On 10/17/2011 01:20 PM, Stefano Zanero wrote:
> On 05/06/11 14:39, Piero Cavina wrote:
>
>> Secondo voi, ci si espone a dei rischi nel diffondere copie digitali
>> dei propri documenti in questo modo, se ad un certo punto finissero
>> nelle mani sbagliate?
> Considerando che firma+copia del documento = autocertificazione, direi
> che un certo rischio ce lo vedo.
>
C'è un rischio concreto di furto di identità.
Con una copia di documento (le informazioni in esse contenute) posso
denunciare furto o smarrimento e ottenere un documento autentico.

Per le mani di qualunque ragazzetto impiegato presso un negozio di
telefonia mobile passano migliaia di fotocopie di documenti.
Quando incontra una persona che gli somiglia (o che somiglia ad un
ipotetico mandante), può "erroneamente" fare due copie di un documento,
impersonarne il titolare, denunciare lo smarrimento del documento e
reclamarne un duplicato all'anagrafe.
Quasi mai l'anagrafe richiede testimoni (che poi è sempre facile reperire).
Gli archivi digitali rendono la cosa ancora più facile, e il
riconoscimento facciale potrebbe consentire addirittura di automatizzare
il processo.

Non dovremmo mai essere messi nelle condizioni di far trarre copia del
documento d'identità.
Oppure il documento dovrebbe avere una parte pubblica e una segreta, la
sola che consente alcune operazioni (come il rinnovo o l'emissione di
duplicato).
Soprattutto gli uffici anagrafe non dovrebbero mai consegnare brevi manu
la carta d'identità, ma inviarla al domicilio.

Alberto

-
Alberto Cammozzo
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