>bisogna prendere coscienza alla prossima tornata elettorale ed iniziare ad >avere un movimento italiano che faccia veramente pressione, faccia lobbing, >per far rispettare il diritto internazionale.
L'agenzia che gestisce i nomi .org è Us, e soggetta quindi alla legge Us. Se gli Us vogliono unilateralmente imporre sanzioni, lo fanno. L'hanno fatto da qualche decennio con l'Iran, che conta ben più di A/I. Quel che succede sarebbe sembrato paradossale venti anni fa, quando dovendo scegliere fra un dominio .it (gestito in Italia) e uno .org (gestito in Us) il secondo sarebbe sembrato più affidabile, grazie all'ampia libertà di parola garantita negli Us e all'affidabilità politica maggiore negli Us che in Italia. Ma ormai da una decina d'anni c'è da fidarsi più dell'Europa che degli Us. E da un paio d'anni dagli Us ci si può apsettare un po' di tutto. >Quello che è stato fatto è un atto gravissimo senza precedenti. Veramente a me pare che i precedenti ci siano, e siano ben più pesanti di questo. Francesca Albanese, relatrice per l'Onu e cittadina italiana, si è trovata tagliata fuori da carte, conti correnti, accesso ai servizi Us (Amazon, Google) e possibilità di volare su molte lineee aeree, senza che l'Italia aprisse bocca (e mi pare neanche l'Onu). Analoghe sanzioni sono state applicate a Fatou Bensouda, procuratrice della Corte penale internazionale, e del capo della divisione Jurisdiction, complementarity and cooperation, Phakiso Mochochoko. E si tratta di personalità di grande rilievo internazionale, appartenenti a istituzioni riconosciute da oltre 100 paesi, non di un oscuro collettivo italiano. >ripeto mi sa che è arrivata l'ora di rispolverare per davvero netsukuku. >Perdonatemi per il tomo ma sono davvero incazzato. Il routing non è il punto più debole di Internet, anzi il contrario: la resilienza del routing di Internet è uno dei motivi principali del suo successo. Il sistema dei nomi a dominio invece è fragile e soprattutto ha punti di attacco singoli alla radice dei vari domini. -- fp

