Il 06 maggio 2011 14:39, Piero Cavina <[email protected]> ha scritto:
> Secondo voi, ci si espone a dei rischi nel diffondere copie digitali
> dei propri documenti in questo modo, se ad un certo punto finissero
> nelle mani sbagliate? Chiaramente non si tratta di informazioni
> riservate (la firma che c'è sulla carta di identità posso averla fatta
> in mille altri posti).. però..

quesito posto, almeno nel mio caso sette volte ad operatori di
telefonica mobile e per CC il Garante, mai pervenuta una risposta se
non la solita: trattiamo i suoi dati ai sensi del D.lgs. etc etc etc
(tre richieste risalgono ancora a prima, alla "675/96").

Il problema è serio e andrebbe affrontato impostando l'accesso a
queste info in modo differente: come avviene per certi servizi
bancari, "io" sono la "banca" ed "io" concedo anche per una sola
sessione "usa e getta" 'accesso ai miei dati su un server "fidato"
(server del Garante? perché no?) l'accesso ai soli fini di controllo,
da parte del venditore di sim spregiudicato o all'azienda del gas che
mi allaccia l'utenza.

In questo modo potrei, a mio modesto avviso, controllare meglio chi
accede ai miei dati, perché e quando. Nulla osta, per me, che il
server sia ospitato presso il Garante o sia addirittura quello che
"abbiamo già in casa": ministero delle finanze / agenzia entrate o
ministero interni, con appositi "filtri", si intende.

non è difficile: il problema sono le lobby che stanno dietro al
meccanismo, come si potrebbe in quel caso attivare adsl su linee
telefoniche ad ignare signore anziane o truffare altrimenti i
"consumatori" rivendendo le info sui loro consumi e i loro "debiti" ad
altri spregiudicati "imprenditori"?


-- 
Calogero Bonasia
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