--- Mar 29/4/08, Marco Ermini <[EMAIL PROTECTED]> ha scritto:

> Da: Marco Ermini <[EMAIL PROTECTED]>
> Oggetto: Re: [Cug] [OT] Le vostre esperience nel estero
> A: "AreaNetworking Cisco Users Group" <[email protected]>
> Data: Martedì 29 Aprile 2008, 23:24
> On Tue, Apr 29, 2008 at 2:20 PM, Andrea Pezzotti
> <[EMAIL PROTECTED]> wrote:
> [...]
> Personalmente trovo che non ci sia paragone con
> l'Italia. Ovviamente
> l'esperienza che uno può avere è sempre personale.
> però mediamente,
> fuori dall'Italia si considera l'ICT - e
> l'innovazione e la ricerca in
> generale! - come molto più importante, e in genere non
> esiste che il
> più "basso" dei tecnici prenda come una donna
> delle pulizie - questo
> non succede né a Londra né in Germania, ma succede
> benissimo in
> Italia.
> 

Io quoto Marco. 
L'esperienza all'estero non e' sicuramente facile per vari motivi (lingue, 
cultura, abitudini, clima) ma ha molti vantaggi (lingue, cultura, 
flessibilita', dinamismo, cv internazionale, esperienza, ecc.)
Io lavoro a Brussels per IBM. Uno dei grossi vantaggi qui e aprire monster e 
trovare un sacco di offerte di lavoro interessanti. Lo svantaggio e' che non e' 
automatico essere assunti, bisogna passare molteplici fasi di colloqui e la 
concorrenza e' agguerrita. Soprattutto qui dove se non parli fiammingo sei 
scartato nel 60% dei casi e del restante 40% se trovano un belga con 
equivalente esperienza assumono lui (sanno gia' che tu ritornerai in Italia un 
giorno). In ogni caso l'ambiente e alquanto internazionale. 
Dall'altra parte ho avuto modo di testare anche la Francia. I francesi 
geralmente sono piu' chiusi ma non posso negare che alla fine l'anno scorso 
sono andati bene un paio di selezioni e alla fine se volevo potevo firmare i 
contratti (poi invece ho scelto brussels).
In ogni caso l'IT qui e' un altro mondo, non e' il paradiso ma c'e' sicuramente 
un'attenzione molto diversa rispetto alle esperienze che ho avuto in Italia.
Stipendi piu' alti, si', ma anche tasse e affitti piu' alti. In ogni caso i 
soldi che metti da parte all'estero sono superiori a quello che riusciresti a 
mettere da parte in Italia. E quando torni in patria, per quanto poco, la 
differenza la vedi. 
Per quanto riguarda fidanzate ecc.. Ho un collega che torna in Italia ogni 2 
settimane per vedere la fidanzata. E idem la sua fidanzata vola qui circa 2 
volte per mese. Avere una compagnia low cost vicino casa aiuta moltissimo, per 
me e' quasi un prerequisito!
Poi.. sara' che lavoro in un'azienda fantastica, ma qui i manager hanno 
un'altra stoffa. Sanno fare i manager, trattare con le persone, trattarti bene, 
venirti incontro, essere flessibili, fare meeting e parlare dei problemi (reali 
e tuoi). In Italia (ho lavorato con piccole aziende e con una multinazionale) 
non ho mai visto questo. Idem i colleghi, disponibili e gentili, sempre. Se non 
lo fossero potrei parlarne col mio manager senza alcun problema. Il mio manager 
a fine anno sarebbe costretto a basare la quotazione del premio produzione di 
questo collega in base a questi feedback raccolti. Ovviamente posso dare un 
feedback anche ai managers.
Insomma funziona piu' la meritocrazia che la simpatocrazia.
Esiste questo in Italia? Se si' ditemelo pls. Marco, esiste questo in Germania? 
Funziona?
Per il resto ammetto che la qualita' della vita e piu' alta in Italia (almeno 
nel paesello da dove vengo io). Anche confrontandomi con altri colleghi del 
'sud Europa' (Italia, Spagna, Marocco). Tutti confermano una migliore qualita' 
della vita verso sud (il clima fa tanto, il sole rende felici, il grigo no!). 
Chi resta qui a lungo lo fa per lavoro o amore. Ammetto che vorrei tornare in 
Italia e ci tornero' ma ammetto che se tornassi indietro rifarei questa 
esperienza nonostante tutte le difficolta' incontrate. 
E poi.. siamo o non siamo in Europa? ci sono le low cost per tornare, skype per 
telefonare e vedersi. Internet per lavorare ovunque (spesso riesco a tornare a 
casa un we e lavorare da casa il ven e il lunedi per poi ripartire). 
Certo andare all'estero non e' obbligatorio e non e' per tutti, bisogna partire 
convinti del salto. E se va male, perche' no, tornare indietro. Meglio tentare 
e sbagliare che avere il rimorso di non aver mai tentato. 
In bocca al lupo!

Oliver


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