A PD non c'erano nazi, ma mostri si' (quelli alla Carpenter, "Essi vivono").

A parte gli scherzi.
Premesso che la decisione di essere a PD l'ho presa io senza trovarmi sotto 
alcun "dominio pieno e incontrollato", una volta li' mi sono reso conto di 
una cosa: se un/una avesse assistito al dibattito (in cui proponevo di 
parlare di biotech copyleft) avrebbe pensato che in realta' Amgen, 
Farmindustria, Assobiotec sono prontissime a discutere con chi non e' 
d'accordo. E che, di conseguenza, le Tute Bianche (proprio loro, a volte 
ritornano :)) fuori dalla Fiera sbagliavano a protestare.
Questo giochetto mi metteva a disagio, troppo per non andarmene.
Se ammettiamo che ci sono contesti piu' forti di qualunque messaggio (ma non 
e' obbligatorio pensarla cosi'), spiegatemi dove per voi finiscono i contesti 
sopportabili e iniziano quelli infrequentabili. Per la mia faccia non 
abbastanza tosta, Bionova e' ben al di la'.
Ciao

pwd



On Friday 06 June 2003 15:34, Anty wrote:
>Mi intrometto in questo tread , ma esendomi persa due mail (credo siano in
> giro per la francia) e non sapendo come � stata presa la decisione di
> essere a Padova non posso dire piu' tanto,ma sento il bisogno di scrivere
> due riflessioni che mi son saltate in testa questa mattina. Questa mattina
> ho letto un post su indymedia dove veniva "rinnegata" la presenza di laser
> a padova, dopo aver letto il post mi sono chiesta:
>1)Ma chi c'era a padova? un raduno di nazziskin? un orda di mostri?  e che
> altro? Cio� non vedo perch� ci si debba meravigliare di quello che poteva
> essere la fiera del biotec, basta vedere cosa c'� dentro l'universit� per
> immaginarsi quale possa essere la componente degli individui che
> partecipano a queste iniziative. 2) E se per� c'era anche qualche studente
> dei primi anni mandati li dai professori? e se c'era qualcuno incuriosito
> dalla presenza di laser? Alla fine perch� non lottare?
>
>un saluto,
>
>
>
>
>
>On Fri, 6 Jun 2003 12:37:4
>
>
>1 +0000
>
>"Simone Turchetti" <[EMAIL PROTECTED]> wrote:
>> Ciao a tutti,
>>
>> Zincfinger e Bussola secondo me hanno detto le cose piu'
>> importanti, E' vero non ci sono pregiudizi di principio ai dibattiti, ma
>> solo valutazioni contingenti sulla opportunita' della nostra
>> partecipazione.
>>
>> L'unica cosa che non ho capito (e scusate la mia ignoranza), e'
>> qual'e' il fattore scatenante la reazione di Dr. Bozo. (senza
>> apologies da parte sua o da parte nostra a lui. Se ha fatto cosi'
>> significa che si sentiva di farlo e per me ha fatto bene... ) Cioe' che
>> significa che BIONOVA di Padova era li'? Cosa fa? Perche'
>> dovrebbe essere un motivo per contestarli?
>>
>> Non e' una domanda cretina (anche se sembra). E' piu' che altro
>> una richiesta di valutazione su cosa va contestato del biotech (i
>> brevetti? l'applicazione all'alimentare? che altro?) e che cosa invece
>> noi riteniamo fattibile.
>>
>> Piu' in generale queste domande mi fanno riflettere anche sulla
>> questione dei rapporti con altri soggetti che magari sono diversi da
>> noi e provengono da un percorso diverso. Specialmente se nella
>> vita fanno biotech di mestiere. In vista di rapporti successivi,
>> sarebbe bene capire quali sono le nostre specifiche obiezioni. Cosi
>> si mettono i classici 'paletti' e da li' ci si muove in futuro rispettando
>> decisioni collettive e partecipazioni individuali.
>>
>> bax.s.
>>
>>
>>
>>
>>
>>
>>
>> From:                Fabio STERPONE <[EMAIL PROTECTED]>
