Marco Meneghello ha scritto:
Il giorno 28/dic/07, alle ore 09:24, Gerardo Costabile ha scritto:

***proprio perchè in entrambi i casi la norma violata è la stessa, non comprendo la differenza di criticità ... la legge italiana, ad oggi, prevede l'ipotesi di confisca dei sistemi informativi di terzi (e quindi anche dell'azienda) nel caso di violazioni sul diritto d'autore.

Aggiungo, posto che violazioni di questo tipo potrebbero avere anche risvolti penali, e posto che la responsabilità penale è personale, come potrebbe l'azienda tutelarsi nei confronti del trasgressore se non fosse in grado di risalire al responsabile nella propria rete interna? Dovrebbe subire la confisca dei propri sistemi senza poter far nulla per ragioni di privacy?
Ma quando?. L'azienda è sempre in grado di attivare tutta una serie di attività idonee a prevenire il fenomeno senza per altro violare la protezione dei dati personali e la privacy ( sono cose diverse) dei dipendenti. Forse sarebbe ora che le aziende ritornassero a affidare il proprio patrimonio a IT manager e non a programmatori o analisti (pseudo sistemisti) impreparati a gestire tali situazioni. La 196 impone attività di prevenzione e la tecnologia offre strumenti idonei a tale scopo, inoltre esistono le regole comportamentali, mi ha non poco fatto piacere vedere in diverse aziende cartelli iso che promuovono comportamenti consoni agli ambienti ivi compresa l'astensione dall'uso di alcolici, per cui se tali richiami sono accettati non vedo perchè non debbano esserci richiami a regole comportamentali sull'utilizzo dei prodotti informatici. infine ricordo che il datore e di lavoro ha obbligo di vigilare e che la "culpa in vigilando" ha risvolti penali.
In pratica non ci sono scuse .
rino

ps
Buon anno a tutti




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