Io sono del tutto d'accordo con te: si potrebbe investire sull'universita' e sulla formazione di base per migliorare la societa' (i suoi consumi, il suo modo di produrre etc). Ma questo tema non e' all'ordine del giorno di nessuno, se non in maniera molto embrionale tra noi precari straccioni e gli studenti un po' piu' consapevoli. Anche a sinistra, la societa' della conoscenza NON E' la societa' della formazione di base: vuol dire solo la societa' del telefonino. Anche a sinistra, si confonde la societa' della conoscenza basata su un forte investimento pubblico sulla formazione di base con la societa' della conoscenza all'irlandese, ovvero mirata ad attirare le multinazionali hi tech e farmaceutiche, a cui la formazione di base non interessa molto.
Le cose piu' interessanti di questi giorni stanno proprio su questo crinale.

fabio sterpone wrote:

da precisare, mentre zecchino e berlinguer erano degli ingenui che credevano di inseguire la new-age retorica della produzione virtuale, flessibilizzando e accorciando i cicli formativi (retorica a cui non eravamo immuni nemmeno nella sinistra radicale [io in primis]), senza purtroppo essere sostenuti da una crescita del sistema paese (o senza essersene accorti), che a cavallo della fine del '90, iniziava uno strano declino; la Moratti e' responsabile di dare un colpo di grazia ad un sistema che aveva delle possibilita' di riadattamento. Dietro la Moratti non c'e' altro che il dictat berlusconiano: aho me li levi dalle palle. Costano troppo e non fanno un cazzo, non li posso mandare manco all'isola dei famosi. E io devo tagliare le tasse. Spero che riuscite a capire la differenza, altrimenti le strade di questa protesta saranno come quelle della Pantera. Lontane dalla struttura del sapere, e dentro i quartieri a fare le balere dei centri sociali. Storia docet. Tra pochi mesi uscira la parola d'ordine: Penetrare il territorio. E vai!!!!!!!!

Mah, io penso invece che sia Moratti che Berlinguer inseguano il modello Blair: formazione tagliata sulle necessita' dell'impresa, formazione come "dovere" (di adattarsi alle richieste dell'impresa) e non come "diritto" (di acquisire conoscenze di base che permettano di essere piu' flessibili e meno ricattabile sul mercato del lavoro, costringendolo ad evolversi). E onestamente e' difficile oggi dire che il modello Blair non funzioni, se non si tiene conto della qualita' della vita di un lavoratore dei servizi di Londra. Le differenze che fanno sembrare "new age" Berlinguer e "miope" la Moratti sono dovute alla diversa congiuntura economica, secondo me.

se la precarieta fosse solo dei ricercatori scientifici saremo a cavallo. spero che lottino o esprimano malessere per il fatto che studio-lavoro sono due variabili sempre piu' indipendenti, paradossalmente in Italia, e che lo slancio di crescita del paese basato sulla costruzione di una societa' high-educated, non sia solo una reminescenza degli anni '60, ma che possa ritornare ad essere un senso di speranza. seno, ciao ciao se vedemo nel terzo mondo. E non mi rispondete come berlusca, che noi siamo avanzati e ricchi perche' se mannomo i messaggini al cellulare :))))))))

Esatto: l'Italia degli anni 60, per volonta' dell'impresa temporaneamente alleata col PCI gramsciano, investi' sulla formazione di massa per svecchiare il modo di creare reddito (dalla zappa anni 40 a quella dei consumi industriali). Pero' non bisogna pensare che Blair abbia fatto questo aggiornandolo al terzo millennio: non ha creato una societa' dinamica e terziarizzata puntando su una societa' high-educated. Piuttosto, ha accorciato la formazione pubblica e ha delegato all'impresa la specializzazione. Oggi nessuno punta sulla formazione di base per far evolvere la societa' in una direzione piu' liberale, se non libertaria. Questa e' la richiesta degli studenti? Non so dirlo. Qualcuno ci pensa, la maggior parte no. Pero' qualcuno ci pensa.

vedi punto uno. capire per agire. e sapere dove agire. incontro dei movimenti con prodi-bertinotti. Tavolo di discussione. dove salvare il salvabile, dove riformare, dove rivoluzionare. senza mediazione dei baroni.
byebye
cf

Al tavolo prodi-bertinotti io ci sono stato: a nome di prodi-bertinotti parlano i baroni. Il futuro ministro dell'universita' dei DS potrebbe essere Modica, ex-rettore ed ex-presidente della conferenza dei rettori.
--
www.e-laser.org
[email protected]

Rispondere a