Rosario Russo wrote:
Se le regole sono quelle, il dipendente deve rispettarle.
Questo vale per tutti, dipendenti e datori di lavoro.
La richiesta di un datore di lavoro che chiede le email del dipendente, purche' quest'ultimo sia stato avvertito e abbia accettato la cosa (v. sindacati interni, ecc...), non mi sembra cosi' assurda.
Lo è nella misura in cui prefigura un controllo indiscriminato e continuativo.
Il titolare ha l'obbligo di seguire l'andamento della sua azienda, a maggior ragione se essa e' piccola. Se un paio di dipendenti furbetti (eh, si', ci sono anche loro, non esistono solo datori di lavoro mefistofelici) tramano a danno dell'azienda e il titolare non se ne accorge per tempo, puo' chiudere baracca e burattini.
Cosa che succederà presto se passa il tempo a leggere le email dei dipendenti.
Chiaro? Inequivocaile? Ma quando mai una legge italiana e' chiara ed inequivocabile. Forse il consulente della privacy legge tra le righe quello che desidererebbe che fosse, ma non e' cosi'. Altrimenti, a che servirebbero gli avvocati?
Eh certo, siamo in Italia... prima interpreti come ti pare a te, poi applichi come ti fa più comodo. Il chiaro e inequivocabile era comunque riferito al punto focale del thread: le credenziali sono segrete e non possono essere nella disponibilità neanche dell'amministratore del sistema, che può ovviamente accedere con altri mezzi. Si continua ad eludere la questione centrale di un corretto auditing dell'attività. Anche ammesso che sia lecito leggere le email dei dipendenti, va fatto con un account di by-pass, tracciabile, non con le credenziali dell'utente, altrimenti non si sa più chi fa cosa, non solo riguardo alle email.
Consiglio a tutti una lettura interessante, per chiunque crede, ingenuamente, che una legge dello Stato tuteli sempre il cittadino (http://www.ictlex.net/index.php/2004/07/26/attivit-forense-e-dati-personali-regole-di-un-altro-mondo/).
vivremmo in un paese migliore se ognuno facesse la sua parte... l'Avvocatura ha tentato fino all'ultimo di far esentare dagli obblighi di legge la categoria

http://www.giuristitelematici.it/modules/bdnews/article.php?storyid=354

il fatto che nella PA (uffici giudiziari compresi) vada come sappiamo, non giustifica nulla.
Intanto, per quel magistrato, leggere le email dei dipendenti e' lecito, qualora il datore abbia le chiavi di accesso.
Non sto contestando che in alcuni casi e con le dovute modalità sia lecito o comunque necessario accedere alla casella di posta elettronica di un dipendente. Dico invece che la normativa impone credenziali riservate, e che il controllo continuativo e indiscriminato della posta elettronica come di altri ambiti della sfera lavorativa non è lecito, ma soprattutto improduttivo e inutile.. Se non ci stacchiamo dallo stereotipo "padrone schiavista-dipendente furbetto e lavativo", non cresceremo mai.
Non crediamo che i consulenti migliori siano quelli che fanno rispettare la legge in maniera integralista. Ricordiamoci anche che un'azienda deve soprattutto produrre. Bisogna compensare la duttilita' del lavoro con la protezione dei dati, mediante parecchi compromessi, e non proteggere i dati a discapito della flessibilita' del lavoro. E sappiamo bene che la comodita' e' nemica delle regole.
Ma cosa vuol dire "rispettare la legge in maniera integralista"?! La legge la si rispetta o no, non ci sono vie di mezzo, non la si piega a cosa ci fa più comodo. Anche rubare i soldi in banca è più comodo che lavorare per guadagnarseli, ma non lo rende lecito. La struttura organizzativa di un'azienda è quella che la fa produrre di più e meglio, e la gestione della sicurezza /privacy rientra negli aspetti organizzativi, come ribadito da sempre.

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Roberto Tanara - CISSP


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