Ciao a tutti,

Zincfinger e Bussola secondo me hanno detto le cose piu' 
importanti, E' vero non ci sono pregiudizi di principio ai dibattiti, ma 
solo valutazioni contingenti sulla opportunita' della nostra 
partecipazione.

L'unica cosa che non ho capito (e scusate la mia ignoranza), e' 
qual'e' il fattore scatenante la reazione di Dr. Bozo. (senza 
apologies da parte sua o da parte nostra a lui. Se ha fatto cosi' 
significa che si sentiva di farlo e per me ha fatto bene... ) Cioe' che 
significa che BIONOVA di Padova era li'? Cosa fa? Perche' 
dovrebbe essere un motivo per contestarli? 

Non e' una domanda cretina (anche se sembra). E' piu' che altro 
una richiesta di valutazione su cosa va contestato del biotech (i 
brevetti? l'applicazione all'alimentare? che altro?) e che cosa invece 
noi riteniamo fattibile. 

Piu' in generale queste domande mi fanno riflettere anche sulla 
questione dei rapporti con altri soggetti che magari sono diversi da 
noi e provengono da un percorso diverso. Specialmente se nella 
vita fanno biotech di mestiere. In vista di rapporti successivi, 
sarebbe bene capire quali sono le nostre specifiche obiezioni. Cosi 
si mettono i classici 'paletti' e da li' ci si muove in futuro rispettando 
decisioni collettive e partecipazioni individuali.

bax.s.



 



From:                   Fabio STERPONE <[EMAIL PROTECTED]>
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Date sent:              Fri, 06 Jun 2003 13:39:18 +0200

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non credo che ci siano bisogno di sucse.
uno agisce come ritiene giusto. come se la sente in un certo momento.
credo che le sensibilita' di fronte al biotech si spaccano sempre, in modo molto

drammatico. forse perche' si parla di potere e di corpo (materia vivente). siamo
ancora
pudici a mio avviso.

dico solo delle cosette banali:

-se invitano un collettivo a parlare, e' bene il gruppo capisca in che sede
parla e decida di conseguenza.
non e' andrea che deve chiedere scusa, ma non che dobbiamo chiedere scusa ad
andrea.
-se il collettivo continua a percepire le visioni pubbliche con un atteggiamento
" mondano " e presuntuoso: ah che figo c'hanno invitato annamo a di du cazzate
intanto se le semo dette per un sacco de tempo, famo er figurone. chi ce va
stavorta...vai te capo' che sei bello...; fa due errori
1) per il concetto di pubblico
2) disistima dei vincoli comunitari.
noi ci siamo dimenticati che significa decidere, scegliere insieme: abbiamo
delegato alla liberta' individuale (
da buon anarcoide ne sono felice) ma l'effetto netto e' che una volta va bene,
due pure, alla terza ti trovi a fare i conti con una situazione non predefinita
e chi ci si trova reagisce come scheggia isolata, con i suoi tempi, con il suo
stile, con il suo bios.


-sulla questione legittimare non legittimare sottoscrivo quanto detto da bussola
su tutta la linea. quindi personalmente ( e questo vale quel che vale ) io sarei
restato. poi dipende dal tuo stato d'animo, io a milano
non ho parlato e non certo perche' la situazione non era interessante, o il
dibattito non era dinamico:
solo stavo sotto un treno!

-la questione dello stile la butto li: se uno ti invita e tu hai mal valutato ,
paghi dazio e rispetti le persone che ci hanno investito. cazzo ma pensate se
fosse sucesso a noi, io me lo sarei magnato uno che me faceva un pezzo cosi.
secondo:  per un coordinamento di studenti di biotech non era facile far passare
pubblicamente che parlavamo all'hack the science quando fu in quel di novembre.
loro lo hanno fatto.
lo stesso passo potevamo farlo noi verso loro!!!


-il vero problema e' che non siamo assolutamente pronti al dibattito sul biotech
o il free biotech.
abbiamo ancora paura del mercato, abbiamo ancora paura dei vincoli di potere,
abbiamo ancora paura di
fare del pubblico uno spazio vero. siamo un po indiani metropolitani.
immaginate se sarebbe potuto esistere l'hacking senza programmatori. la risposta
e' no. e non esistera free biotech se non saranno i biotech-workers a definirlo.
saranno loro e non rodota a creare la discontinuita.
solo in questo spirtito ha senso partecipare a quel dibattito: stare tra chi ci
lavora e dire: scusate difronte a questo problema che facciamo?

-mi sento quasi in colpa, perche forse io ho spinto sull'accelleratore di un
rapporto che credo sensato con gli studenti di biotech. che ma che non si e' in
grado di gestire.

dopodiche
AMEN

f






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