Non che debba rispondere per forza ma solo alcune precisazioni... 2008/4/30 Andrea Pezzotti schreiben: > Il 29 aprile 2008 23.24, Marco Ermini <[EMAIL PROTECTED]> ha scritto: > > > Forse non ve ne siete accordi, ma in Italia è ormai impossibile uscire > > da un supermercato senza spendere meno di 50 €. [...] > E' vero, ma ogni proporzione è comunque soggettiva, la spesa costa > comunque 50 euro ma il tuo stipendio diviso quei 50 da un valore > diverso per ognuno.
Sono d'accordo, ma ho premesso che acquisto le stesse cose in entrambi i posti. Se un'esperienza soggettiva è condivisa dal 100% dei soggetti (ormai siamo un bel pacco di Italiani qua a Düss!! ;-)) significa che forse trascende nell'oggettività ;-) lo schiaffo morale me l'ha dato il vino, quello Italiano, che in Germania costa meno - i supermercati tedeschi comprano all'ingrosso e tutti insieme, quelli italiani sono disorganizzati e si rifanno sul consumatore, in linea di principio... I prezzi comunque li fa sempre il mercato. I tedeschi molto semplicemente non sono disposti a spendere più di tot per il cibo. Gli italiani invece sono pazzi per il cibo, basta vedere i carrelloni sistematicamente pieni ogni sabato pomeriggio nei supermarket, di cose che poi in gran parte scadranno o che diventeranno soltanto inutile tessuto adiposo :-) i tedeschi mangiano perché devono, gli italiani perché piace... Il nocciolo della questione è che i consumatori tedeschi non si fanno gabbare come quelli italiani. Qua ancora ti danno un centesimo di resto quando te lo devono dare, non arrotondano... tanto per farvi capire la mentalità. [...] > Come Copenhagen è considerata cara, invece ho trovato costi medi > simili a Milano, solo alcool e sigarette sono un pò esagerati. Ma questo è fatto _apposta_ e ti dirò, sono d'accordo :-) (alcool - non consideri la birra, che costa meno dell'acqua...) > > Londra può essere cara, ma tu non devi mica vivere nella City. In > > genere prendi uno stipendio molto simile anche se vivi a Windsor, a > > Slaught o a Reading, quindi la convenienza rispetto all'Italia è > > notevole. E non mi venite a dire che Slaught fa schifo perché voglio > > sentirvi dire che tutti gli "-ate", Agrate, Segrate, Carugate, ecc., > > sono meglio :-) > > Eh no...tu mi paragoni l'hinterland di una città come Milano, alle > cittadine immerse nel verde o nelle paludi londinesi?! Maddai... In che senso? non capisco cosa sia meglio e cosa sia peggio per te - né dove siano le paludi a Londra :-) Ho visto bene questi sobborghi in entrambi i casi - in confronto a Windsor, Agrate Brianza sembra Città del Messico... > > volete posso portarvi _numerose_ testimonianze... Posso raccontarvi > > di un mio ex collega che si è trasferito sulle colline di Edimburgh e > > con gli stessi soldi con cui prenderesti un appartamento a Milano, si > > è comprato una casa a due piani con un giardino immenso. > > Anche a Rieti un mio amico :))) Ma forse non viaggia in car sharing - devo ancora trovarlo in Italia. Se devi lavorare a Milano, il corrispondente è magari Verbania (non so se hai presente dove sta Verbania rispetto a Milano...) [...] > A me piace l'estero, piacerebbe lavorarci per un periodo per > garantirmi un CV internazionale...ma non ho questo odio per l'Italia, E chi la odia? è ottima per le vacanze (certo se scansi la spazzatura ed eviti i periodi di picco turistico e di calore...), ma per lavorarci - no grazie. Francamente, andarsene all'estero per un CV internazionale, è più facile a dirsi che a farsi. Nel senso: pensi di poter poi tornare in Italia? è difficile, in molti sensi: non ritrovi più una posizione o uno stipendio simile e sei costretto quasi sicuramente a peggiorare le tue condizioni generali. Rischi il burn out e la voglia di tornartene all'estero che ti assale al minimo problema... > molti anche andando all'estero hanno modi di fare italiani: si sputa > sempre sulla situazione da dove si viene non appena si è in un posto > migliore, a me questo non piace. (Non parlo di te, generalizzo.) Beh, questo non ha molto a che fare con questa discussione - vale per qualsiasi cambio di lavoro, anche dentro l'Italia. Ma soprattutto non capisco dove vuoi arrivare... se uno ha cambiato, magari lo ha fatto perché non gli piaceva dove stava - non è sempre così, ma può accadere. Può essere legittimo lamentarsi del vecchio lavoro. Al contrario, io in Italia mi trovavo bene. Avevo un ottimo (per la media italiana e il mio ruolo tecnico) lordo (oltre € 35.000 l'anno - non faccio il misterioso) a tempo indeterminato, vivevo praticamente in campagna e lavoravo vicino a casa, dovendo andare a Milano soltanto un paio di volte la settimana massimo (ma a me Milano piace molto, ho ancora degli amici là). Però, sorry, non è nemmeno paragonabile a quello che ho trovato qua, da _nessun_ punto di vista. E sentendo come se la passa molta gente in Italia (ovvero molto peggio di come stavo io), non esito a incoraggiare di guardarsi intorno. Ripeto non sono un esterofilo per forza e non odio l'Italia. Ma purtroppo, il lavoro nel nostro settore in tutto il sud Europa (non solo in Italia), fa letteralmente schifo se lo paragoni al nord Europa. Puoi girarla come ti pare, dire che odio l'Italia o accusarmi di esterofilia, ma è semplicemente così :-) > > Quindi - provocazione ;-) - chi non è proprio tutto mamma e > > pastasciutta un pensierino dovrebbe farcelo secondo me ;-) > > Già per stare in uno degli -ate sono lontano da casa, qui o 500, 600, > 2000km più lontano che differenza fa? Dal punto di vista della lontananza dalla mamma, poca - anzi ora come ora, è più facile, tanto per fare un esempio, Colonia-Catania in aereo che non Milano-Catania in qualsiasi altro modo, inclusi aereo auto e treno :-)) Ciao -- Marco Ermini [EMAIL PROTECTED] # mount -t life -o ro /dev/dna /genetic/research http://www.markoer.org/ - https://www.linkedin.com/in/marcoermini "Jesus saves... but Buddha makes incremental back-ups!"
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