzione anche solo vaga di voler
redistribuire l'asimmetrica ricchezza nazionale a
favore dei poveri, i funzionari USA vanno su tutte le furie e fanno indire nuove
elezioni, dalle quali uscira' un candidato
filoamericano.
Ma questa fusione tra elezioni popolari e investiture imperiali, occultata da
Washington con la retorica, e' a malapena sufficiente
per assicurare la stabilita' del Sud America.
Anzi, dal '99 ad oggi sette capi di stato della regione hanno lasciato prima del
termine del loro mandato.
In ottobre, quattro mesi prima che i francesi e gli americani dessero il benservito a
Jean-Bertrand Aristide, presidente legalmente
eletto di Haiti, il presidente Gonzalo Sanchez de Lozado, certamente non
antiamericano, e' fuggito a Miami dalla Bolivia. Erano
scoppiate feroci proteste popolari contro la sua politica economica filoamericana.
Allo stesso modo Raul Cubas, presidente del Paraguay, ha dovuto abbandonare di fronte
a pesanti contestazioni, sfociate a volte in
sommosse.
Anche Jamil Mahuad, presidente ecuadoregno sostenitore del libero mercato, e' stato
cacciato.
Il popolo peruviano ha praticamente eletto il fascistoide Alberto Fujimori,
attualmente in esilio in Giappone ed accusato di gravi
reati in patria, il quale aspira a un ritorno alla presidenza del Peru. Alejandro
Toledo, successore di Fujimori quando questi cadde
in disgrazia, ha seguito i dettami USA sul libero mercato causando gravi tumulti.
Nel dicembre 2001 l'economia argentina e' crollata e Fernando De la Rua ha dato le
dimissioni in seguito alla rivolta popolare
contro le politiche neo-liberiste.
Le politiche economiche filoamericane (a sostegno del libero mercato) hanno causato il
disfacimento di questi regimi.
"Filoamericano", pero', non e' la parola giusta per descrivere il venezuelano Hugo
Chavez, l'attuale bersaglio delle operazioni
segrete di destabilizzazione. Nel 1998, il 49enne ex-paracadutista ha ottenuto un
ampio sostegno nelle elezioni presidenziali, ed e'
stato rieletto nel 2000, con mandato di sei anni. I leader dell'opposizione sostengono
che Chavez voglia trasformare il Venezuela in
un sistema di tipo cubano. Avendo miseramente fallito un putsch nel 2002, la cricca di
cospiratori Washington-Caracas ha indetto un
referendum che annullasse i risultati elettorali, per andare di nuovo alle urne. Il 9
marzo, pero', il Consiglio Elettorale del
Venezuela ha annunciato che degli oltre 3 milioni di firme raccolte solo 1.830.000
hanno passato le ispezioni. Con 2,4 milioni di
firme si sarebbe andati a nuove elezioni. Il 15 marzo la Corte Suprema del Venezuela
ha annullato la decisione del Consiglio. Il
Consiglio Elettorale ha quindi fatto ricorso in appello presso un altro ramo della
corte suprema, che ha imposto al Consiglio stesso
di consegnare tutto il materiale pertinente al caso. Il Consiglio ritiene di essere
l'unico organo costituzionalmente competente per
quanto riguarda le procedure di annullamento. Chavez dice che si atterra' alla
decisione della corte.
Paradossalmente, alcuni membri dell'amministrazione Bush, che nel 2000 diedero una
mano a truccare il voto in Florida, hanno
accusato Chavez di brogli elettorali. I funzionari di Bush chiamano Chavez "il
compagnuccio di Fidel" e si fanno beffe delle sue
parole di fuoco contro l'imperialismo USA, che considerano un gesto di disobbedienza.
I ricchi, i loro rappresentanti politici, i boss dei media e i piu' noti dirigenti ed
ex-manager della compagnia petrolifera
statale, in compagnia dei loro amiconi leader dei sindacati petroliferi d'elite, hanno
cercato senza successo di disfarsi di Chavez
con un colpo di stato nell'aprile 2002. Questi ex-golpisti e i loro sostenitori su,
alla Casa Bianca, hanno avuto anche la faccia
tosta di sostenere che e' stato Chavez, non loro, a minare la democrazia.
Immaginatevi i funzionari americani che osano accusare altri di minare la democrazia
mentre continuano a ficcare il loro sudicio
naso negli affari di Haiti, dopo aver rovesciato Aristide.
