Salve a tutti,

mi è stato chiesto di rendere "Pisanu-compliant" l'accesso a Internet degli ospiti di una scuola. Ho doverosamente spulciato gli archivi, e ho trovato purtroppo perlopiù thread sospesi a metà, così vorrei chiedere lumi agli iscritti a questa lista.

Dico "ospiti" perché è frequentata spesso da corsisti che arrivano spesso dall'estero, seguono lezioni per tre-sei giorni e se ne vanno. Punterei su un banale sistema che leghi ogni IP interno ad un utente univoco (RADIUS, 802.1x, captive portal + log del DHCP, gli strumenti ci sono e sono parecchi) e logghi le connessioni. Il "solito" problema è che l'uscita verso Internet è NATtata su di un pool veramente misero di indirizzi pubblici, e farsene assegnare di più dal provider sarebbe probabilmente piuttosto costoso.

Un suggerimento che transitò in lista nel passato: "chiedete alla Questura competente, perché ciascuna ha una propria opinione al proposito". Forte di questa massima, sono stato presso la Questura competente, che mi ha mandato alla sezione provinciale della Polpost. Lì ho parlato con una persona che mi ha detto che basta tenere l'indirizzo IP di partenza di ciascuna connessione, con data, ora e identificativo dell'utente. Ho tentato di spiegare che cos'è il NAT e come il solo indirizzo interno di partenza non sia sufficiente ad identificare l'utente che effettua la connessione, ma la risposta è stata del tipo "non me ne frega niente di IP, NAT e altre amenità tecniche; basta che quando serve siate in grado di identificare chi ha stabilito la connessione".

Lo stesso responsabile mi avrebbe anche lasciato capire che la questione dei documenti d'identità è marginale, basta sapere chi è stato in qualche maniera; questo, ad esempio, non mi convincerebbe per nulla, e credo che i documenti vadano chiesti, copiati e religiosamente custoditi, dato che è una delle poche cose che la normativa richiede con chiarezza e senza molti margini di interpretazione… o mi sbaglio?

Ora, leggendo il DL 144/2005, la legge 155/2005 ed il decreto del 16/8/2005 sui dati anagrafici, mi vengono in mente diverse possibilità:

1. loggo le connessioni con il loro IP interno sorgente e basta, e se un giorno la polizia giudiziaria mi venisse a chiedere "chi si è collegato all'IP 71.62.141.87 alle 16.11 del 6 ottobre 2008?", fornirei una lista di una, due, dieci persone che avrebbero potuto farlo in quel momento;

2. loggo le connessioni con IP sorgente, ma anche IP+porta di destinazione. In questo caso andrei contro le disposizioni del Garante per i service provider, e mi parrebbe strano che non si applicassero ai soggetti "titolari e gestori" del decreto del 16/8/2005… se non si applicassero, sarei a posto;

3. loggo le connessioni con IP interno sorgente, più la combinazione IP +porta sorgente post-NAT. Questo presenta due problemi:

3.a) Non ho ancora trovato software già pronto che lo faccia, e temo che dovrei inventarmelo;

3.b) quasi mai i server HTTP, che temo possano rivestire la maggioranza di questi casi, loggano la porta sorgente di una richiesta, quindi potrebbe rivelarsi inutile, se non come tentativo di dimostrare di aver fatto il proprio dovere durante un'ipotetica indagine;

4. Faccio passare tutte le connessioni HTTP tramite un proxy trasparente che aggiunga, negli header, l'IP interno per il quale è stata eseguita l'operazione. Temo che anche questo non venga loggato quasi mai e si riveli inutile, senza considerare che non copre altri protocolli;

5. concateno IP di partenza, IP e porta di destinazione, un riferimento temporale preciso ma non troppo (fino ai minuti, per esempio) e salvo uno hash di questi dati. Partiziono lo storage degli hash in modo da minimizzare le probabilità di collisione ma rendere difficile un eventuale tentativo di tracciamento individuale di un utente o di una destinazione ("né troppo stretto né troppo largo", insomma); per capirci, uso un "secchio" diverso ogni tre mesi, o ogni uno, a seconda della quantità di connessioni. Quando mi chiedessero chi si è collegato in quel momento a quell'IP, non dovrei fare altro che prendere la lista degli IP interni attivi in quel momento, concatenare ciascun IP interno ai dati forniti, e verificare quale di essi corrisponda.

Mi sembra che la (5) vada incontro alla ratio e alla lettera della legge, ma mi renderebbe difficile dimostrare che ho fatto il mio dovere quando l'errore l'avesse compiuto qualcun altro… (ma questo accadrebbe anche con dei log normali, no?)

Sono convinto che migliaia di scuole, circoli bocciofili, circhi equestri e sale da tè abbiano implementato da tempo qualche modo semplice di risolvere questo problema, o se non di risolverlo, almeno di essere "a posto".

Grazie in anticipo per qualsiasi suggerimento!

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Emanuele

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