>> To:                  [EMAIL PROTECTED], laser-red <[EMAIL PROTECTED]>
>> Subject:             [e-Laser] Re: R: [laser] Chiedo scusa
>> Send reply to:       [EMAIL PROTECTED]
>>      <mailto:[EMAIL PROTECTED]>
>>      <mailto:[EMAIL PROTECTED]>
>> Date sent:           Fri, 06 Jun 2003 13:39:18 +0200
>>
>> [ Double-click this line for list subscription options ]
>>
>> non credo che ci siano bisogno di sucse.
>> uno agisce come ritiene giusto. come se la sente in un certo momento.
>> credo che le sensibilita' di fronte al biotech si spaccano sempre, in modo
>> molto
>>
>> drammatico. forse perche' si parla di potere e di corpo (materia vivente).
>> siamo ancora
>> pudici a mio avviso.
>>
>> dico solo delle cosette banali:
>>
>> -se invitano un collettivo a parlare, e' bene il gruppo capisca in che
>> sede parla e decida di conseguenza.
>> non e' andrea che deve chiedere scusa, ma non che dobbiamo chiedere scusa
>> ad andrea.
>> -se il collettivo continua a percepire le visioni pubbliche con un
>> atteggiamento " mondano " e presuntuoso: ah che figo c'hanno invitato
>> annamo a di du cazzate intanto se le semo dette per un sacco de tempo,
>> famo er figurone. chi ce va stavorta...vai te capo' che sei bello...; fa
>> due errori
>> 1) per il concetto di pubblico
>> 2) disistima dei vincoli comunitari.
>> noi ci siamo dimenticati che significa decidere, scegliere insieme:
>> abbiamo delegato alla liberta' individuale (
>> da buon anarcoide ne sono felice) ma l'effetto netto e' che una volta va
>> bene, due pure, alla terza ti trovi a fare i conti con una situazione non
>> predefinita e chi ci si trova reagisce come scheggia isolata, con i suoi
>> tempi, con il suo stile, con il suo bios.
>>
>>
>> -sulla questione legittimare non legittimare sottoscrivo quanto detto da
>> bussola su tutta la linea. quindi personalmente ( e questo vale quel che
>> vale ) io sarei restato. poi dipende dal tuo stato d'animo, io a milano
>> non ho parlato e non certo perche' la situazione non era interessante, o
>> il dibattito non era dinamico:
>> solo stavo sotto un treno!
>>
>> -la questione dello stile la butto li: se uno ti invita e tu hai mal
>> valutato , paghi dazio e rispetti le persone che ci hanno investito. cazzo
>> ma pensate se fosse sucesso a noi, io me lo sarei magnato uno che me
>> faceva un pezzo cosi. secondo:  per un coordinamento di studenti di
>> biotech non era facile far passare pubblicamente che parlavamo all'hack
>> the science quando fu in quel di novembre. loro lo hanno fatto.
>> lo stesso passo potevamo farlo noi verso loro!!!
>>
>>
>> -il vero problema e' che non siamo assolutamente pronti al dibattito sul
>> biotech o il free biotech.
>> abbiamo ancora paura del mercato, abbiamo ancora paura dei vincoli di
>> potere, abbiamo ancora paura di
>> fare del pubblico uno spazio vero. siamo un po indiani metropolitani.
>> immaginate se sarebbe potuto esistere l'hacking senza programmatori. la
>> risposta e' no. e non esistera free biotech se non saranno i
>> biotech-workers a definirlo. saranno loro e non rodota a creare la
>> discontinuita.
>> solo in questo spirtito ha senso partecipare a quel dibattito: stare tra
>> chi ci lavora e dire: scusate difronte a questo problema che facciamo?
>>
>> -mi sento quasi in colpa, perche forse io ho spinto sull'accelleratore di
>> un rapporto che credo sensato con gli studenti di biotech. che ma che non
>> si e' in grado di gestire.
>>
>> dopodiche
>> AMEN
>>
>> f
>>
>>
>>
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