Recentemente Chavez ha citato nei suoi discorsi alcuni documenti ottenuti grazie alla
Legge sulla Liberta' d'Informazione, che
dimostrano come agenzie USA abbiano finanziato gli ex-golpisti. Chavez ha intimato
agli Stati Uniti di "tener giu' le mani dal
Venezuela". Quei documenti dimostrano che il "Sumate" (un gruppo che gestisce la
raccolta di firme contro Chavez) ha ricevuto 53.400
dollari dal National Endowment for Democracy (NED, Fondo Nazionale per la Democrazia),
un organismo finanziato dal Congresso Usa, il
cui scopo e' sostenere economicamente la causa del consolidamento della democrazia.
Gli organizzatori della campagna per
l'annullamento dell'elezione di Chavez, hanno anche fomentato veementi manifestazioni
di piazza costate almeno otto morti.
Ci sono membri delle classi privilegiate che vanno in giro per i loro quartieri
battendo pentole e padelle (quando a casa gli unici
che le toccano sono quelli della servitu'), mentre agenti sostenuti dagli USA pagano
alcuni tra i numerosissimi poveri del Venezuela
per rendere piu' violente le proteste. In queste tattiche c'e' una forte eco di
formule gia' testate da parte della CIA, come quelle
usate per fomentare la rivolta contro il governo di Salvador Allende in Cile, tra il
'70 e il '73.
"E' tutto in nome della democrazia", ha detto Jeremy Bigwood, il giornalista che si e'
procurato i documenti che provano la
complicita' USA, "ma e' un'ipocrisia. Il Venezuela ce l'ha gia' un presidente
democraticamente eletto grazie al voto popolare, al
contrario degli Stati Uniti. (Andrew Buncombe, 13 marzo, Independent)
L'obbiettivo del NED sono i leader stranieri che non hanno abbastanza fiducia nel
libero mercato e nella privatizzazione, o che
vogliono che il governo abbia un ruolo attivo nell'economia. Per esempio, il NED ha
preso di mira Aristide a causa del suo rifiuto
di accettare totalmente le richieste dei privatizzatori come l'FMI e il governo USA:
ha mandato soldi agli oppositori del
presidente, mentre lo stesso governo USA ha tagliato prestiti, crediti e aiuti al
governo haitiano. Washington, tuttavia, non puo'
usare queste tecniche in Venezuela senza temere una politica di rappresaglia
petrolifera da parte di Chavez; ha pero' assoldato uno
storico alleato dei tempi della Guerra Fredda, il dipartimento di politica estera
dell'AFL-CIO, (il piu' importante sindacato
americano), ovvero l'American Centre for International Labor Solidarity (Centro per la
Solidarieta' Internazionale del Lavoro).
L'AFL-CIO, pur perdendo iscritti in patria, non ha esitato a spendere i soldi dei
lavoratori per istruire e dare consulenza alle
forze di opposizione anti-Chavez.
Il governo USA agisce a grandi linee come organizzatore per riunire tutti i sindacati
contrari a Chavez e quei partiti politici
ormai screditati, come Azione Democratica e il COPEI, i cui passati governi hanno
prosciugato le ricchezze nazionali nel giro di una
quarantina d'anni.
Chris Sabatini, direttore del NED per l'America Latina, sostiene che la sua agenzia
vuole solo "costruire uno spazio politico"
(Independent, 13 marzo). Tali affermazioni paiono risibili, ma la ridicolaggine da
sola non basta a guastare questa apparente
democraticita'. Nella realta' la preoccupazione americana per la democrazia viene
fuori solo quando questo storico modello ideato
dai greci comincia a funzionare bene per i poveri.
Nel Cile dei primi anni '70 e nel Venezuela di oggi i benestanti gridano "democrazia!"
solo quando le loro ricchezze sono minacciate
da politiche fiscali volte ad aiutare i poveri. I media, in mano ai ricchi, non
raccontano di quando i passati governi "democratici"
prosciugavano regolarmente le finanze venezuelane; hanno pero' diffuso il panico
riguardo ai bilanci di Chavez, le cui priorita'
sono la sanita' pubblica e l'istruzione (cose che ai ricchi non interessano), e
sperano in un intervento piu' deciso da parte degli
Stati Uniti.
Le truppe americane sono intervenute molto spesso nella regione durante il 19mo ed il
20mo secolo. Dopo aver occupato Haiti per
trent'anni (1914-34), i marines cedettero le redini del governo a lacche'
militarizzati che soffocarono il popolo nella repressione,
rimanendo fedeli a Washington. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, mentre la democrazia
diventava un bene esportabile (come anche
l'integrazione razziale negli anni '60), la CIA ne cambiava la definizione per farla
coincidere con gli interessi politici americani
nel mondo.
