Ciao,

On 24/01/2014 00:59, giulianc51 wrote:
Il giorno Thu, 23 Jan 2014 18:32:06 +0100
Andrea Peri <[email protected]> ha scritto:

ciao Andrea;


Mi permetto di intervenire in questa intereressante cConversazione.Il
vettoriale è discreto come i raster. Almeno nelle forme usate. Perché
esprima una vera continuità dovrebbe essere espresso da una formula e
non da una sequenza di punti .
temo di essere diventato un sofista, perchè la tua tesi mi sembra
condivisibile o rigettabile a seconda del punto di vista :-)

Ti capisco, la discretizzazione di una quantita' fisica è un concetto complicato.
Anche a me capita spesso di perdermici.


prima di buttarmi a capofitto in una discussione che interessa molto
anche a me, posso chiederti di precisare meglio cosa intendi quando
dici "Il vettoriale è discreto come i raster", in particolare per
l'avverbio "come" ?

Il raster è un oggetto (oppure struttura , oppure modello, chiamalo come vuoi) che ha una maglia.
(regolare o irregolare poco importa), chiamiamola cella per internderci.
La caratteristica della cella è che essa esprime delle propriet'a costanti.
Quando parlo di proprieta' parlo ad esmepio di una quota (che è una quantita' fisica), oppure di una temperatura (fisica pure essa) etc.. Il fatto che sia una quantita' fisica vuol dire solo che sta modellando una entita fisica reale, "la quota".
Ma qui questo non ci interessa molto.

Cio' che interessa è che se la cella è larga 10x10 metri, oppure 1x1 metro o che altro sia, l'effetto è di dire che per tutta la zona coperta dalla cella il valore di quota è legato a una funzione biunivoca (qui mi azzardo ad andare un po' piu' sul matematico) per fare
un discorso piu' completo.

Nello specifico il raster tradizionale con cella piana ha una funzione che è semplicemente "il valore della cella stessa". Dire che una cella esprime un valore costant edi una quota equivale a dire che la funzione usata esprime un valore costante in un certo intervallo.

Fine della parte complicata.
:)

Tornando alla tua domanda:

se io uso un vettoriale e metto un vertice al centro di una cella, e metto un altro vertice al centro della cella adiacente. Io sarei tentato di dire (come appunto fai te) che il vettoriale esprime una continuita'.

Ma in realta' è una finta continuita' perche' ci sono due vertici e non so' esattamente cosa succede tra i due vertici.

Nel caso del raster (ovvero della cella) la cosa piu' ovvia è pensare che in tale cella il valore di quota sia costante, ovvero riprendendo il discorso sopra fatto che la funzione sia costante. Nel caso del vettoriale, viene certamente piu' ovvio pensare che i due vertici siano congiungibili da una linea e quindi la quota vari secondo tale linea. Ma questo in realt'a equivale solo a dire che la funzizone non è costante, ma è lineare.

Poteva essere una cubica, una quadratica , una logaritmica, sai quanto ne trovi di funzioni biunivoche.

Per quesdto dico che un vettoriale e' come un raster.

Ovviamente occorre che siano paragonabili.
Se io ho un vettoriale che ha vertici regolari ogni 10 cm , mi serve un raster che esprima celle a 10 cm, altrimenti devo pesarle e quindi generalizzo. Poi, in realta' io nel mio vettoriale posso mettere vetici a distanze diverse tra di loro e quindi per rappresentarlo in raster dovrei usare un raster a maglia variabile, Usare il vettoriale o il raster è solo impiegare una differente struttura di dati, questo le rende piu' utili per certi usi e meno per altri.

Per completare il discorso va anche detto che esisterebbe una teoria (che è alla base dei compact-disc) la qual dice che in certe condizioni una campionatura discreta riesce a rappresentare una quantita' fisica analogica. In tal caso sarebbe vero che una nuvola di punti rappresenta esattamente la quantita' fisica. E , bada bene, anche in tal caso la nuvola di punti potrebbe essere rappresentata da un raster. Perche' è solo una struttura dati differente. Per cui il concetto che il vettoriale è come il raster andrebbe comunque bene.

Pero' tale teoria non si puo' applicare. Perche' una delle regole basilari è che la frequenza di campionamento sia moltoelevata, piu' è variabile il terreno e piu' fitto deve essere il campionamento.
Ben piu' fitto di quanto un lidar riesce a fare.

Ciao,

Andrea.




grazie, ciao,
giuliano

_______________________________________________
[email protected]
http://lists.gfoss.it/cgi-bin/mailman/listinfo/gfoss
Questa e' una lista di discussione pubblica aperta a tutti.
I messaggi di questa lista non hanno relazione diretta con le posizioni 
dell'Associazione GFOSS.it.
666 iscritti al 22.7.2013

_______________________________________________
[email protected]
http://lists.gfoss.it/cgi-bin/mailman/listinfo/gfoss
Questa e' una lista di discussione pubblica aperta a tutti.
I messaggi di questa lista non hanno relazione diretta con le posizioni 
dell'Associazione GFOSS.it.
666 iscritti al 22.7.2013

Rispondere a