La piu' grande democrazia del pianeta ando' a rovesciare il governo legittimamente
eletto in Iran (1953), per le sue idee sulla
nazionalizzazione del petrolio, e quello del Guatemala (1954), per aver ridistribuito
a contadini senza terra alcuni dei terreni
incolti della United Fruit Company, dopo aver concesso a quest'ultima un indennizzo in
base al valore imponibile dichiarato.
Gli Stati Uniti hanno l'usanza di togliere di mezzo candidati "non graditi" usciti
vincitori dalle elezioni, sostituendoli con un
candidato piu' obbediente.
Negli anni '60, attivita' segrete degli USA agevolarono la deposizione del presidente
riformista del Brasile, Joao Goulart (1964), e
riempirono i forzieri dei candidati amici in tutto il Sudamerica.
In risposta alla rivoluzione cubana, le campagne di controinsurrezione finanziate
dagli USA andarono a rafforzare gli elementi piu'
antidemocratici dell'America Latina; contemporaneamente i presidenti Kennedy e Johnson
decantavano l'importanza dell'Alleanza per il
Progresso nel processo di democratizzazione. Ma l'Alleanza in Sudamerica ricevette
finanziamenti ridicoli al confronto di quelli
elargiti all'esercito.
Nixon autorizzo' lo spodestamento della coalizione socialista di Salvador Allende in
Cile, portato a termine col sanguinoso golpe
del '73, e la creazione di cio' che l'ambasciatrice di Reagan all'ONU Jean Kirkpatrick
defini' semplicemente come governo
"autoritario", in contrapposizione ai cattivissimi governi "totalitari". "I regimi
autoritari possono essere cambiati", sosteneva,
"mentre quelli totalitari rimangono immutabili". Non faceva menzione del fatto che
anche i governi autoritari sorretti dagli USA in
buona parte dell'America Centrale e Meridionale facevano fuori i loro antagonisti. I
regimi totalitari perlomeno offrivano dei
servizi e, come si e' visto in seguito, potevano a loro volta cambiare o crollare. La
Kirkpatrick era fermamente convinta che
l'America Centrale fosse la regione piu' importante al mondo. Immaginatevela mentre lo
dice durante una perizia psichiatrica!
Per quanto ideologicamente bizzarri, Jean Kirkpatrick e la sua schiatta si sono
dimostrati freddi calcolatori nel loro sostegno alle
operazioni segrete di guerra in Nicaragua per rovesciare i Sandinisti (1979-80), e ai
golpe militari (ma autoritari) contro governi
in carica negli anni '70 e '80.
Nel 21mo secolo, la Casa Bianca da' prova della sua evoluzione rimuovendo Aristide, e
sventolando come scusa la sua antipatia per la
democrazia. Queste sono le parole del Consigliere per la Sicurezza Nazionale
Condoleeza Rice :"Siamo convinti che il presidente
Aristide abbia perso la capacita' di guidare il suo popolo poiche' non governava
democraticamente" (14 marzo, nel programma NBC
"Meet the press"). Non ha fornito alcuna prova al riguardo.
I Chavistas (sostenitori di Chavez) hanno seguito il dramma di Haiti con la
consapevolezza di chi sa di essere il prossimo nella
lista di Bush.
Sia l'Inviato Speciale per l'Emisfero Occidentale Otto Reich, sia il Vicesegretario di
Stato per gli affari emisferici Roger Noriega
non hanno fatto mistero delle loro intenzioni aggressive.
Mentre la follia dilaga, i seguaci di Chavez, in massima parte poveri come l'80
percento dei venezuelani, capiscono sempre piu'
chiaramente i loro nemici. Comprendono anche cosa fare per cambiare la propria storia:
hanno eletto un presidente, e la democrazia
impone che prevalga la loro volonta', quella della maggioranza.
Il giorno in cui Bush credera' in questo semplice assunto mi crescera' l'erba sulle
mani. Quindi all'erta companero Hugo e membri
dei Circoli Bolivariani!
Traduzione di Claudio Carello per NuoviMondiMedia
Fonte: http://www.counterpunch.com/landau03252004.html
Simone Canova, Jacopo Fo, Gabriella Canova, Maria Cristina Dalbosco
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